Durante la settimana inaugurale della Biennale Arte 2026, l’architetto e collezionista Luca Bombassei ha trasformato Palazzo Contarini in un salotto mattutino per tre incontri riservati dedicati al dialogo sull’arte.
Nel pieno della settimana inaugurale della Biennale Arte 2026, l’architetto, designer e collezionista Luca Bombassei ha trasformato Palazzo Contarini in uno spazio di confronto intimo con il progetto LB – Talks on Art, una serie di tre incontri mattutini con ospiti internazionali.
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Nato come piattaforma relazionale e culturale, il format ha scelto consapevolmente una dimensione discreta, lontana dai riflettori e dalla sovrapposizione con il calendario ufficiale della Biennale. Nessun invito pubblico, nessun programma formalizzato, ma un tempo dedicato alla conversazione tra artisti, curatori, galleristi e collezionisti.
Un formato mattutino per restituire tempo al dialogo
Gli incontri si sono svolti nelle prime ore del giorno, quando la città non è ancora travolta dal flusso di vernissage e appuntamenti paralleli. La scelta del mattino ha definito il carattere stesso di LB – Talks on Art: un tempo breve e concentrato, in cui l’attenzione può rimanere alta e la discussione non è compressa tra altri impegni.

La dimensione domestica della casa e della collezione ha avuto un ruolo centrale. Non semplice sfondo, ma condizione stessa dell’incontro: uno spazio in cui la prossimità sostituisce la rappresentazione e in cui il dialogo può svilupparsi senza mediazioni, lontano dalle rigidità istituzionali. In questo contesto ristretto, le relazioni si costruiscono attraverso la condivisione diretta di esperienze e sguardi sul sistema dell’arte.
Come sottolinea Bombassei, ospitare, per me, è una forma di costruzione culturale. Esistono momenti in cui è possibile creare le condizioni per un incontro reale. Il punto è riconoscerli e non sovraccaricarli. Una dichiarazione che chiarisce la volontà di sottrarsi alla logica dell’evento spettacolare per concentrarsi sulla qualità dello scambio.
Collezionismo in dialogo tra ricerca, istituzioni ed editoria
Senza una struttura dichiarata, i tre appuntamenti hanno messo in contatto ambiti diversi del sistema dell’arte: dalla ricerca indipendente alle istituzioni, fino alla riflessione editoriale. Più che i ruoli, a guidare lo sviluppo delle conversazioni sono state le affinità tra i partecipanti, in un equilibrio tra sguardi professionali e traiettorie personali.

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In una città caratterizzata da una crescente densità di eventi paralleli, LB – Talks on Art sceglie di operare per sottrazione. Il formato leggero, non replicabile in senso stretto, punta a restituire tempo e qualità alla relazione, all’interno di un sistema dell’arte percepito come sempre più accelerato. La casa del collezionista diventa così un dispositivo critico, capace di ridefinire il ruolo privato del collezionismo come spazio pubblico di pensiero.
Pur nella sua natura volutamente circoscritta, il progetto introduce una modalità operativa destinata a possibili sviluppi futuri: un modello di incontro che privilegia il confronto diretto e l’ascolto, più che la visibilità. Un modo diverso di attraversare la settimana inaugurale della Biennale Arte 2026, cercando momenti di reale scambio all’interno di un calendario tradizionalmente dominato dalla corsa agli appuntamenti.

Il profilo di Bombassei, con una formazione internazionale e un approccio eclettico che caratterizza tanto la sua attività di architetto quanto quella di collezionista d’arte contemporanea, è alla base di questa scelta. Tra nuove costruzioni e interventi su edifici storici, il lavoro dell’architetto trova in LB – Talks on Art un’estensione naturale: un progetto che usa l’architettura domestica come infrastruttura per il pensiero condiviso.
Foto: Ufficio Stampa