Alla Johyun Gallery di Busan, dal 23 aprile al 31 maggio 2026, la personale di Jin Meyerson ‘The Shape of Re-entry’ intreccia pittura e video per raccontare identità, memoria e ritorni nello spazio e nel tempo.

Alla Johyun Gallery – Dalmaji di Busan, fino al 31 maggio va in scena The Shape of Re-entry, una personale di Jin Meyerson che intreccia pittura e video all’interno del festival internazionale di arte digitale Loop Lab Busan. La mostra occupa il primo e il secondo piano dello spazio espositivo, trasformandoli in un ambiente in cui immagini e percezioni si sovrappongono in modo continuo.

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Nato a Incheon e cresciuto negli Stati Uniti in seguito all’adozione, Meyerson lavora da anni sul rapporto tra storia coreana del dopoguerra, identità frammentata e tecnologie di immagine contemporanee. Le sue opere sovrappongono meta-narrazioni e strati di ricordo, costruendo una dimensione in cui il sé appare instabile, in costante ridefinizione e profondamente segnato da mediazione tecnologica e spostamenti geografici.

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Pittura e video tra memoria, dati e percezione

Cuore del progetto è il grande dipinto The Shape of Re-entry (2024), una tela di cinque metri in cui il gesto pittorico diventa traccia visibile di un rientro, come se ogni pennellata fosse un frammento di traiettoria che si deposita sulla superficie fisica. Di fronte, il video Overview Effect (2025) affronta lo stesso tema da una prospettiva opposta: osservare la Terra dall’esterno, esplorando il cambiamento di percezione e la riconfigurazione delle distanze che ne deriva.

La luce in sala si accende e si spegne ciclicamente, illuminando e poi lasciando al buio il dipinto. Quando cala l’oscurità, la proiezione video si attiva sulla parete opposta, estendendo la narrazione nello spazio. L’oscillazione continua tra pittura e immagine in movimento crea un passaggio costante tra realtà digitale e realtà materiale, suggerendo una visione trasformativa del tempo e della causalità.

Johyun Gallery, Installation view of THE SHAPE OF RE-ENTRY, Jin Meyerson, 2026 – Photo by Sangtae Kim

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La nozione di re-entry tra storia, diaspora e tecnologie

Per Meyerson il concetto di re-entry non coincide con un semplice ritorno, ma indica una condizione di continuo divenire attraverso ripetizione e trasformazione. La mostra indaga la frattura del sé generata da una riemersione della storia e da memorie spezzate, conducendo lo spettatore in un’esperienza in cui spostamento fisico e riorientamento percettivo si incontrano.

Accanto alle opere che danno il titolo al progetto, il percorso include tele come Event Horizon (2025), Spaceship 1.2 (2025) e Spaceship 1 (2025), oli su tela che ampliano l’immaginario di traiettorie, attraversamenti e soglie. Tra memoria e dato, passato e futuro, il lavoro di Meyerson invita a considerare l’esistenza umana non come posizione fissa, ma come qualcosa che si colloca dentro un processo di continua prosecuzione e riscrittura.

Veduta dell'installazione della mostra The Shape of Re-entry di Jin Meyerson alla Johyun Gallery_Dalmaji, 2026
Johyun Gallery, Installation view of THE SHAPE OF RE-ENTRY, Jin Meyerson, 2026 – Photo by Sangtae Kim

Dal revival della figurazione alla sperimentazione digitale

Attivo a New York dai primi anni Duemila, Meyerson è riconosciuto per il suo ruolo nel revival della pittura figurativa e per l’uso pionieristico di tecnologie di imaging in dialogo con la tela. La sua ricerca attraversa questioni di spiazzamento, perdita di eredità, post-colonialismo e diaspora coreana, fino a includere strumenti come scansioni LIDAR e overlay in augmented reality nella costruzione delle immagini.

Presente in istituzioni e collezioni internazionali, dalle biennali ai musei e agli spazi indipendenti, l’artista continua a interrogare significato e contemporaneità della pittura in un contesto dominato dai flussi visivi digitali. Con The Shape of Re-entry, la Johyun Gallery – Dalmaji propone una tappa che mette al centro proprio questa tensione tra corpo, schermo e memoria, chiedendo al pubblico di ripensare il proprio modo di abitare le immagini.

Jin Meyerson, Artist Profile – Courtesy of the artist © Photo by Sangtae Kim

Foto: Sangtae Kim / Courtesy of the artist e Johyun Gallery

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