Alla 61ª Biennale Arte di Venezia il collettivo open-source blaxTARLINES KUMASI presenta SLOW DOWN: CATTLE BATTLE AHEAD nella sezione Scuole della mostra In Minor Keys di Koyo Kouoh.

Alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia il collettivo ghanese blaxTARLINES KUMASI porta in Arsenale il progetto SLOW DOWN: CATTLE BATTLE AHEAD, inserito nella sezione Scuole della mostra In Minor Keys curata da Koyo Kouoh. Un intervento che intreccia pedagogia emancipatrice, pratiche artistiche non proprietarie e responsabilità sociale.

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Nato all’interno della Kwame Nkrumah University of Science and Technology (KNUST) di Kumasi, principale istituto artistico del Ghana, il collettivo si definisce coalizione artistica open-source, movimento di lavoro, esperimento pedagogico ed economia della condivisione diffusa oggi su cinque continenti. Al centro, l’idea di trasformare l’arte da merce a dono, mettendo in discussione i tradizionali rapporti di proprietà nella produzione culturale.

Dipinto SLOW DOWN: CATTLE BATTLE AHEAD di Karikacha Seid'ou esposto con blaxTARLINES KUMASI alla Biennale Arte 2026
Karikacha Seidou (Signed Kevin Amankwah), Untitled (Slow Down Cattle Battle Ahead), 1995 – Olio su tela, 105 x 135 cm circa – Collezione Privata

Una ferrovia sotterranea tra Venezia, Kumasi e Kampala

Ispirato alla Underground Railroad, la rete storica che contribuì all’emancipazione delle persone schiavizzate, blaxTARLINES si configura come un sistema contemporaneo di ferrovie sotterranee con stazioni, rifugi, conduttori, fuggitivi e accompagnatori. La curatela è definita frattale: un dispositivo che opera su più livelli di spazio e tempo e si articola in modelli espositivi duplex, pensati per lo scambio di progetti dal vivo tra Venezia e altri luoghi.

Per In Minor Keys il collettivo attiva tre portali strategici open-source: blaxxRADIO, blaxxMEDIA e blaxxLIBRARY. I primi due offrono interviste, contenuti sonori preregistrati, playlist musicali e infrastrutture di livestream che connettono l’Arsenale con Kumasi, Kampala e altre stazioni della rete. blaxxLIBRARY, sottotitolata On Ghosts, Resurrections, and Debris from by-passed Futures, costruisce invece un ambiente multisensoriale fatto di oggetti, suoni, libri, testi in braille, murales, installazioni, archivi video e sonori, documenti digitalizzati.

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La dimensione tattile è ulteriormente enfatizzata dall’omaggio a Lionel Idan, progettista del telaio Boku, e all’Affortey [Invaloom], pensato per persone su sedia a rotelle o con paraplegia. Un’attenzione all’accessibilità che si intreccia con la riflessione sul lavoro di cura evocata, tra le altre, dalla celebre domanda di Mierle Laderman Ukeles: Dopo la rivoluzione, chi raccoglierà la spazzatura il lunedì mattina?.

Allestimento del collettivo blaxTARLINES KUMASI alla Biennale Arte 2026, sezione Scuole
SLOW DOWN: CATTLE BATTLE AHEAD!, 2026 Multimedia installation: wooden shelves, metallic rack, wooden tables, wooden stools, headphones, flatscreen monitors, MP3 devices, books, sound installation, variable dimensions, mural. Dimensions variable.

Dal dipinto di Kąrî’kạchä Seid’ou alla scuola sperimentale

Il titolo del progetto alla Biennale deriva dal dipinto del 1995 SLOW DOWN: CATTLE BATTLE AHEAD di Kąrî’kạchä Seid’ou, artista, intellettuale, poeta, docente, matematico e storico dell’arte africana. La sua lunga attività di guida è alla base di blaxTARLINES e dell’Emancipatory Art Teaching Project (2003 – oggi), che promuove una pedagogia emancipatrice e una cultura della generosità non reciproca.

All’interno della sezione Scuole, pensata per riflettere un’etica condivisa e pratiche collaborative che intrecciano arte e responsabilità sociale, l’inserimento del collettivo come scuola sottolinea la sua autonomia dalle forze di mercato e il ruolo della conoscenza condivisa. «blaxTARLINES! Hackeriamo, liberiamo, condividiamo, falliamo, resuscitiamo! Il congiuntivo è il nostro futuro, il nostro passato, il nostro presente, la nostra gioia!», recita di fatto uno dei motti che accompagnano il progetto.

Il lavoro è infine sostenuto da un ampio team curatoriale, tecnico e organizzativo, e prodotto con il supporto di Teiger Foundation, American Friends of Zeitz MOCAA, APALAZZOGALLERY, Mercedes Vilardell, Archive Books, Compound House Gallery, VODO Arts Society, UNDER GROUND Kampala, SCCA Tamale e Red Clay, a conferma della rete internazionale che circonda l’esperienza di blaxTARLINES KUMASI.

Foto: Ufficio Stampa

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