Dal 23 maggio al 5 settembre 2026 la Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo di Thiene presenta le mostre “Body in Motion” e “Sanatorium”, due progetti che indagano corpo, memoria e percezione.

L’estate espositiva di Thiene si apre alla ricerca internazionale con due nuovi progetti alla Fondazione Sandra e Giancarlo Bonollo per l’Arte Contemporanea. Dal 23 maggio al 5 settembre 2026 la sede nell’ex Chiesa delle Dimesse ospita Body in Motion e Sanatorium, due mostre che intrecciano riflessioni sul corpo, sulla memoria e sulla percezione.

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Con queste esposizioni la Fondazione, nata nel 2024 dal progetto collezionistico di Sandra e Giancarlo Bonollo, prosegue il dialogo con artisti e curatori della scena internazionale, trasformando lo spazio storico in una piattaforma sperimentale aperta alle più recenti ricerche dell’arte contemporanea.

Il corpo come luogo di relazione in “Body in Motion”

Il progetto Body in Motion, a cura di Chiara Nuzzi, riunisce opere di Monica Bonvincini, Talia Chetrit, Sam Durant, Mona Hatoum, Klara Liden, Valerio Nicolai, Joanna Piotrowska, Margherita Raso, Moira Ricci, Diamond Stingily e Alessandro Teoldi, selezionate dalla collezione Sandra e Giancarlo Bonollo.

Installazioni, fotografia, scultura, tessitura e pittura affrontano il corpo come strumento di relazione e indagine dell’esistenza, esposto allo sguardo dell’altro e attraversato da limiti e condizionamenti. Il corpo emerge come entità porosa e mutevole, capace di assorbire tensioni, custodire tracce e generare nuove forme di relazione con se stessi, con gli altri e con lo spazio circostante, fino a configurarsi come luogo fisico e simbolico di resistenza e rivendicazione di diritti e identità.

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All’interno di questa costellazione, le ricerche degli artisti in mostra spaziano dal rapporto tra architettura, potere e genere nelle opere di Bonvincini, alle indagini di Chetrit su sessualità e identità, fino alle installazioni di Hatoum che trasformano oggetti quotidiani in presenze ambigue, sospese tra desiderio e repulsione. La pratica multidisciplinare di Liden insiste sui confini fisici e psicologici degli spazi urbani, mentre Nicolai mette in tensione la tradizione della natura morta con elementi prosaici e contemporanei.

TCHE Talia Chetrit Plastic Nude 2016 inkjet print – courtesy of the artist and kaufmann repetto Milan / New Yor

“Sanatorium”: pittura, memoria e spazi liminali

Con Sanatorium, dedicata al lavoro del pittore polacco Tomasz Kowalski e curata da Elisa Carollo, la Fondazione attiva un dialogo diretto tra opere e architettura. La mostra è concepita per gli ambienti dell’ex complesso religioso e psichiatrico che oggi ospita la Fondazione, riattivandone le stratificazioni storiche e psicologiche.

Nei lavori recenti esposti in Sanatorium, Kowalski esplora la natura stratificata delle realtà simultanee attraverso la metafora del sanatorio e dell’ospedale psichiatrico, luoghi sospesi fuori dalla temporalità ordinaria dove percezione, memoria, allucinazione ed emozione si intrecciano in una dimensione liminale. Corpi, interni e atmosfere slittano costantemente verso la metafora, mentre la pittura si fa portale mnemonico e psicologico, trasformando pigmenti e pennellate in presenze instabili.

Valerio Nicolai, Birthmarker #2, 2020 Oil on canvas 53 x 93 cm

La mostra intreccia la memoria biografica dell’artista con la riflessione di Władysław Strzemiński sulla percezione visiva e sui limiti del linguaggio nel definire ciò che vediamo, ampliando il campo di indagine dalla dimensione individuale a quella collettiva. In questo dialogo tra pittura e spazio, il complesso della Fondazione diventa parte integrante della narrazione, tra echi storici e nuove proiezioni immaginative.

Tomasz Kowalski It Opens, 2024 oil and gouache on jute

La Fondazione Bonollo come crocevia internazionale

I due progetti confermano la Fondazione Bonollo come piattaforma di ricerca e produzione, impegnata nella valorizzazione dei migliori talenti del panorama artistico internazionale e nella costruzione di un crocevia che, dal centro storico di Thiene, guarda allo scenario culturale globale. Ospitata nel complesso dell’ex Chiesa delle Dimesse e nel palazzo settecentesco attiguo, la Fondazione propone un calendario di mostre collettive dalla collezione e di personali dedicate ad artisti affermati ed emergenti.

Accanto alle esposizioni, la programmazione include residenze d’artista e incontri, con l’obiettivo di avvicinare il territorio ai nuovi linguaggi dell’arte contemporanea e di creare un luogo di condivisione con la cittadinanza locale. L’ingresso alle mostre è a ingresso libero, con orari di apertura il giovedì dalle 14.00 alle 19.00, il venerdì e sabato dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 19.00, mentre lunedì, martedì e mercoledì la visita è possibile su prenotazione.

Foto: Ufficio Stampa

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