Dal 29 maggio al 12 settembre 2026 la M77 Gallery di Milano presenta “Marco Petrus: in-motion”, una settantina di opere inedite che trasformano architettura e visione digitale in un fluire continuo di movimento.
Il movimento come soggetto, ma soprattutto come modo di guardare le immagini: “Marco Petrus: in-motion” porta alla M77 Gallery di via Mecenate a Milano un nuovo corpus di lavori del pittore “delle architetture”, in mostra dal 29 maggio al 12 settembre 2026. Curato da Sharon Hecker, il progetto raccoglie una settantina di opere inedite che indagano il rapporto tra spazio fisico, città e logiche digitali contemporanee.
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Il punto di partenza dichiarato è la celebre Bambina che corre sul balcone di Giacomo Balla, dipinto futurista del 1912 conservato alla Galleria d’Arte Moderna di Milano. Da quell’icona del dinamismo, Petrus trae spunto per sviluppare una serie di variazioni che conducono la composizione verso una sintesi sempre più astratta, fatta di sequenze di linee colorate, ritmiche e sinuose.

Architetture in movimento tra città e visione digitale
Già noto per la rilettura del paesaggio urbano attraverso tratti geometrici e sintetici, concentrati sulle architetture e sull’essenza formale del tessuto metropolitano, Marco Petrus con in-motion sposta il fuoco su come oggi si osservano le immagini. La pittura si apre a una dimensione che richiama frammentazione e fluidità, tra spazio fisico e schermi, tra presenza e scorrimento veloce.
Le tele rielaborano il rapporto con l’architettura in chiave immersiva e dinamica. In alcuni lavori lo spettatore sembra entrare in vortici cromatici, di matrice quasi pop, che evocano percorsi narrativi e visivi complessi; in altri, lo sguardo si alza a un livello aereo in cui la città diventa trama geometrica e pulsante, come una cartografia digitale attraversata da zoom continui.
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Queste vedute dall’alto, che richiamano anche precedenti omaggi di Petrus ad artisti come Carla Accardi, Giuseppe Capogrossi e Afro Basaldella, ricordano idealmente gli esplosi di Google Maps, trasformando lo spazio urbano in pattern astratti. Le opere più recenti accentuano la prospettiva digitale: immagini frammentate, talvolta pixelate, sembrano espandersi come catturate in un flusso ininterrotto, oscillando tra riconoscibilità e dissoluzione.
Pause morandiane e piani sequenza del vedere
A controbilanciare questa energia cinetica, la mostra presenta anche un nucleo di lavori ispirato a Giorgio Morandi, dove tonalità evanescenti e sottili – grigi smorzati, azzurri delicati, sfumature polverose – introducono una pausa contemplativa. Queste cromie sospese rallentano il ritmo dell’esposizione, offrendo un contrappunto lirico alla vertigine visiva delle altre sale.
Architettura, pittura e visione digitale convergono così in un unico linguaggio in evoluzione, con cui l’artista si confronta tanto con la storia dell’arte quanto con l’immaginario mediale del presente. Come sottolinea Petrus, il percorso espositivo riunisce un corpus inedito di progetti realizzati nell’ultimo decennio, organizzati in un itinerario a ritroso che restituisce l’unità concettuale del suo lavoro tra movimento, composizioni geometriche, volumi, tavolozze infinite, colore, strutture fantastiche e illusione.
In-motion diventa così una riflessione su come oggi circolano le immagini attraverso media e stratificazioni culturali, generando continuamente nuove possibilità e ridefinendo il rapporto tra osservatore, spazio e movimento. La mostra sarà visitabile negli spazi della M77 Gallery dal 29 maggio al 12 settembre 2026, con inaugurazione giovedì 28 maggio dalle ore 19.
Foto: Ufficio Stampa
