Alla Biennale Arte 2026 la Fondazione Giancarlo Ligabue apre il nuovo Palazzo delle Arti e delle Culture con ‘Collecto’ e una residenza di Marta Spagnoli, che racconta il suo dialogo con la collezione

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Alla Biennale Arte 2026 una giovane voce veneziana entra nel cuore della storia dell’umanità: l’artista Marta Spagnoli è protagonista di una residenza d’artista alla Fondazione Giancarlo Ligabue, che inaugura il nuovo Palazzo delle Arti e delle Culture sul Canal Grande con il percorso espositivo COLLECTO. Dal 7 al 24 maggio 2026 il pubblico può visitare gratuitamente, su prenotazione, le sale di Collecto, dove oltre 400 opere e reperti raccontano 4,5 miliardi di anni di storia, dalle origini della Terra all’arte contemporanea.

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In questo contesto si inserisce il progetto di Spagnoli, sviluppato in collaborazione con Galleria Continua e pensato come un dialogo serrato con la Collezione Ligabue. Una tela monumentale, disegni e opere di formato minore entrano in relazione con meteoriti, antichità classiche, arte precolombiana e oceanica, ma anche con maestri come Leonardo, Ambrogio Lorenzetti, Piazzetta e Tiepolo.

Marta Spagnoli, residenza artistica Fondazione Liguabue ph.Olivia Rainaldi

La residenza a Venezia e il dialogo con Collecto

Spagnoli racconta di aver iniziato questo progetto a febbraio, lavorando direttamente all’interno del palazzo: ha avuto un confronto costante con la Fondazione Ligabue e il supporto di Galleria Continua, in un percorso che definisce «un progetto di residenza molto sentito, cominciato qualche anno fa e sfociato in questo lavoro dentro il palazzo». Da giovane artista veneziana, vivere e lavorare nella città lagunare e aver frequentato la Fondazione negli ultimi anni è stato per lei «ancora di più qualcosa di eccezionale».

Il suo immaginario si è nutrito direttamente dei materiali esposti in Collecto. L’artista sottolinea come tantissimi reperti, opere d’arte e oggetti abbiano arricchito e stimolato il suo approccio alla residenza, offrendo piste visive e concettuali con cui misurarsi. In particolare, Spagnoli si è concentrata su alcuni nuclei tematici della collezione, che ha potuto osservare da vicino nelle sale del nuovo Palazzo delle Arti e delle Culture.

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Marta Spagnoli, residenza artistica Fondazione Ligabue ph. Olivia Rainaldi

Sigilli mesopotamici, archetipi e stratificazioni pittoriche

Tra le sezioni di Collecto che più l’hanno colpita, Spagnoli cita i sigilli mesopotamici, parte della straordinaria «biblioteca» di tavolette, bassorilievi e sigilli cilindrici che documentano le origini della scrittura. Questi piccoli oggetti, caratterizzati da immagini con una continuità reiterata del soggetto, hanno avuto per lei un forte fascino, proprio perché vicini a ciò che definisce il suo «fare immagini».

Il lavoro dell’artista vive infatti di «strati, stratificazioni, dubbio e ripensamento». Spagnoli descrive il suo metodo come una scrittura e riscrittura continua del contesto che la circonda sulla superficie della tela: colore e materia si sovrappongono, cancellando e riattivando forme, segni e silhouette che sembrano «riemergere da una memoria più profonda e condivisa». Un processo che dialoga idealmente con il percorso di Collecto, costruito per archetipi e grandi temi come nascita e morte, bellezza, prestigio e potere, antenati e divinità.

Veduta della mostra Collecto al Palazzo delle Arti e delle Culture con interventi pittorici di Marta Spagnoli a Venezia

Marta Spagnoli, residenza artistica Fondazione Liguabue ph.Olivia Rainaldi

Un progetto site-specific tra Fondazione Ligabue e Biennale Arte 2026

La residenza alla Fondazione Giancarlo Ligabue si inserisce in una fase cruciale per l’istituzione veneziana, che celebra dieci anni di attività aprendo stabilmente al pubblico la sede di Palazzo Erizzo come Palazzo delle Arti e delle Culture. Collecto è pensato come un viaggio non cronologico: dal meteorite pallasite di 4,5 miliardi di anni alle opere di Arcangelo Sassolino, Nico Vascellari, Giorgio Andreotta Calò e Chiara Enzo, passando per arte precolombiana, africana e oceanica, fino ai maestri del Rinascimento e del Settecento veneziano.

Le opere di Marta Spagnoli saranno visibili nel loro complesso solo nelle due settimane inaugurali, dal 7 al 24 maggio 2026, in concomitanza con l’apertura della Biennale. Dopo questa data, il Palazzo delle Arti e delle Culture riaprirà con visite a pagamento da metà settembre a dicembre e poi in primavera, sempre su prenotazione e per piccoli gruppi. Le prenotazioni per Collecto sono già attive sul sito della Fondazione.

Foto: Olivia Rainaldi

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