Dal 13 maggio al 1° novembre 2026 i Musei Capitolini ospitano ‘ANGELI. Messaggeri, custodi e viandanti’, mostra dedicata alla memoria di Papa Francesco tra capolavori antichi e riletture contemporanee.

Figure sospese tra umano e divino, i messaggeri celesti tornano protagonisti a Roma con la mostra ANGELI. Messaggeri, custodi e viandanti. Le sublimi creature dall’Antico al Contemporaneo, ospitata nelle sale terrene di Musei Capitolini a Palazzo dei Conservatori dal 13 maggio al 1° novembre 2026. Un percorso espositivo che intreccia arte e spiritualità, dedicato alla memoria di Papa Francesco, a un anno dalla sua scomparsa.

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Curata da Massimo Rossi Ruben e Viviana Vannucci, l’esposizione è promossa da Roma Capitale con l’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, insieme alla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ed è organizzata dal Centro Europeo per il Turismo e la Cultura con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino, Santa Francesca Romana e l’angelo – Inv. 976, BNL BNP Paribas, Roma

Angeli come ponte tra visibile e invisibile

Gli angeli, da secoli, alimentano l’immaginario collettivo fino a diventare un topos imprescindibile dell’arte. La mostra costruisce un itinerario tematico che segue l’evoluzione iconografica di queste figure nella tradizione occidentale, nella loro duplice natura di ponte tra umano e divino e di soglia tra visibile e invisibile. Dipinti, sculture e materiali su pergamena provenienti da collezioni museali e raccolte private permettono di attraversare un arco cronologico che va dal Medioevo all’età contemporanea, con richiami alla tradizione paleocristiana.

Il progetto insiste sulla progressiva trasformazione dell’immagine angelica: dall’angelo solenne delle origini alla figura sempre più prossima all’uomo dell’età moderna, fino alle letture simboliche e metaforiche tra Otto e Novecento. In filigrana, i temi di custodia, guida e annuncio, cardini spirituali del pontificato di Papa Bergoglio, orientano il percorso come chiave di lettura trasversale.

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Tre sezioni tematiche tra messaggeri, custodi e viandanti

Il percorso espositivo è articolato in tre sezioni. La prima, dedicata ai Messaggeri, ripercorre l’angelo dell’annuncio biblico e le sue traduzioni rinascimentali, figura che porta speranza e Parola. La seconda sezione, I Custodi, indaga l’angelo che veglia e protegge, simbolo di premura e amorevolezza divina costantemente presente nel cammino dell’uomo. La terza, I Viandanti, presenta l’angelo come figura di prossimità e condivisione, presenza celeste che guida, accompagna e orienta l’essere umano nelle sfide del proprio tempo.

La sequenza espositiva attraversa putti, Annunciazioni, arcangeli guerrieri, angeli custodi, figure viandanti e angeli musici, componendo una sorta di atlante visivo delle molte declinazioni del tema. Opere solitamente non accessibili, provenienti da collezioni private, istituzioni gentilizie e fondazioni, si affiancano ai prestiti di grandi musei italiani, riuniti per la prima volta in questa occasione.

Il San Matteo e l'Angelo del Guercino esposto nella mostra Angeli ai Musei Capitolini
Eros addormentato, II sec. d.C. – Marmo, MC S 1157 – Musei Capitolini, Roma

Capolavori, prestiti eccezionali e sguardi contemporanei

Il corpus di opere in mostra nasce dalla collaborazione con istituzioni come il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo di Roma, la Galleria dell’Accademia di Firenze e i Musei del Bargello, la Galleria degli Uffizi, la Collezione Intesa Sanpaolo, la Collezione BNL BNP Paribas, le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, i Musei Nazionali di Perugia, la Direzione Regionale Musei Nazionali dell’Umbria, la Pinacoteca Capitolina, il Museo Barracco e il Fondo Edifici di Culto.

Tra i capolavori spiccano L’Angelo Custode di Pietro da Cortona (1656), dalla Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini; L’Angelo annunziante di Carlo Dolci (1650 circa), in prestito dalla Galleria degli Uffizi; e il San Matteo con l’Angelo (1622) del Guercino, già parte delle raccolte capitoline. Un nucleo di opere “invisibili” porta in primo piano dipinti solitamente non esposti, come l’ipnotico Angelo Custode (1620 circa) di Giovanni Antonio Galli, detto lo Spadarino, concesso dal Fondo Edifici di Culto e conservato nella chiesa di San Rufo a Rieti.

Guercino, San Matteo e l’Angelo – Olio su tela, inv. PC 55 – Pinacoteca Capitolina, Roma

Sguardi contemporanei

Accanto ai maestri antichi, non mancano gli sguardi contemporanei, con opere appartenenti a collezioni private come Blu oltremare e Ri-annunciazione di una annunciazione dell’emiliano Omar Galliani, o L’Angelo ribelle su fondo blu cupo di Osvaldo Licini. In questo dialogo tra epoche, la figura angelica diventa metafora di cura e responsabilità verso l’altro, in linea con la missione del Vescovo della Città Eterna.

I curatori hanno voluto dedicare la mostra a Papa Francesco perché, spiegano, «proprio come gli angeli protagonisti della rassegna, egli ha inteso interpretare la propria vocazione per il prossimo come un ponte tra cielo e terra».

La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura, nelle sale terrene di Palazzo dei Conservatori in Piazza del Campidoglio, 00186 Roma.

Foto: Ufficio Stampa

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