Alla Galleria SanGiorgioArte di Bari la personale “Letteral-mente” di CHriZ trasforma le lettere in materia visiva: volti, corpi e identità emergono da superfici nere e lucide come apparizioni tipografiche.
Alla Galleria SanGiorgioArte di Bari apre giovedì 21 maggio alle 18.00 la mostra personale Letteral–mente dell’artista contemporaneo CHriZ, visitabile fino a sabato 13 giugno 2026 negli spazi di via Sparano 79. Un percorso espositivo che porta in città una ricerca originale sul rapporto tra linguaggio, immagine e percezione.
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Le opere di CHriZ nascono da un alfabeto figurativo in cui le lettere non sono più parole, ma elementi generativi: un vero e proprio DNA visivo da cui emergono corpi, volti e anatomie interiori. L’artista non parte dall’immagine compiuta, ma da ciò che la precede, trasformando la scrittura in costruzione visiva.
Lettere come materia, tra riflessione ottica e paesaggi tipografici
Al centro del lavoro di CHriZ c’è l’idea della parola come atto originario. Le lettere, isolate dalla loro funzione linguistica, vengono ripetute, sovrapposte e compresse fino a generare strutture visive complesse. Da lontano le opere appaiono come figure riconoscibili, mentre da vicino si rivelano come paesaggi tipografici frammentati, fatti di segni grafici fittissimi.

Ogni lavoro nasce da un gesto ripetuto e stratificato: lettera dopo lettera, la superficie si costruisce attraverso accumulo e densità, in un processo lento, fisico, quasi rituale. Non esiste un disegno iniziale definito, l’immagine si rivela progressivamente, come se fosse già contenuta nella struttura. Il linguaggio diventa così materia e la superficie nera e lucida dei pannelli metallici amplifica il gioco di riflessi con chi osserva.
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«Con Letteral-mente presento un percorso in cui la lettera abbandona la parola per diventare materia, immagine e presenza. Attraverso stratificazioni manuali di segni alfabetici, costruisco volti, corpi e identità che emergono dal buio come apparizioni contemporanee. Invito lo spettatore a guardare oltre la superficie: non leggere l’opera, ma attraversarla», dichiara l’artista.
Collezioni, percezione e catalogo a cura di Rosa Anna Pucciarelli
Le principali collezioni in mostra comprendono Portraits, volti che emergono dalla densità delle lettere come presenze generate più che rappresentate, Masks, identità sospese tra visibile e invisibile, e Invisible Code / Words, strutture che affiorano da una tipografia non decifrabile. In tutte le serie lo spettatore è chiamato a un esercizio di visione: ciò che si vede cambia a seconda del punto di vista, in un continuo processo di re-identificazione dell’immagine.

Come sottolinea Rosa Anna Pucciarelli, docente di Anatomia, Illustrazione scientifica e Morfologia all’Accademia di Belle Arti di Bari e curatrice del catalogo, la superficie liscia e scura delle opere assorbe gran parte della luce ma riflette nitidamente i raggi provenienti da una fonte luminosa, creando un contrasto elevato. L’occhio percepisce l’immagine riflessa come se fosse dietro la superficie nera, e non su di essa: lo spettatore finisce così per specchiarsi, intrecciando la propria presenza al linguaggio visivo dell’artista.
In pratica chi possiede un’opera di CHriZ non vedrà mai la stessa cosa: ogni fruizione, guidata dalle sensazioni di chi guarda, genera una nuova personalità del lavoro. La scelta dei pannelli metallici neri e lucidi, spesso di grande formato, accentua questo dialogo tra immagine e riflesso, tra identità rappresentata e identità percepita.

La mostra è visitabile dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00, il sabato dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30. Il percorso espositivo permette di ripercorrere anche la biografia dell’artista, nato nel 1970 e cresciuto tra i caratteri in piombo e il profumo dell’inchiostro di una vecchia tipografia, fino alle recenti partecipazioni a fiere e mostre internazionali tra Dubai, Berlino, Londra, Volterra e Parigi.
Foto: Ufficio Stampa
