A Pordenone apre Die Gelbe Wand, nuovo spazio no profit per la fotografia contemporanea ai Mercati Culturali, con “The Cosmic Prayer”, prima personale europea del giapponese Gak Yamada.

Dal 10 maggio al 14 giugno 2026 Pordenone accoglie la prima personale europea del fotografo giapponese Gak Yamada con la mostra The Cosmic Prayer, che inaugura il nuovo spazio espositivo Die Gelbe Wand ai Mercati Culturali Pordenone, in via delle Caserme 2. Un vecchio supermercato di 800 mq diventa centro culturale dedicato alla fotografia contemporanea nel percorso di avvicinamento a Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.

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Il progetto, organizzato da Mercati Culturali Pordenone con il contributo della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone, nasce per attrarre un pubblico internazionale e lasciare alla città uno spazio stabile di ricerca visiva. Come sottolinea l’assessore alla Cultura Alberto Parigi, Die Gelbe Wand è pensato come uno dei lasciti permanenti del programma per la Capitale, accanto a Villa Cattaneo per la musica e alla Casa del Mutilato destinata a mostre e installazioni multimediali.

©︎Gakyamada

Die Gelbe Wand, nuovo hub per la fotografia contemporanea

Nato come spazio espositivo no profit, Die Gelbe Wand dichiara fin dall’inizio una vocazione internazionale e un’identità ibrida. Il focus è sulla fotografia contemporanea, con particolare attenzione alle sperimentazioni che nascono nei paesi di lingua tedesca e in Giappone, costruendo un ideale asse tra Europa e Asia. Per il direttore artistico Marco Minuz questo luogo non è un semplice contenitore, ma un punto di collisione tra culture e linguaggi, dove l’immagine diventa linguaggio vivo capace di interrogare la realtà e aprire nuovi orizzonti percettivi.

La mostra di Yamada è pensata come un viaggio sinestetico attraverso le tappe della sua ricerca, dal periodo strettamente fotografico fino alle opere più recenti in cui stampa, pittura, luce e suono si fondono in uno spazio terzo. Nella prima sala il pubblico incontra la serie HIGAN, ispirata a Addio alla fotografia di Daido Moriyama: una parete intera di immagini che trasformano un originario libro da sfogliare in un’esperienza visiva simultanea, da cogliere con un unico sguardo.

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Opera della serie Red di Gak Yamada in mostra a Die Gelbe Wand, Mercati Culturali Pordenone
Red_05, 2008 ©︎Gakyamada

Dalla materia fotografica alla soglia tra pittura e luce

Attorno a HIGAN la pittura reclama spazio in serie come Threshold, dove l’immagine fotografica viene attraversata da segni testuali che si fanno energia calligrafica. Il lavoro di Yamada è un corpo a corpo con la materia: le stampe vengono immerse in acqua per giorni, la carta Fujifilm si dissolve rapidamente mentre la Kodak si sfalda strato dopo strato, come nella serie Red, in cui il blu svanisce lasciando emergere un rosso dominante che l’artista lavora con lo sfregamento delle dita.

In altre opere la distruzione dell’immagine è affidata agli agenti atmosferici: le stampe restano all’aperto per un mese, esposte a vento e pioggia, per poi rientrare in studio ed essere sottoposte a interventi con nastro adesivo, inchiostri acrilici, oro, argento e fuoco. Qui nasce il concetto di soglia: il confine in cui superficie e retro, visibile e invisibile, fotografia e pittura convergono.

Red_03, 2008 ©︎Gakyamada

Light box, suono e incisioni: la preghiera cosmica di Yamada

Nella seconda sala l’esperienza si sposta sui light box accompagnati dal suono: per Yamada questa struttura luminosa diventa una sorta di kata, forma definita che abilita la libertà creativa, mentre la musica agisce come motore che fa emergere le immagini interiori. Tra i lavori spicca Ku (Cielo), nato dall’uso dello scanner come strumento di cattura dello spazio: oggetti, carta washi ed elementi quotidiani sembrano fluttuare in un vuoto sospeso, lontano dalla gravità legata alla lente fotografica tradizionale.

L’evoluzione più recente è la serie Kankō, in cui le stampe deteriorate vengono ispessite con cartone e incise con un saldatore, richiamando la forza primordiale della scrittura cuneiforme o dei caratteri oracolari cinesi. La sovrapposizione tra pittura rupestre, scrittura arcaica e fotografia punta a evocare una presenza quasi sacra, un oggetto capace di accogliere la tensione umana in un unico punto di condensazione. Così Die Gelbe Wand si presenta come nuova finestra di Pordenone sull’asse culturale che lega l’Europa di lingua tedesca al Giappone.

Informazioni di visita: la mostra è ospitata presso Mercati Culturali Pordenone, via delle Caserme 22, con apertura al pubblico il sabato e la domenica dalle 11 alle 19.

Foto: Gak Yamada

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