Il Canada arriva alla 61a Biennale Arte di Venezia 2026 con Abbas Akhavan al Padiglione Canada e una costellazione di artisti che intrecciano memoria, diaspora, identità indigena e futuri possibili.

Alla 61a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, intitolata In minor keys e in programma dal 9 maggio – 22 novembre 2026 con pre-apertura il 6, 7 e 8 maggio, la presenza del Canada si articola in una rete di progetti che intrecciano memoria, migrazioni e nuove forme di immaginario.

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Cuore di questa partecipazione è il Padiglione Canada, che ospita l’installazione site-specific Entre chien et loup di Abbas Akhavan, artista canadese attivo tra Montréal e Berlino. L’edificio viene ripensato come una sorta di Wardian Case, contenitore ottocentesco precursore del terrario utilizzato per trasportare piante all’interno dell’Impero britannico.

Installazione canadese alla Biennale Arte 2026 con elementi naturali e architettonici
Installation view, Abbas Akhavan: Entre chien et loup, 2026, Canada Pavilion, 61st International Art Exhibition – La Biennale di Venezia. Commissioned by the National Gallery of Canada and presented in partnership with the National Gallery of Canada Foundation and the Canada Council for the Arts. © Abbas Akhavan. Photo: Francesco Barasciutti

Entre chien et loup: il Padiglione Canada come Wardian Case

Al centro del progetto, Akhavan ha realizzato una piscina dotata di lampade da coltivazione per ospitare le ninfee giganti Victoria, originarie del Sud America e considerate una meraviglia naturale dell’epoca vittoriana, dedicate alla regina Vittoria e divenute suo emblema. In collaborazione con i Royal Botanic Gardens di Kew, i semi sono stati prima trapiantati all’Orto Botanico di Padova per la germinazione, per poi essere trasferiti al padiglione dove raggiungeranno la maturità in occasione dell’apertura della Biennale Arte 2026.

Per trasformare l’architettura del padiglione in una grande teca vivente, l’artista ha sostituito la facciata della struttura con pannelli di vetro, rendendo le piante visibili anche dall’esterno. Attorno a questa installazione centrale si sviluppano altre opere scultoree, distribuite sia all’interno sia nel cortile, in un percorso che mette in dialogo materiali, ricordi e luoghi. Il progetto è commissionato dalla National Gallery of Canada e prodotto in collaborazione con il Canada Council for the Arts e la National Gallery of Canada Foundation.

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Artisti canadesi tra Giardini, Arsenale e Padiglione Bvlgari

La partecipazione canadese si estende anche al Padiglione Centrale dei Giardini e all’Arsenale, dove sono presenti numerosi artisti canadesi invitati a esporre. Tra questi, Bonnie Devine, artista, curatrice ed educatrice, membro della Serpent River First Nation (Anishinaabe/Ojibwe), radica la propria pratica multidisciplinare nelle tradizioni narrative e visive Anishinaabe, affrontando storia, territorio, memoria e identità indigena.

Veduta di installazioni e opere di artisti canadesi alla Biennale di Venezia
Installation view, Abbas Akhavan: Entre chien et loup, 2026, Canada Pavilion, 61st International Art Exhibition – La Biennale di Venezia. Commissioned by the National Gallery of Canada and presented in partnership with the National Gallery of Canada Foundation and the Canada Council for the Arts. © Abbas Akhavan. Photo: Francesco Barasciutti

Alexa Kumiko Hatanaka, artista giapponese-canadese con sede a Toronto, integra tecniche artigianali tradizionali legate alla propria eredità culturale in opere e performance che fondono arte, artigianato e sostenibilità ambientale, indagando interconnessione, eredità culturale e impatto della globalizzazione. Manuel Mathieu, artista di origine haitiana con base a Montréal, attraverso pittura, disegno, installazione e video esplora memoria, diaspora, trauma e spiritualità, intrecciando storia collettiva e dimensione intima.

Rajni Perera, canadese nata nello Sri Lanka, unisce immaginari fantascientifici, mitologia e cultura pop per riflettere su identità, genere e potere, proponendo visioni speculative del futuro. Marigold Santos, artista di origini filippine con sede a Calgary, rielabora miti, folklore e simboli della tradizione filippina in dialogo con esperienze di migrazione e appartenenza, costruendo un immaginario che tiene insieme storia, fantasia e memoria.

Lotus L. Kang, Asia Forum ed eventi collaterali

Nei Giardini della Biennale, il Padiglione Bvlgari accoglie Lotus L. Kang, artista di Toronto scelta come artista inaugurale. La sua pratica multidisciplinare combina fotografia, film, installazione, performance e scultura per affrontare temi legati a corpo, memoria, trasformazione e temporalità, con opere in cui processi materici e immagini in mutamento interrogano i limiti della rappresentazione e l’esperienza vissuta.

Installazione canadese con elementi naturali e architettonici alla Biennale Arte 2026
Installation view, Abbas Akhavan: Entre chien et loup, 2026, Canada Pavilion, 61st International Art Exhibition – La Biennale di Venezia. Commissioned by the National Gallery of Canada and presented in partnership with the National Gallery of Canada Foundation and the Canada Council for the Arts. © Abbas Akhavan. Photo: Francesco Barasciutti

A latere della Biennale, l’Asia Forum vedrà la partecipazione di diverse curatrici canadesi, tra cui Liz Park, Denise Ryner e Ming Tiampo, a conferma di un coinvolgimento che tocca anche la ricerca curatoriale. Tra gli eventi collaterali figura Nabatele, installazione all’aria aperta di Anna Kamyshan organizzata dal Museo Ebraico di Montreal sull’Isola di San Giorgio Maggiore, con inaugurazione prevista a luglio.

Infine, tra Palazzo Mora, Palazzo Bembo e i Giardini Marinaressa si svolgerà l’ottava edizione di Personal Structures, mostra di arte contemporanea del Centro Culturale Europeo (ECC), che includerà le artiste canadesi Danica Jojich, Jin-me Yoon, Kathryn Mussallem, Lynn Christine Kelly, Maya Yu Zhang e Torrie Groening, a testimonianza di una presenza canadese diffusa e sfaccettata nel tessuto della Biennale Arte 2026.

Foto: Ufficio Stampa

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