Nella Cripta del Duomo di Siena il progetto ‘Sibyls’ di Bill Armstrong trasforma le antiche profetesse del pavimento rinascimentale in immagini sfocate e instabili, tra memoria, mistero e visione contemporanea.

Le antiche profetesse del pavimento del Duomo tornano a parlare in modo inatteso: con SIBYLS, il fotografo americano Bill Armstrong rilegge uno dei cicli decorativi più celebri del Rinascimento senese trasformandolo in un campo visivo instabile, vibrante e profondamente contemporaneo. La mostra, allestita negli spazi della ‘Cripta’ del Complesso Monumentale del Duomo di Siena a Siena, è visitabile dal 16 maggio al 15 novembre e mette in dialogo fotografia astratta e marmo intarsiato, memoria e percezione.

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Qui le Sibille, scolpite nella pietra e tramandate dalla tradizione iconografica cristiana, perdono ogni fissità: si dissolvono, si sdoppiano, diventano immagini in transito. Attraverso la sua caratteristica sfocatura, Armstrong nega la precisione documentaria per restituire l’ambiguità del vedere, il dubbio come condizione dello sguardo. Il pavimento, definito da Giorgio Vasari «il più bello, grande e magnifico mai realizzato», diventa così un terreno di confronto attivo tra passato e presente.

Le Sibille tra sfocatura, oracoli e contemporaneità

Le figure profetiche che abitano il marmo rinascimentale, nate come voci oracolari del mondo antico e poi reinterpretate come annunciatrici di verità cristiane, diventano in SIBYLS enigmi da attraversare più che immagini da decifrare. La loro natura frammentaria e contraddittoria viene tradotta in una vera e propria grammatica dell’indefinito: la solidità della pietra dialoga con la fragilità dell’immagine fotografica, il segno inciso con il colore diffuso, la permanenza con l’instabilità.

Per il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, la particolarità delle Sibille senesi è quella di riportare i testi dei loro vaticini, riletti alla luce della fede cristiana, come espressioni di elevazione, contemplazione, speranza e fiducia nel futuro. Lojudice si congratula con Armstrong per aver fatto riscoprire, attraverso opere contemporanee, significativi linguaggi del nostro passato e richiama la celebre Cumana citata da Virgilio come auspicio di una nuova stirpe di pace.

In questa prospettiva, come sottolinea Carlo Rossi, rettore dell’Opera della Metropolitana di Siena, al centro del progetto ci sono dieci figure femminili che hanno attraversato il desiderio di conoscenza e oggi creano un ponte con la contemporaneità. Realizzate dai maggiori esponenti del Rinascimento senese negli anni Ottanta del Quattrocento, le Sibille del pavimento rappresentano un nodo fondamentale nella narrazione dell’intera opera scultorea del Duomo.

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Sibilla Persiana (Persian Sibyl)

Una mostra immersiva nella Cripta del Duomo di Siena

SIBYLS si inserisce in continuità con la ricerca di Armstrong, già autore del ciclo Sistine Gestures ai Musei Vaticani, in dialogo con il Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti, e della serie Infinity, in cui la sfocatura interroga i meccanismi della percezione. Se nel ciclo sistino la dissoluzione investiva il corpo, qui – come osserva il docente Iulm Tommaso Casini – si concentra sulla visione profetica: le Sibille diventano immagini sospese tra rivelazione e perdita, e la sfocatura si fa dispositivo conoscitivo capace di restituire l’indeterminatezza del sapere oracolare.

Per Beppe Costa, presidente e amministratore delegato di Opera Laboratori, il lavoro di Armstrong non si limita a reinterpretare il pavimento del Duomo, ma ne mette in discussione la percezione stessa: le Sibille tornano a essere figure instabili, sospese tra visione e mistero, riattivando il patrimonio come esperienza contemporanea e non solo come memoria. La mostra, promossa dall’Opera della Metropolitana di Siena e dall’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino e organizzata da Opera Laboratori, si configura come un percorso immersivo in cui lo sguardo non è più chiamato a riconoscere, ma a perdersi.

Informazioni di visita e orari della Cripta

La mostra è ospitata nella Cripta del complesso monumentale e segue gli orari di apertura dello spazio espositivo. Dal 1 aprile al 31 ottobre 2026 la Cripta è accessibile dalle 10:00 alle 19:00, mentre dal 1 novembre al 24 dicembre 2026 l’orario è 10:30 – 17:30. L’ultimo ingresso è previsto mezz’ora prima della chiusura dei Musei.

Il biglietto intero per l’accesso, valido dal 01/01 al 26/06, dal 01/08 al 17/08 e dal 16/11 al 31/12, è di € 14,00, mentre durante la scopertura del Pavimento (27/06 – 31/07; 18/08 – 15/11) il costo sale a € 16,00. Il ridotto per i bambini dai 7 agli 11 anni è fissato a € 3,00 per tutto l’anno, mentre l’ingresso è gratuito per i bambini fino a 6 anni, i residenti e nati nel Comune di Siena, i giornalisti accreditati, i disabili con accompagnatore, i religiosi e gli studenti dell’Università di Siena e dell’Università per Stranieri, oltre ai gruppi parrocchiali dell’Arcidiocesi con lettera del parroco.

Nel gioco di dissolvenze e apparizioni costruito da Armstrong, le immagini non offrono risposte ma aprono possibilità, moltiplicando i significati piuttosto che fissarli. SIBYLS invita il pubblico a sostare nello smarrimento, là dove la storia dell’arte incontra l’astrazione contemporanea e il pavimento del Duomo si rivela come un campo aperto di interpretazione, ancora capace di interrogare il nostro presente.

Foto: Ufficio Stampa

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