Due sedi, un solo progetto annuale tra Città della Pieve e Tuscania mette in dialogo le opere di Wolfgang Alexander Kossuth e Alessandro Kokocinski sul rapporto necessario tra libertà e disciplina.

Wolfgang Alexander Kossuth e Alessandro Kokocinski tornano protagonisti con il progetto espositivo diffuso “Libertà e Disciplina: un dialogo necessario”, curato da Matteo Pacini, che unisce per un anno l’Umbria e il Lazio in un unico percorso tra scultura, pittura e memoria.

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Il progetto, promosso con il patrocinio dei Comuni di Città della Pieve e Tuscania, si articola in due sedi complementari: lo Spazio Kossuth in Umbria, che inaugura il 30 maggio 2026 alle ore 18.00, e lo Studio Kokocinski nel Lazio, con opening il 6 giugno 2026 sempre alle ore 18.00. Due luoghi diversi che diventano un unico organismo curatoriale, fondato su uno scambio di opere e di sguardi.

Installazione in resina Salome di Wolfgang Alexander Kossuth nello Studio Kokocinski a Tuscania
Alessandro Kokocinski, Petruska – Photo by Manuela Giusto

Un dialogo necessario tra libertà e disciplina

Ideato e curato da Pacini, Libertà e Disciplina mette in relazione due poetiche apparentemente lontane, ma unite da una stessa tensione: la consapevolezza che libertà e disciplina siano forze inseparabili, sul piano artistico ed esistenziale. Il curatore sottolinea come, in un tempo segnato da fratture e conflitti, la libertà appaia fragile e ambigua, e vada ripensata proprio attraverso la disciplina, intesa non come imposizione ma come condizione di una libertà autentica.

Il progetto è stato fortemente voluto da Giovanna Velluti Kokocinski e Giuliana Alzati Kossuth, compagne di vita dei due artisti, che hanno sostenuto la visione curatoriale trasformando gli studi in luoghi speculari di riflessione, scambio e memoria. Le due sedi funzionano come un dittico geografico e concettuale: a Tuscania emerge il rischio di una libertà senza legge, mentre a Città della Pieve si delinea la possibilità di riscatto attraverso la disciplina.

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Tuscania e Città della Pieve: due studi, un solo racconto

A Tuscania, nello Studio Kokocinski di Largo Pozzo Bianco, il focus è sulla grande installazione in resina di Kossuth dedicata a Salomè. Nel ventre dello studio, la figura femminile emerge come un corpo modellato con rigore quasi anatomico, sospeso tra grazia e violenza. La superficie levigata e il candore del materiale amplificano il contrasto tra bellezza formale e contenuto drammatico, trasformando l’opera in un monito visivo sulle derive di una libertà priva di disciplina morale.

W.A. Kossuth, Salomè – Installazione in resina, ph. via Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Allo Spazio Kossuth di via Pietro Vannucci 24 a Città della Pieve, il percorso si sposta sulle opere di Kokocinski: quadri-scultura in resina e tecnica mista, superfici stratificate abitate da corpi sospesi, figure teatrali e fragili. Protagonista ricorrente è Petruska, burattino della tradizione russa che diventa simbolo di libertà interiore, nonostante fili e regole. Le cromie terrose, i segni incisi e le abrasioni della superficie restituiscono immagini instabili, dove la figura sembra affiorare e scomparire, mentre acrobati, clown e giullari legati all’immaginario del circo incarnano una disciplina estrema trasformata in linguaggio poetico.

Informazioni pratiche e orari di visita

Lo Spazio Kossuth di Città della Pieve è aperto al pubblico nei mesi di giugno, luglio e settembre il venerdì 16.30-19.30 e il sabato e domenica 10.30-12.30 e 16.30-19.30. Nel mese di agosto lo spazio è aperto tutti i giorni con orario 10.30-12.30 e 16.30-19.30. L’ingresso è gratuito e sono previste visite guidate o su appuntamento tramite i contatti telefonici indicati dall’organizzazione.

Lo Studio e archivio d’artista Alessandro Kokocinski a Tuscania, in Largo Pozzo Bianco, apre al pubblico con ingresso gratuito e visite guidate su appuntamento, sempre tramite i recapiti forniti dall’archivio. In entrambe le sedi, il confronto tra la plasticità luminosa e rigorosa di Kossuth e la materia inquieta e stratificata di Kokocinski costruisce un unico racconto: a Tuscania il rischio di una libertà senza legge, a Città della Pieve la disciplina come mezzo per essere davvero liberi.

Foto: Ufficio Stampa

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