Al Museo Civico di Castelbuono arriva “Heaven+Earth” di John Sanborn e Ionee Waterhouse: installazione immersiva che unisce IA, stucchi barocchi e volti degli abitanti, tra suono quadrifonico e sperimentazione digitale.

Dal 24 maggio 2026 al 30 agosto 2026 il Museo Civico di Castelbuono presenta HEAVEN+EARTH, una nuova installazione multimediale firmata dagli artisti John Sanborn e Ionee Waterhouse, con il sound design di Andrea Ludovic e la cura di Laura Barreca. L’opera inaugura domenica 24 maggio alle ore 12.00 negli spazi del Castello dei Ventimiglia.

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Sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, il progetto coinvolge un ampio network di istituzioni: l’Università degli Studi di Palermo, l’Università “Alma Mater” di Bologna, MEET Digital Culture Center di Milano, l’Accademia di Belle Arti di Palermo e Ypsigrock Festival.

Ionee Waterhouse e John Sanborn al Museo Civico di Castelbuono – Photo via Museo Civico di Castelbuono

Stucchi barocchi, IA e volti della comunità

Heaven+Earth nasce dalla scansione digitale delle figure zoomorfe e fitomorfe degli stucchi barocchi della Cappella Palatina di Sant’Anna nel Castello dei Ventimiglia (1684), sovrimpresse sui volti di alcuni abitanti di Castelbuono. Le immagini, rigenerate con la collaborazione dell’intelligenza artificiale, vengono proiettate sull’architettura dello spazio museale e su una grande scultura bifronte, una sorta di Giano che custodisce il confine tra sacro e profano.

Ad avvolgere il pubblico, una composizione sonora quadrifonica firmata da Andrea Ludovic, che trasforma l’intervento elettronico in un ambiente immersivo dove immagine digitale e suono dialogano in tempo reale. La creatività di Sanborn, pioniere delle arti elettroniche, e di Waterhouse, nota per il videomapping e l’animazione generativa, si intreccia così con gli stucchi su fondo oro di Giacomo e Giuseppe Serpotta, rileggendo in chiave contemporanea il patrimonio del barocco siciliano.

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Gli artisti raccontano che in Heaven+Earth investigano il territorio mistico tra tangibile e non visto, materiale e trascendente, riconoscendo l’esistenza umana come ciclica: ci pieghiamo, ci rompiamo, ci dissolviamo e riemergiamo sotto nuove forme, mentre cerchiamo soluzioni a domande senza risposta. Attraverso la reinterpretazione digitale degli stucchi e dei volti reali, l’opera fonde divino e ordinario, mettendone in luce fragilità, stupore, contraddizione e desiderio di continuità.

Cappella Palatina del Castello di Castelbuono – Photo via Museo Civico di Castelbuono

Un laboratorio tra arte, comunità e nuove tecnologie

Per la direttrice Laura Barreca, il Museo Civico di Castelbuono si conferma spazio di sperimentazione tecnologica e culturale, dove la tecnologia non è solo medium ma linguaggio generativo capace di integrare immagini digitali, scultura e sound design. Heaven+Earth si inserisce in un percorso di ricerca che da anni intreccia pratiche radicali di comunità e progetti site-specific, rileggendo il patrimonio storico-artistico attraverso i linguaggi del contemporaneo.

La mostra è accompagnata da un comitato scientifico interdisciplinare che riunisce storici dell’arte, filosofi, studiosi di robotica e di relazioni tra arte, scienza e tecnologia, configurandosi come piattaforma sperimentale di dialogo e confronto. Il progetto diventa così un’opera aperta a molteplici interpretazioni, in cui intelligenza artificiale, memoria e presenza umana costruiscono nuovi cicli di rinascita e trascendenza.

Visual digitale del progetto Heaven+Earth con elementi barocchi e intervento multimediale

Un articolato programma pubblico porterà presentazioni all’Università degli Studi di Palermo (22 maggio), al MEET Digital Culture Center di Milano (26 maggio) e all’Università “Alma Mater” di Bologna (27 maggio). A Castelbuono sono previsti incontri curati da Maria Rosa Sossai al Museo Civico, alle ex Scuderie e nei cortili storici, dedicati alle pratiche immersive e all’uso dell’IA per la valorizzazione del patrimonio.

Durante Ypsigrock Festival (6-9 agosto 2026), riconosciuto tra i principali appuntamenti europei della cultura musicale contemporanea, Heaven+Earth uscirà dalle sale del museo con una spettacolare proiezione sulla superficie visuale del Castello dei Ventimiglia, rafforzando il legame tra ricerca visiva, musica e paesaggio.

Il progetto è accompagnato da un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale, a cura di Laura Barreca e Stephen Sarrazin, con testi critici dei membri del comitato scientifico. Il museo è aperto al pubblico tutti i giorni in orario continuato 9.30–16.45, offrendo la possibilità di attraversare, in un unico percorso, storia del castello, devozione per Sant’Anna e le più recenti sperimentazioni della videoarte internazionale.

Foto: Ufficio Stampa

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