Da San Marino a Perugia, Gradara e Siena, quattro artiste internazionali guidate da Riccardo Freddo trasformano il corpo da immagine a esperienza tra pittura, installazioni e percorsi sensoriali.

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Nell’estate 2026 l’Italia diventa teatro di un racconto diffuso dedicato all’arte contemporanea femminile, che attraversa San Marino, Perugia, Gradara e Siena. Protagoniste sono le artiste internazionali Ndidi Emefiele, Bongsu Park, Araminta Blue e Teodora Axente, guidate dalla curatela di Riccardo Freddo, che mette al centro il corpo come luogo di identità, memoria e percezione.

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Dal 6 giugno al 5 luglio 2026, passando per le date che arrivano fino al 3 settembre 2026, le quattro mostre costruiscono un unico percorso ideale: dal corpo politico al corpo attraversato, fino al corpo sensoriale. Pittura, materia e ambienti immersivi trasformano lo sguardo in esperienza, chiamando il pubblico a un ruolo attivo all’interno degli spazi espositivi storici e museali che ospitano i progetti.

Da Gradara a Perugia: corpo sensoriale e corpo attraversato

A Gradara (PU), negli spazi del MARV – Museo d’Arte Rubini Vesin, la mostra I fiori della memoria di Bongsu Park (6 giugno – 5 luglio 2026) conduce verso il corpo sensoriale. Qui piante e fiori vengono trasformati in immagini, tracce e profumi, attivando simultaneamente olfatto, tatto e vista. La memoria diventa materia viva e condivisa, più da abitare che da osservare, mentre l’opera si attraversa e si respira, anziché limitarsi a essere contemplata.

Janhayang, 2026 – Photo via Rosenfeld Gallery

A Perugia, il Palazzo della Penna ospita Venti Trasversali di Araminta Blue (13 giugno – 26 luglio 2026), dedicata al corpo attraversato. Tra affreschi mitologici e stratificazioni architettoniche, la pittura dell’artista britannica si inserisce come una presenza fluida che mette in tensione maternità, destino e forze invisibili. Il corpo emerge come soglia e campo di forze in cui si inscrivono desideri, paure e trasformazioni, in un dialogo continuo tra passato e contemporaneo.

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In entrambe le mostre, la relazione con gli edifici storici è parte integrante del racconto: gli spazi museali diventano dispositivi capaci di accogliere e amplificare le tensioni del presente, trasformando la visita in un percorso sensoriale e narrativo che supera la tradizionale distanza tra opera e spettatore.

San Marino e Siena: corpo politico e rilettura della storia

Nella Repubblica di San Marino, a Palazzo SUMS, Inarrestabile di Ndidi Emefiele (20 giugno – 3 settembre 2026) introduce il corpo politico. Le sue figure femminili, costruite attraverso pittura, collage e materiali della tradizione africana, ribaltano lo sguardo e affermano una presenza autonoma e potente. Le donne rappresentate esistono oltre ogni narrazione imposta, contribuendo a riscrivere la figura femminile nera nella cultura visiva contemporanea e trasformando il corpo in affermazione, identità e autodeterminazione.

Figura femminile colorata in un dipinto di Ndidi Emefiele in mostra a Palazzo SUMS, San Marino
Inarrestabile di Ndidi Emefiele, a cura di Riccardo Freddo – Photo via Rosenfeld Gallery

A Siena, il Museo Civico Palazzo Pubblico accoglie il progetto di Teodora Axente, a cura di Riccardo Freddo e Michela Eremita. Dall’8 agosto 2026 l’artista rumena presenta un’installazione site specific dedicata all’Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti, intrecciando la propria ricerca pittorica con uno dei cicli di affreschi più emblematici della storia dell’arte. Nello stesso contesto, Axente realizza anche il drappellone del Palio del 16 agosto.

Questi percorsi, portati in Italia da Riccardo Freddo, raccontano una trasformazione profonda del linguaggio artistico contemporaneo: dalla pittura all’esperienza sensoriale, dal gesto materico alla costruzione di ambienti immersivi. Le artiste non si limitano a rappresentare il corpo, ma lo ripensano, lo attraversano e lo riscrivono, attivando un dialogo diretto con i luoghi che le ospitano e con le comunità che li abitano.

Dal Palazzo SUMS di San Marino al Palazzo della Penna di Perugia, fino al MARV di Gradara e al Museo Civico di Siena, gli spazi storici e museali si trasformano così in piattaforme di confronto tra politica, identità, memoria e percezione, restituendo un’estate in cui l’arte contemporanea femminile internazionale trova nella penisola una scena condivisa e in movimento.

Foto: Ufficio Stampa

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