Chiara Camoni firma ‘Con te con tutto’, il progetto per il Padiglione Italia alla Biennale Arte 2026. Un paesaggio in trasformazione tra scultura, natura, materia e pratiche condivise.
Dal 9 maggio al 22 novembre 2026 il Padiglione Italia alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia presenta Con te con tutto, grande progetto di Chiara Camoni curato da Cecilia Canziani negli spazi delle Tese delle Vergini all’Arsenale di Venezia. Promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, la mostra trasforma il padiglione in un paesaggio in metamorfosi, dove scultura, corpi e natura entrano in dialogo.
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Con te con tutto è pensata come un’unica installazione immersiva che invita a ripensare il nostro modo di stare al mondo attraverso incontro, condivisione con il vivente e ascolto della materia. Il progetto, per la prima volta affidato interamente a saperi e sensibilità femminili, intreccia artigianalità, responsabilità e pratica collettiva, in risonanza con il tema generale In Minor Keys proposto da Koyo Kouoh per la Biennale 2026.

Un bosco di figure e un palazzo in divenire
La mostra si articola nelle due grandi tese del Padiglione. Nella prima tesa prende forma un silenzioso bosco di figure: oltre venti statue in ceramica, poco più alte della scala umana, disposte in penombra come divinità minori o spiriti dei boschi e delle acque. Modellate a colombino o composte da una miriade di elementi in terracotta, queste presenze ibride, adornate con arbusti, conchiglie, pietre e frammenti di plastica e rifiuti raccolti nei dintorni dello studio, invitano il pubblico a cercare una relazione diretta con il loro sguardo in un dialogo muto.
Dalla sospensione di questo mondo ctonio si accede alla seconda tesa, in piena luce, concepita come un mondo in costruzione. Qui elementi naturali, oggetti riciclati, scarti industriali e plastiche riusate danno vita a un’architettura potenziale che affiora da terra diventando pavimento, contenitore, parete, seduta: un palazzo fatto di stanze, corridoi e giardini, la cui costruzione resta volutamente in divenire.
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Al centro dello spazio si apre una piazza circondata da sedute, luogo di sosta e riposo che si apre idealmente verso il giardino, punto di fuga della seconda tesa. Il giardino, inquadrato dalla cornice del portone, è materia vivente: nel mutare di luce, colori e stagioni mette in relazione il tempo eterno della scultura, quello della vita umana e quello ciclico della natura, restituendo la percezione della nostra connessione con il tempo.

Dialoghi, public program e accessibilità
All’interno dell’architettura domestica in terracotta trovano posto i Dialoghi, sezione concepita da Fiammetta Griccioli e Lucia Aspesi che mette in relazione il lavoro di Camoni con opere, documenti e interventi di altre figure. Tra questi un’anfora etrusca della collezione Rovati, lavori di Fausto Melotti, Alberto Martini, Marisa Merz, materiali d’archivio legati a Loïe Fuller, Martha Graham, Medardo Rosso, Senga Nengudi, fino a oggetti e fossili che ampliano il racconto della materia e delle sue trasformazioni.
Due commissioni inedite arricchiscono il percorso: Canti fossili della coreografa Annamaria Ajmone, che attiva la seconda tesa in chiave performativa lavorando sulla relazione tra corpo, voce e materia, e Che cosa resta di Alice Rohrwacher, che rielabora immagini dal film La Chimera intrecciando volti scultorei etruschi e volti contemporanei in un montaggio di tempi e identità.

Il public program e l’accessibilità
Per tutta la durata della mostra il Padiglione sarà animato da un public program curato da Lungomare (Angelika Burtscher e Daniele Lupo), che indaga la voce come manifestazione di presenza, dissenso e trasformazione. Performance, momenti di ascolto, co-creazione e condivisione di saperi transdisciplinari attiveranno relazioni dirette con le opere, estendendo nel tempo le risonanze del progetto.
Un’attenzione specifica è dedicata all’accessibilità, intesa come pratica per rendere l’esperienza artistica realmente condivisa. Grazie alla collaborazione con il progetto Ciao! di Fondazione Amplifon, circa 30mila anziani residenti in case di riposo in sette Paesi potranno visitare da remoto l’esposizione e partecipare attivamente. La consulenza della Scuola Nazionale Patrimonio Attività Culturali, nell’ambito di Personeper. Accessibilità nei luoghi della cultura, supporta il monitoraggio delle azioni inclusive.
Il progetto è sostenuto dal main sponsor ZEGNA e dallo sponsor Banca Ifis, accanto a numerosi donor e partner culturali. Il catalogo, edito da NERO Editions con progetto grafico di Lungomare, raccoglie saggi inediti, immagini del lavoro e dello studio dell’artista, testi ripubblicati e materiali del public program, restituendo in forma corale l’humus di Con te con tutto.
Foto: Ufficio Stampa