Dal 16 maggio al 18 ottobre 2026 il Mart di Rovereto dedica a Giacomo Balla una grande mostra con 240 opere dalle Collezioni Biagiotti Cigna, tra dipinti, arredi, moda futurista e il monumentale Genio futurista.
Dal 16 maggio al 18 ottobre 2026 il Mart Rovereto dedica a Giacomo Balla una grande retrospettiva, Giacomo Balla. Lo stile dell’avanguardia. Opere dalle Collezioni Biagiotti Cigna. In Trentino arrivano per la prima volta in Italia nella loro interezza le raccolte private di Laura Biagiotti e della Fondazione Biagiotti Cigna, con circa 240 lavori tra dipinti, disegni, arredi, oggetti e abiti.
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Curata da Beatrice Avanzi e Fabio Benzi, la mostra intreccia il nucleo “Balla/Biagiotti” con le collezioni del Mart dedicate al Futurismo e a Fortunato Depero, consolidando il museo come luogo di riferimento per lo studio dell’avanguardia futurista italiana. In questo dialogo si inserisce anche il monumentale Genio futurista, la più grande opera mai realizzata da Balla, coloratissimo olio su tela d’arazzo presentato all’Esposizione universale di arti decorative e industriali moderne di Parigi nel 1925.

Dal Divisionismo al Futurismo, verso l’arte totale
Il percorso espositivo segue un percorso cronologico articolato in cinque sezioni tematiche: Divisionismo, Futurismo, La moda futurista, Ricostruzione futurista dell’universo, Una nuova figurazione moderna. Le prime sale raccontano gli esordi divisionisti di Balla, segnati dalla scomposizione della luce in sottili filamenti di colore, dai ritratti en plein air della moglie Elisa alle vedute di Villa Borghese, fino a sperimentazioni radicali come Autospalla, autoritratto costruito su un inedito taglio ravvicinato.
Con l’adesione al Futurismo nel 1910, la ricerca sulla luce si unisce al dinamismo urbano. Dalle Compenetrazioni iridescenti alle serie dedicate alla Velocità di automobili, le tele scompongono il movimento in vortici, cunei e triangoli che anticipano l’astrazione geometrica. Negli anni successivi, queste forme diventano strumenti per tradurre sulla tela stati d’animo ed emozioni, spesso ispirati alla natura.
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Il cuore teorico del progetto è la Ricostruzione futurista dell’universo, manifesto firmato da Balla e Depero nel 1915, che punta a una arte totale capace di investire ogni aspetto della vita: dalla decorazione degli interni al teatro, dal cinema alla moda. In mostra il manoscritto originale del Vestito antineutrale del 1914 dialoga con il manifesto della Ricostruzione futurista, segnando il passaggio del Futurismo da semplice corrente artistica a vero stile di vita.

Moda, mecenatismo e visioni Biagiotti
Un’intera sezione è dedicata alla moda futurista, ambito in cui Balla si rivela inventore e alchimista di forme e colori. Abiti, gilet, cravatte, foulard, progetti per ricami e decori di stoffe trasformano il corpo in campo di sperimentazione dinamica, tra Futurfarfalle, motivi astratti e accessori mobili come i modificanti, pensati per reinventare l’abito in ogni momento. Oggetti, mobili, arazzi e paralumi testimoniano una pratica quotidiana dell’avanguardia, capace di influenzare anche esperienze europee come il Bauhaus.
Alla base di questo straordinario corpus c’è il collezionismo illuminato di Laura Biagiotti e di Gianni Cigna, che a partire dal 1986 acquisiscono direttamente dalle figlie di Balla un primo nucleo di opere, oggi custodito dalla Fondazione Biagiotti Cigna. Nel tempo la stilista amplia la raccolta seguendo un criterio quasi narrativo, dalle prove grafiche fino al Genio futurista, costruendo un ritratto completo dell’artista e del suo pensiero.

L’impegno di Lavinia Biagiotti Cigna
Oggi questo percorso prosegue grazie all’impegno di Lavinia Biagiotti Cigna, che sostiene il progetto e firma la collezione Primavera-Estate 2026 The Art of Fashion, ispirata al dinamismo luminoso della farfalla di Balla. Nel suo intervento la stilista sottolinea come la ricostruzione futurista dell’universo passi attraverso la creatività e suggerisca un atteggiamento dinamico e fiducioso per “disegnare il futuro, ogni giorno”.
L’allestimento, progettato dallo studio torinese Officina delle Idee, accoglie il pubblico con una sala introduttiva di forte impatto visivo, tra grafiche colorate e geometrie semplici ispirate alle opere di Balla. Corner dinamici dedicati all’arte totale ospitano mobili e oggetti, mentre apparati didascalici e testi di sala guidano il visitatore tra arte, moda, design e vita quotidiana, restituendo la forza visionaria di un artista che ha saputo trasformare l’avanguardia in stile di vita.
Foto: Ufficio Stampa