Alla Biennale Arte 2026 di Venezia, Ronald Ventura presenta “Luna”, mostra collaterale che mette in dialogo Malabon e la laguna, tra maree, crisi climatica e identità contemporanee.
Ronald Ventura arriva a Venezia con “Luna”, grande mostra personale e Evento Collaterale della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte, in programma dal 9 May – 22 November, 2026 negli spazi di Docks Cantieri Cucchini nel sestiere di Castello. Curato da Ruel Caasi e promosso da MUSE Science Museum Trento e Castel Belasi – Contemporary Art Center for Eco Thought, il progetto mette in relazione la città lagunare con Malabon, villaggio di pescatori nelle Filippine.
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La mostra, aperta da martedì a domenica dalle 11:00 alle 19:00, si inserisce nel percorso della Biennale Arte 2026 In Minor Keys, immaginata dalla compianta Koyo Kouoh. In occasione dei giorni di anteprima, l’opening è previsto per l’8 May 2026, mentre l’inaugurazione ufficiale della Biennale è fissata al 9 May 2026. In questo contesto, Ventura propone oltre una dozzina di nuove opere che intrecciano acqua, memoria, commercio e vulnerabilità ecologica tra due comunità plasmate dalle maree.

Venezia e Malabon unite dalla luna e dall’acqua
Concepita come intervento site-specific, “Ronald Ventura: Luna” trasforma il cantiere navale dismesso in un ambiente immersivo che riflette sui processi di sedimentazione culturale e sulle loro ricadute storiche e socio-ecologiche. L’acqua, forza ambivalente che nutre e distrugge, diventa il ponte simbolico tra Malabon e Venezia, luoghi diversi ma accomunati da un destino legato all’innalzamento dei mari e alle trasformazioni ambientali.
La luna, che governa il ritmo delle maree, assume il ruolo di segno mitologico e riferimento spirituale, ma anche di dispositivo narrativo: il corpo celeste fa da arco che collega idealmente le due geografie, offrendo lo sfondo a una meditazione su come le realtà locali possano risuonare con preoccupazioni globali. Ventura esplora questo motivo attraverso pittura, scultura e installazione, costruendo un racconto che attraversa passato, presente e futuro delle comunità sull’acqua.
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Un linguaggio visivo stratificato tra crisi climatica e identità
Nelle sale di Docks Cantieri Cucchini, l’artista filippino presenta un corpus di lavori che va dai dipinti a olio ai disegni a carboncino, dalle composizioni scultoree in resina alle sculture in vetro di Murano, fino alle installazioni video. Il risultato è un paesaggio visivo denso, capace di dare forma agli strati di storia e alle tensioni identitarie che attraversano lo stato insulare delle Filippine e trovano eco nella fragilità della laguna veneziana.
Fotorealismo e citazioni rinascimentali si intrecciano con personaggi cartoon e frammenti testuali di matrice classica, in un pastiche di riferimenti che riflette la complessità dell’identità contemporanea. Al centro, la mostra si configura come una meditazione sull’interconnessione: da Venezia, crocevia di culture e commerci, a Malabon, microcosmo di una sopravvivenza precaria, Ventura affronta la perdita di sintonia tra società moderna e ritmi essenziali della natura.

Il ruolo di MUSE e Castel Belasi tra arte e scienza
Il progetto nasce dalla collaborazione tra MUSE Science Museum Trento e Castel Belasi – Contemporary Art Center for Eco Thought, con il sostegno di Fondazione Berengo. Oltre la mostra, “Ronald Ventura: Luna” si estende in un public program che include una masterclass dell’artista, collegata alla piattaforma creativa We Are the Flood di MUSE dedicata a crisi climatica, dinamiche dell’Antropocene e transizione ecologica.
Come sottolinea Massimo Bernardi, direttore di MUSE, la presenza del museo alla Biennale Arte 2026 attraverso il lavoro di Ventura permette di affrontare sfide come l’innalzamento dei mari e le crisi ecologiche con un linguaggio estetico potente e stratificato, capace di connettere realtà geograficamente lontane ma accomunate dalla stessa vulnerabilità. Per Stefano Cagol, direttore artistico di Castel Belasi, la ricerca dell’artista si inserisce pienamente nella missione del centro e nel programma 2026-2027 dedicato al suolo, all’estrattivismo e al rapporto tra esseri umani, natura ed ecosistemi.
Il Collateral Event sarà accompagnato da una pubblicazione estesa, con saggi, illustrazioni e una conversazione con Ronald Ventura, a testimoniare come l’arte possa farsi spazio di confronto transnazionale per ripensare i legami tra comunità, acqua e paesaggi in trasformazione sotto lo sguardo costante della luna.
Foto: Ufficio Stampa