A Roma, nello Spazio Veneziano, il progetto ‘Natura fantastica. Aspettando Coppedè 2027’ celebra l’eredità visionaria di Gino Coppedè tra architettura, natura immaginaria e laboratori partecipati.

Roma si prepara a celebrare il centenario della scomparsa di Gino Coppedè con il progetto Natura fantastica. Aspettando Coppedè 2027, presentato in anteprima a maggio 2026 nello Spazio Veneziano. L’iniziativa, legata a Open House 2026, nasce nel cuore del celebre quartiere progettato dall’architetto tra via Tagliamento e corso Trieste, e propone uno sguardo nuovo sulla sua eredità figurativa e decorativa.

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Curato da Francesca Barbi Marinetti e Cornelia Bujin, il progetto intreccia ricerca storica, pittura e divulgazione. Protagoniste sono le opere di Corrado Veneziano, che studia affreschi, manufatti e arredi delle facciate e degli ingressi dei palazzi di Coppedè, per restituirne le immagini più emblematiche in un mosaico pittorico dominato da creature e paesaggi immaginari.

Anfisbena – Olio su pergamena, 120 x 90 cm

Un omaggio alla natura visionaria di Coppedè

Al centro del progetto c’è la dimensione naturalistica dell’architetto, inteso come architetto-scultore-decoratore capace di fondere linguaggi diversi in una commistione originale. Nelle sue decorazioni si rincorrono infatti motivi floreali, festoni di frutta, tralci di vite, mari, laghi e fiumi rigogliosi, in una costante ricerca di integrazione ambientale con il contesto urbano circostante.

Veneziano riprende e reinterpreta questo universo iconografico, popolando le sue tele di sirene, arpie, centauri, boschi, alberi, steli e petali fantastici. Le opere suggeriscono una tensione verso un nuovo equilibrio tra le specie viventi, animali e vegetali, e trasformano il quartiere Coppedè in un serbatoio di forme da cui far emergere una natura altra, sospesa tra memoria e visione.

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Lo Spazio Veneziano, inserito in questo preciso contesto urbano, diventa così un laboratorio di lettura e riscrittura dell’opera di Coppedè. La mostra-preludio al centenario del 20 settembre 1927 si configura come un percorso di avvicinamento al 2027, anno in cui ricorreranno esattamente i 100 anni dalla morte dell’architetto.

Il Centauro rapito (particolare) – Olio su pergamena, 150 x 200 cm

Il 24 maggio tra incontro, laboratorio e visita guidata

Il progetto si apre al pubblico con un appuntamento speciale il 24 maggio, proposto in due turni alle 15 e alle 17 per una durata di circa 75 minuti. Il pomeriggio si articola in tre momenti pensati per coinvolgere visitatori e appassionati di arte e architettura.

Si comincia con un incontro con uno storico dell’arte, che racconta la genesi e lo sviluppo del quartiere, ripercorrendone le peculiarità architettoniche e stilistiche. A seguire, un breve laboratorio condiviso di pittura su legno e su carta naturale, dedicato a piante e animali immaginari, richiama esplicitamente figure e immagini tratte dal lavoro di Coppedè e dalle interpretazioni di Veneziano.

Opera di Corrado Veneziano con creatura fantastica e motivi naturali ispirati al quartiere Coppedè
La Basilisca felice – Olio su pergamena, 200 x 150 cm

Il percorso si conclude poi con una visita guidata in piazza Mincio, cuore simbolico del quartiere, per osservarne da vicino le decorazioni, i rimandi al mondo naturale e le invenzioni formali che hanno reso il complesso uno dei luoghi più riconoscibili di Roma. Tra racconto, pratica artistica e esplorazione urbana, Natura fantastica. Aspettando Coppedè 2027 invita dunque a riscoprire l’attualità dello sguardo di Coppedè e la sua capacità di dialogare con la sensibilità contemporanea.

Foto: Ufficio Stampa

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