Al MACRO di Roma arriva “Science Fashion”: tre giorni di conferenze, workshop, screening e talk internazionali per esplorare come scienza, materiali avanzati e intelligenza artificiale stanno trasformando la moda.

Dal 13 al 15 maggio 2026 il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma ospita Science Fashion, un progetto che mette in dialogo moda, scienza e nuove tecnologie attraverso conferenze, workshop, screening, talk e installazioni. A cura di Dobrila Denegri, l’iniziativa riunisce a Roma alcune tra le voci più innovative della ricerca internazionale sulla moda sperimentale, con tutte le attività a ingresso gratuito e in lingua inglese.

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L’appuntamento si inserisce nel programma pluriennale Experiments in Fashion and Art, avviato nel 2024 da Dobrila Denegri per portare nella capitale pratiche che innovano la moda in chiave radicale e sostenibile. Per l’edizione 2026, il progetto è promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo, in collaborazione con il MACRO, confermando il museo come piattaforma di confronto interdisciplinare.

Visual dell'evento Science Fashion al MACRO di Roma con grafica dedicata a moda e tecnologia

Moda oltre l’indossabile tra AI, materiali avanzati e sostenibilità

Il titolo Science Fashion richiama volutamente l’immaginario della science fiction: i creativi coinvolti lavorano in uno spazio di confine tra ricerca scientifica e visione, affrontando temi urgenti come ambiente, cambiamento climatico, energia e coesistenza tra specie. Il programma si articola in quattro sezioni tematiche – rinnovamento, dematerializzazione, interazione e recupero – per proporre una trasformazione profonda del modo in cui la moda viene concepita, prodotta e interpretata.

La moda, in questa prospettiva, supera la dimensione dell’indossabile. Alcune ricerche esplorano la virtualità pura, svincolata da corpo e materia, mentre altre sperimentano nuove forme di materialità, combinando principi naturali e conoscenza tecnologica in sistemi intelligenti e adattivi. Non mancano progetti che indagano l’integrazione tra abito e tecnologia o che mettono al centro pratiche collaborative e modelli di co-creazione, configurando Science Fashion come uno spazio di confronto tra posizioni anche divergenti.

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Programma, protagonisti internazionali e focus sull’educazione

Tra gli ospiti spicca il collettivo newyorkese threeASFOUR, rappresentato da Adi Gil, in dialogo con Gloria Maria Cappelletti e Dobrila Denegri sulle possibilità della moda nel multiverso e sulla collaborazione come atto radicale. Il designer danese Jens Laugesen presenta la trilogia METASENS, dedicata alla ricostruzione ibrida e all’integrazione digitale, mentre il croato Silvio Vujičić, insieme all’architetto e ricercatore Miro Roman, approfondisce il progetto ALL about SOLL tra dematerializzazione e nuova materialità.

Un altro momento chiave è l’anteprima romana del documentario Dust to Dust (2024) di Kosai Sekine, dedicato al lavoro del designer giapponese Yuima Nakazato su nuovi materiali per la moda. Il progetto si estende anche ai workshop: il 12 maggio, alla NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Christina Dörfler guida il laboratorio Colour Lab sui pigmenti naturali e le pratiche tessili sostenibili, mentre Giulia Tomasello conduce Coded Biophilia su corpi, tecnologie morbide e interazione.

Il digitale nella formazione e una rete internazionale di partner

Al MACRO, il 14 maggio, la sessione The Digital Turn in Fashion Education: Experimentation, Heritage and New Perspectives, curata da Romana Andò, mette al centro il ruolo del digitale nella didattica della moda, coinvolgendo docenti e responsabili di corsi di NABA, IED, RUFA, ILA e Accademia Costume e Moda. Il 15 maggio, infine, Elisa van Joolen presenta il progetto editoriale Our Rags Magazine, che riflette su recupero, archivi e pratiche critiche legate al riuso dei capi.

Science Fashion è sostenuto da una fitta rete di istituzioni internazionali – tra cui ministeri, fondazioni e università in Austria, Croazia, Danimarca, Polonia, Paesi Bassi e Stati Uniti – oltre che da atenei italiani come Sapienza Università di Roma, UnitelmaSapienza, NABA e l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Tutte le sessioni al MACRO si svolgono tra auditorium, foyer e sala cinema, con ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Foto: Ufficio Stampa

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