Ultimi giorni per visitare ‘Vincenzo Scolamiero. Con qualche parte della terra’ al Mattatoio di Roma: oltre trenta opere e un catalogo bilingue che approfondisce quindici anni di ricerca pittorica.

Al Mattatoio di Roma, Padiglione 9a, sono gli ultimi giorni per visitare la mostra Vincenzo Scolamiero. Con qualche parte della terra, aperta fino al 17 maggio 2026 con ingresso gratuito. Il progetto, a cura della storica dell’arte Maria Vittoria Pinotti, ripercorre quindici anni di ricerca pittorica dell’artista, offrendo una lettura ampia e articolata del suo lavoro.

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L’esposizione, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, da Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio di Roma – Città delle Arti, con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Roma e dell’AICA, riunisce oltre trenta opere tra tele, tavole, carte e libri d’artista. La mostra è visitabile dal martedì alla domenica dalle 11.00 alle 20.00 (lunedì chiuso, ultimo ingresso un’ora prima della chiusura).

Earth dances, omaggio a Harrison Birtwistle, 2020 – Inchiostri di china, olio e pigmenti su tela

Una pittura tra poesia, musica e tracce del quotidiano

Il titolo Con qualche parte della terra, tratto da un verso della poetessa Louise Glück, rimanda a un rapporto totalizzante con il mondo, che nelle opere di Scolamiero affiora attraverso minime tracce e segni essenziali. La pittura diventa così un luogo di profonda riflessione, espressione di una mobilità interiore e di un atteggiamento filosofico nei confronti dell’esperienza umana.

L’esposizione mette in luce come la ricerca dell’artista sia nutrita dalla lettura della poesia, dall’ascolto della musica e dall’attenzione alle più piccole tracce del quotidiano. Nei titoli delle opere compaiono riferimenti diretti a figure come Piero Bigongiari, Harrison Birtwistle, Louise Glück e Luigi Nono, segnali di un dialogo costante con la parola poetica e il linguaggio sonoro che attraversa la costruzione dell’immagine.

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Il percorso al Padiglione 9a si apre con lavori in cui l’equilibrio compositivo è affidato a pochi elementi e a una sospensione spaziale minimale, per poi evolvere verso una crescente complessità tonale e strutturale. Centrale è la concezione del vuoto come elemento costruttivo: lo spazio pittorico si organizza in campiture dinamiche, attraversate da segni che oscillano tra astrazione e figurazione.

Come sogni perduti 4, 2025 – Inchiostri e pigmenti su tela

Catalogo bilingue e approfondimenti sulla ricerca di Scolamiero

L’allestimento della mostra risponde alla continua sperimentazione tecnica di Scolamiero: pigmenti, olii, inchiostri, acrilici e strumenti diversi per incidere e tracciare il supporto permettono di modulare la fluidità delle linee, le velature morbide e i trapassi luminosi. L’intera anatomia dell’artista – mano, testa, corpo – partecipa all’atto creativo, costruendo lentamente ampie campiture che seguono il ritmo del respiro e lasciano emergere forme ibride, sospese tra riconoscibilità e astrazione.

Mercoledì 13 maggio 2026 alle ore 18.00 al Mattatoio sarà presentato il catalogo bilingue della mostra, edito da De Luca Editori d’Arte. Il volume raccoglie i testi introduttivi istituzionali di Massimiliano Smeriglio e Ivana Della Portella, insieme ai contributi critici di Francesca Bottari e della curatrice Maria Vittoria Pinotti, offrendo alcune possibili chiavi interpretative del progetto espositivo e contestualizzando la produzione recente di Scolamiero.

Opera astratta di Vincenzo Scolamiero dalla mostra Con qualche parte della terra al Mattatoio di Roma
Orointorno 1, 2019 – Inchiostro di china e pigmenti su tavola, cm 80 x 170

La presentazione del catalogo sarà anche l’occasione per approfondire i processi creativi dell’artista, in dialogo con i suoi riferimenti letterari, grazie agli interventi di Scolamiero e di Maria Vittoria Pinotti, e alle letture di liriche della poetessa Giovanna Sicari, fonte di ispirazione per la sua pratica pittorica. Un appuntamento che arricchisce gli ultimi giorni di apertura di Con qualche parte della terra, invitando il pubblico a un incontro ravvicinato con una delle voci più coerenti e meditate della pittura contemporanea italiana.

Foto: Ufficio Stampa

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