Dal 6 maggio al 9 agosto 2026 Palazzo Manfrin a Venezia ospita una grande mostra di Anish Kapoor: cento modelli architettonici, installazioni monumentali e opere in Vantablack.

Durante la Biennale Arte 2026, Anish Kapoor torna a trasformare Venezia con una mostra monumentale che invade gli spazi di Palazzo Manfrin, il palazzo cinquecentesco di Cannaregio diventato ormai il cuore veneziano della sua fondazione.

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Dal 6 maggio al 9 agosto 2026, l’artista presenta un progetto ambizioso che attraversa cinquant’anni di ricerca tra scultura, architettura e percezione. Non una semplice esposizione, ma un’esperienza immersiva costruita attraverso grandi installazioni, superfici specchianti, pigmenti assoluti e modelli architettonici che raccontano idee realizzate e visioni mai diventate realtà. 

Il percorso si apre con una gigantesca versione sospesa di At the Edge of the World, un’enorme presenza nera che domina lo spazio e altera immediatamente la percezione del visitatore. Accanto a questa, Kapoor porta a Venezia nuove opere monumentali, lavori in acciaio lucido, ambienti immersivi e le celebri sculture in Vantablack, il materiale più nero mai creato, capace di assorbire la luce fino a far scomparire la forma.

A Palazzo Manfrin il vuoto diventa corpo, la materia sembra dissolversi e lo spazio perde i suoi confini. Kapoor continua così la sua ricerca più radicale: usare l’arte per costruire nuove dimensioni emotive e fisiche, dove architettura e scultura finiscono per diventare la stessa cosa.

Si tratta del secondo appuntamento espositivo ospitato nel palazzo, oggi sede della fondazione dell’artista, che conferma il ruolo di questo luogo storico come osservatorio privilegiato sulla sua ricerca tra scultura, architettura e spazio pubblico.

Un artista straordinario, creatore di mondi senza confini. La dimensione dell’uomo e le grandistrutture dall’aspetto materico e simbolico. Distorsioni dimensionali, alterazione dei sensi, rosso e proiezioni metafisiche. Tutti questo in un palazzo dedicato al magico mondo di Anish Kapoor. 

Centomila idee in cento modelli: 50 anni di progetti

Cuore della mostra è la presentazione di circa cento modelli architettonici che documentano progetti realizzati e non realizzati degli ultimi cinquant’anni. In questi studi di forma e scala, spesso costruiti con materiali essenziali da studio, si riconosce quella che Kapoor definisce una sorta di “potential architecture”, un modo di pensare la scultura come generatrice di nuovi spazi.

Installazione monumentale di Anish Kapoor a Palazzo Manfrin a Venezia

Nel percorso espositivo tornano alla mente alcuni tra i grandi interventi ambientali dell’artista, dalla struttura in PVC Taratantara (1999) per il Baltic Centre for Contemporary Art di Gateshead, al padiglione gonfiabile per concerti Ark Nova (2013), fino alla recente stazione della metropolitana Monte Sant’Angelo a Napoli. La mostra mette in luce come ogni opera nasca da un processo di sperimentazione in modelli e schizzi, alcuni destinati a diventare progetti pubblici, altri a restare come momenti di pensiero ancora carichi di potenzialità.

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Installazioni immersive, pigmenti estremi e il concetto di non-oggetto

I visitatori sono accolti da una nuova versione monumentale in pigmento nero di At the Edge of the World (1998), un volume sospeso di otto metri di diametro che sembra assorbire lo spazio circostante. Accanto a un nuovo lavoro specchiante di grandi dimensioni, viene riproposta anche l’opera iconica Descent into Limbo (1992), in cui la manipolazione di concavità e materiali porta lo spettatore a confrontarsi con ciò che Kapoor definisce il “non-oggetto”.

La mostra include anche le estrusioni in cemento di Ga Gu Ma (2012), forme grottesche e al limite dello scatologico che oscillano tra macchina e organico, e una stanza immersiva in silicone e pittura che dialoga con la più recente attività pittorica dell’artista. Sulle pareti compare il monocromo blu Violet Pearl over Burple (2013), che testimonia il suo interesse costante per le possibilità del colore.

 

 

 

Vantablack, vuoto e percezione nello storico palazzo veneziano

All’interno del palazzo trova spazio anche una selezione di sculture in Vantablack, materiale nanotecnologico capace di assorbire quasi tutta la luce incidente. In queste opere le forme sembrano apparire e scomparire, proseguendo l’indagine di Kapoor sul vuoto e sulla soglia tra essere e non-essere, quattro anni dopo la loro prima presentazione proprio a Palazzo Manfrin nel 2022.

La mostra si inserisce in un momento particolarmente intenso per l’artista, nato a Mumbai nel 1954 e oggi attivo tra Londra e Venezia, che nel 2026 è protagonista di personali in istituzioni come SCAD Museum of Art, Southbank Centre – Hayward Gallery, Serlachius e Lehmbruck Museum. A Cannaregio, il dialogo tra le sale storiche del palazzo e le sue opere monumentali offre un’occasione per ripensare il rapporto tra scultura, architettura e percezione dello spazio.

 

 

Foto: Redazione HF4 Marek Dobry

Anish Kapoor, Venezia 2026 foto credits Marek Dobry
Anish Kapoor, Venezia 2026 foto credits Marek Dobry

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