Il Padiglione della Repubblica di San Marino alla Biennale Arte 2026 affida a Mark Francis il progetto ‘Sea of Sound’ a Tana Art Space, tra pittura astratta, suono e sinestesia.

Alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, la Repubblica di San Marino affida la propria partecipazione al pittore nordirlandese Mark Francis con il progetto Sea of Sound, a cura di Luca Tommasi. Il Padiglione nazionale è ospitato a Tana Art Space, nuovo spazio espositivo strategicamente collocato tra Arsenale e Giardini, e sarà visitabile gratuitamente dal 9 maggio – 22 novembre 2026.

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Il Padiglione, progettato e realizzato da FR Istituto d’Arte Contemporanea S.p.a. con il supporto della Segreteria di Stato Istruzione e Cultura e la supervisione di Valentina Garavini come Commissario, è stato inaugurato l’8 maggio alla presenza delle istituzioni sammarinesi e di un pubblico di addetti ai lavori e invitati. L’ingresso libero e la posizione di Tana Art Space, in Fondamenta de la Tana 2111, rendono il progetto uno degli appuntamenti più accessibili del percorso diffuso della Biennale Arte 2026 a Venezia.

Un mare di suono tra pittura astratta e sinestesia

In mostra, Mark Francis presenta un corpus inedito di dipinti che prosegue la sua ricerca sulla relazione tra arte, suono e scienza, attiva fin dagli anni Novanta. Le superfici, organizzate in bande cromatiche verticali, traducono in pittura l’intensità e l’energia delle frequenze acustiche: le pennellate seguono un movimento ascensionale, mentre variazioni di colore e dimensione evocano vibrazioni sonore e una percezione sinestetica e plurisensoriale.

Mark Francis, Sea of Sound – View of the San Marino Pavilion, Biennale Arte 2026 – Daniele Cortese Photography

Il titolo Sea of Sound allude alla vastità di suoni e frequenze in cui siamo immersi e alla capacità di intercettarli e trasformarli in esperienze personali, filtrate dall’emotività. Come sottolinea il curatore Luca Tommasi, la pittura di Francis non si limita a un diagramma scientifico, ma mette al centro la soggettività dell’artista, trasformando la superficie pittorica in un ambiente da attraversare più che in un’immagine da contemplare.

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Lo stesso Francis descrive il proprio lavoro come un processo in cui l’azione del pennello che mescola i colori genera l’illusione di un suono. La pressione sulla superficie produce diverse intensità tonali, le bande cromatiche si fondono dando vita a colori e suoni inaspettati, fino a comporre un vero e proprio mare di suono. Da lontano, la regolarità delle forme e la variabilità del colore producono un effetto sfocato che invita il visitatore ad avvicinarsi. Da vicino, la texture e la complessità della superficie chiedono invece di arretrare di nuovo, in un continuo movimento dello sguardo.

Mark Francis, Oscillator I (detail), 2025 – Oil on canvas, 183 x 153 cm – Daniele Cortese Photography – Copyright and Courtesy of Mark Francis

Listening Field e il dialogo con In Minor Keys

Il percorso espositivo si articola in due stanze. Nella sala d’ingresso, il film d’artista Listening Field introduce lo spettatore all’immaginario di Francis: un cortometraggio di sette minuti che combina immagini astratte e suoni in una sequenza potenzialmente infinita, realizzato con il filmmaker e animatore Ian Cross e con una partitura sonora priva di melodia composta da Marco Genovesi. Il video rende visibile ciò che potrebbe accadere in una piccola sezione di un dipinto, trasformando il campo visivo in un ambiente percettivo in cui vedere e ascoltare tendono a coincidere.

Nella seconda sala, una selezione di dipinti inediti di grande formato, eseguiti a olio su tela o alluminio, permette di approfondire la ricerca dell’artista. La pratica di Francis, che rende visibile l’invisibile e lavora su frequenze basse e brusii, entra in risonanza con il tema della Biennale Arte 2026, In Minor Keys, proposto da Koyo Kouoh e dedicato alle forme di ascolto del mondo e alle voci meno udibili rispetto alla narrazione dominante.

Veduta del Padiglione di San Marino con le opere di Mark Francis per Sea of Sound alla Biennale Arte 2026
Mark Francis – Daniele Cortese Photography

L’immagine grafica del Padiglione

L’immagine grafica del Padiglione nasce da un dipinto di Francis, su cui si innestano le tre torri del Monte Titano, simboli di libertà e indipendenza, trasformate in punti di ascolto privilegiato sopra il mare di suono evocato dall’artista. Per tutta la durata della Biennale, inoltre, l’opera Sound Break (2024) sarà esposta alla Galleria Nazionale di San Marino, invitando la cittadinanza a proseguire idealmente il percorso veneziano anche sul Monte Titano.

Il Padiglione della Repubblica di San Marino è aperto con entrata libera a Tana Art Space (Fondamenta de la Tana 2111, 30122 Venezia). Orario estivo 11.00-19.00 dal 9 maggio al 27 settembre, orario autunnale 10.00-18.00 dal 29 settembre al 22 novembre, chiuso il lunedì tranne che l’11 maggio, 1 giugno, 7 settembre e 16 novembre. Informazioni e aggiornamenti sono disponibili su Biennale Venezia San Marino e sui canali social ufficiali del progetto.

Foto: Ufficio Stampa

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