A Todi la mostra “Mystica Visio. San Francesco, Jacopone e le arti” intreccia spiritualità medievale e linguaggi contemporanei con opere diffuse tra Sala delle Pietre, Museo Civico e San Fortunato.
Dal 24 maggio 2026 Todi diventa laboratorio di dialogo tra spiritualità medievale e linguaggi del presente con Mystica Visio. San Francesco, Jacopone e le arti, grande progetto espositivo curato da Massimo Mattioli. La mostra, promossa dal Comune di Todi con il sostegno della Regione Umbria e patrocinata dal Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, sarà visitabile fino al 31 luglio 2026.
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Il percorso si sviluppa nella Sala delle Pietre, al Museo Civico di Todi e nella Chiesa di San Fortunato, con opere diffuse anche in altri spazi cittadini. L’inaugurazione ufficiale è in programma il 24 maggio 2026 alle ore 11.30 in Piazza del Popolo, con visita guidata insieme al curatore e agli artisti, per trasformare il centro storico in un vero momento di partecipazione collettiva.

San Francesco e Jacopone, due visioni mistiche per l’oggi
Al centro del progetto c’è la relazione ideale tra San Francesco d’Assisi e Jacopone da Todi, figure mai incontratesi storicamente ma profondamente connesse sul piano spirituale e poetico. Da un lato Francesco propone una visione armonica e gioiosa della creazione, fondata sull’amore per Dio, sulla fraternità universale e su un rapporto sereno con la natura, come testimonia il Cantico delle Creature. Dall’altro Jacopone, dopo la conversione, sviluppa un misticismo più aspro e radicale, segnato dal disprezzo del mondo e dalla centralità della sofferenza, fino a trasformare la lauda in un potente teatro spirituale, come nel celebre Donna de paradiso.
La mostra mette in scena proprio queste tensioni, mostrando come l’eredità dei due protagonisti continui a risuonare nell’arte contemporanea. Spoliazione e povertà come scelta consapevole, contraddizione come via di accesso al divino, corpo come luogo di esperienza spirituale diventano chiavi di lettura per opere che uniscono bellezza e dolore, leggerezza e gravità, luce e ombra.
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Artisti, luoghi e un weekend di festa culturale
Il percorso riunisce artisti di generazioni diverse, accostando nomi ormai storicizzati a voci più giovani con opere realizzate appositamente per l’occasione. In mostra lavori di AES+F, Giulia Apice, Agostino Arrivabene, Matteo Attruia, Corrado Cagli, Chiara Calore, Arturo Casanova, Bruno Ceccobelli, Edoardo Cialfi, Leonardo Dalla Torre, Francesco De Grandi, Gerardo Dottori, Rachele Frison, Giovanni Gaggia, Francesco Lauretta, Olga Lepri, Miltos Manetas, Antonio Marras, Alice Mattarozzi, Agapito Miniucchi, Ernesto Morales, Marco Pace, Chiara Peruch, Federica Poletti, Luca Pozzi, Paolo Pretolani, Domenico Purificato, Davide Serpetti, Marco Tirelli, Rossella Vasta e Nicola Verlato.
Da rimarcare la presenza del collettivo russo AES+F, protagonista di tre edizioni della Biennale di Venezia e presente in istituzioni internazionali come Martin-Gropius-Bau a Berlino, Albright–Knox Art Gallery a Buffalo, Centre Pompidou e Fondation Louis Vuitton a Parigi. Il percorso comprende anche la Cappella dell’Istituto Veralli Cortesi, che conserva un ciclo di affreschi di Gerardo Dottori dedicato alla vita di San Francesco, ampliando ulteriormente il dialogo tra memoria storica e sguardo contemporaneo.

Nel weekend del 23 e 24 maggio il programma si arricchisce di appuntamenti collaterali. Domenica 24 maggio alle ore 10, nella galleria Giampaolo Abbondio in Piazza Giuseppe Garibaldi 7, sarà presentato il libro di Matteo Bergamini SPEEDNEWS. L’arte scritta veloce, edito da art-frame books. Il giorno precedente, sabato 23 maggio, inaugura nelle colline umbre della Tenuta Todini la prima edizione del Parco Sculture Todini, sempre a cura di Massimo Mattioli, con due installazioni site specific di Matteo Attruia e Silvia Ranchicchio.
Nella stessa Tenuta Todini l’artista Miltos Manetas proporrà una performance di live painting ispirata alla fattoria didattica che ospita animali provenienti da diverse parti del mondo, richiamando simbolicamente l’attenzione francescana per tutte le creature viventi. In questo intreccio di mostre, sculture nel paesaggio e azioni performative, Todi si presenta come un osservatorio privilegiato su come le visioni della mistica medievale continuino a generare immagini, domande e forme artistiche capaci di parlare al presente.
Foto: Ufficio Stampa
