Il Museo archeologico nazionale di Taranto torna a essere “dei ragazzi” con Archeo Bimbi 2026: il 15 e 16 maggio giovani guide, laboratori e mini-concerti trasformano il MArTA in un cantiere di educazione al patrimonio.

Con Archeo Bimbi 2026, il Museo archeologico nazionale di Taranto torna a parlare in prima persona ai più giovani, trasformandosi per due giorni in un grande laboratorio di educazione al patrimonio. Il 15 e 16 maggio le sale del museo saranno infatti animate dalle archeo-guide dell’Istituto Comprensivo Alessandro Volta, studentesse e studenti tra i 10 e i 12 anni che accompagneranno famiglie e visitatori alla scoperta di oltre 200 secoli di storia.

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Venerdì 15 maggio, dalle 17.00 alle 19.00, e sabato 16 maggio, dalle 9.00 alle 13.00, il MArTA sarà letteralmente dei ragazzi: saranno loro il volto e la voce di uno dei musei archeologici più importanti d’Italia, chiamati a raccontare reperti, contesti storici e identità del territorio di Taranto con uno sguardo nuovo e coinvolgente.

Il Patto educativo tra museo e scuola

Alla base del progetto c’è un vero e proprio patto tra istituzione culturale e comunità scolastica. Come sottolinea la direttrice Stella Falzone, per il MArTA si tratta della forma di investimento più importante: consegnare nelle mani di chi rappresenta presente e futuro del territorio un patrimonio da preservare e da cui ripartire, fatto di origini e identità. Un investimento che, secondo Falzone, dimostra come quando si punta su giovani e cultura non si sbaglia mai.

Conferenza stampa di Archeo Bimbi 2026 al Museo archeologico nazionale di Taranto

La direttrice evidenzia anche come, da tre anni, l’iniziativa smonti molti luoghi comuni sulle nuove generazioni: nelle giovani guide il museo riscontra cura, impegno e dedizione, qualità che rendono la consegna del patrimonio culturale particolarmente affidabile e costruttiva. Il Patto educativo firmato nel 2024 con la scuola Volta viene descritto come un modello che sta funzionando alla perfezione.

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Giovani archeo-guide, musica, arte e tecnologia

Nel corso di questi tre anni, il progetto ha coinvolto circa un migliaio di ragazze e ragazzi, come ricorda la dirigente dell’Istituto Comprensivo Volta, Teresa Gargiulo. Le attività non si limitano al ruolo di guida: ci sono musicisti in erba impegnati in mini-concerti all’interno del MArTA, artisti ed esperti in computer grafica che curano l’immagine coordinata degli eventi e realizzano tavole di approfondimento, fino ai piccoli programmatori che hanno sviluppato l’interfaccia per una sorta di escape room all’interno del museo.

Per l’edizione 2026 di Archeo Bimbi saranno impegnati 236 studenti e 33 docenti accompagnatori. Le mini-guide, coordinate dal personale del museo, saranno presenti in tutta l’area espositiva permanente del MArTA e presenteranno i reperti e il loro contesto storico in quattro lingue: italiano, inglese, francese e spagnolo, rendendo l’esperienza accessibile anche ai visitatori internazionali.

Laboratori, scuole in rete e un patrimonio condiviso

Il programma prevede anche momenti dedicati in modo specifico ai più piccoli. La Sala Lippolis del museo ospiterà i laboratori artistici pensati per i bambini della scuola elementare Livio Tempesta di Taranto, consolidando una rete di collaborazioni tra istituti scolastici della città. Nel chiostro dell’ex convento degli Alcantarini, invece, le attività si estenderanno all’aperto, trasformando gli spazi del MArTA in un cantiere diffuso di creatività e partecipazione.

Per la dirigente Gargiulo, tutto questo rappresenta un valore di competenze umane di inestimabile importanza per un territorio come quello tarantino. Così come il museo custodisce gli antichi manufatti di oreficeria prodotti negli atelier locali, la scuola custodisce quello che viene definito “l’oro di Taranto”: le nuove generazioni, che il corpo docente si impegna a valorizzare come veri artigiani dell’educazione.

Archeo Bimbi 2026 conferma quindi il MArTA come luogo vivo, in cui la storia non è solo oggetto di studio ma occasione di crescita condivisa, capace di mettere in dialogo passato e futuro attraverso la voce dei ragazzi.

Foto: Ufficio Stampa

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