Al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia la mostra “Archetipi, mitologia dell’anima” di Margherita Lipińska invita il pubblico a confrontarsi con dodici figure mitiche e con il proprio volto interiore.

Nelle sale del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a Roma, è in corso la mostra personale di Margherita Lipińska Archetipi, mitologia dell’anima, un percorso che resterà aperto al pubblico fino al 28 giugno 2026. Il progetto mette in dialogo la ricerca dell’artista polacca con la cornice millenaria della civiltà etrusca, trasformando la visita in un viaggio tra mito, psicoanalisi e memoria collettiva.

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L’esposizione è costruita come un itinerario visivo e interiore tra dodici figure archetipiche, dove il volto umano diventa superficie simbolica e specchio dell’anima. A guidare il pubblico è l’intreccio tra pittura, testi letterari e allestimento museale, pensato per armonizzarsi con i capolavori permanenti della collezione.

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Amore, dipinto acrilico sul velluto blu

Dodici archetipi tra mito, psicoanalisi e specchio finale

Il cuore concettuale del progetto, ideato e curato dalla scrittrice Giulia Carcasi, è il ciclo Mitologia dell’Anima, che collega dodici archetipi ai volti di figure mitologiche: dall’Innocente/Core-Persefone all’Orfano/Enea, dal Guerriero/Achille al Cercatore/Ulisse, fino al Folle/Dioniso. Secondo le teorie psicoanalitiche richiamate in mostra, si tratta di dodici modi di stare al mondo, dodici possibili “io” che ciascuno porta dentro di sé.

Per ogni archetipo Carcasi ha scritto una poesia e un testo interpretativo, due linguaggi complementari che riportano il mito alla condizione umana contemporanea. I testi sono concepiti come un’opera letteraria autonoma e, allo stesso tempo, come guida emotiva alla lettura dei dipinti, in cui l’archetipo smette di essere astrazione teorica e torna modello essenziale dell’esperienza.

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Il percorso espositivo è costruito come un crescendo di consapevolezza e si chiude con uno specchio, davanti al quale il visitatore è invitato a chiedersi quale archetipo prevale, quale reprime e quale deve ancora scoprire. L’invito implicito è a riconoscere i ruoli che interpretiamo senza saperlo, per tornare interi, originali e non più semplici copie di trame già scritte.

I volti sospesi di Lipińska e il dialogo con Villa Giulia

Dal punto di vista formale, Lipińska propone i volti degli archetipi in una veste inedita: tessuti preziosi come supporto, righe dorate che attraversano gli sguardi di eroi e divinità, dipinti che fluttuano nello spazio liberi dal telaio rigido e rimandano agli arazzi delle antiche dimore. La morbidezza di velluto e seta si confronta con la ruvidità della materia pittorica, in un contrasto che rende l’archeologia sorprendentemente sensuale e vicina.

Il legame con il mondo etrusco nasce dallo studio diretto delle collezioni del museo, che ha ispirato volti realizzati con malte sabbiose su velluto, caratterizzati da sorrisi enigmatici e occhi dal taglio orientale, truccati secondo antiche tradizioni. Alcune tele in mostra sono dedicate proprio ai reperti esposti a Villa Giulia, sottolineando la continuità delle forme simboliche nel tempo e la persistenza del mito nella psiche contemporanea.

Il progetto gode del patrocinio dell’Ambasciata di Polonia a Roma ed è promosso dal Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, in collaborazione con la Direzione generale Musei e il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia del Ministero della Cultura. L’allestimento, condiviso con la direttrice Luana Toniolo, riafferma il ruolo del museo come spazio vivo, capace di connettere passato e presente.

Artista, curatrice e informazioni per la visita

Nata in Polonia nel 1964 e formatasi all’Accademia di Belle Arti di Danzica, Lipińska ha trovato a Roma la propria città elettiva a partire dagli anni Novanta, dopo una borsa di studio del Ministero degli Affari Esteri italiano. La sua carriera l’ha portata a partecipare a fiere come ArteGenova, GrandArt Milano, Luxembourg Art Fair e Artissima, oltre a mostre personali in sedi istituzionali quali la Camera dei Deputati e il Museo Nazionale Romano.

La componente fotografica del progetto è affidata a Monika Tyszkiewicz, che ha documentato i processi di ricerca dell’artista proprio nelle sale del museo. I testi di Carcasi, con una lunga esperienza nel dialogo tra scrittura e arti visive, rappresentano il contrappunto letterario di un allestimento che invita il pubblico a muoversi continuamente tra immagine e parola.

La mostra Archetipi, mitologia dell’anima è compresa nel biglietto del museo. Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è aperto dal martedì alla domenica, con orario 8.30 – 19.30, ultimo ingresso alle 18.30 e chiusura delle sale espositive alle 19.00. Tutte le informazioni aggiornate sono disponibili sul sito ufficiale Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Foto: Ufficio Stampa

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