La mostra “Opere dalla Collezione Pieroni – Stiefelmeier” porta a Villa Pacchiani un nucleo di lavori che ripercorre le traiettorie dell’arte contemporanea dagli anni Settanta a oggi, tra linguaggio, corpo e spazio.
Il Comune di Santa Croce sull’Arno presenta, negli spazi di Villa Pacchiani Centro Espositivo, la mostra “Opere dalla Collezione Pieroni – Stiefelmeier”, a cura di Alessandro Cocchieri. Il progetto riunisce una selezione di lavori dalla collezione costruita da Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier, ripercorrendo le traiettorie dell’arte contemporanea tra gli anni Settanta e oggi.
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Lontano da una semplice rassegna collezionistica, l’esposizione propone la raccolta come un organismo vivo, stratificato nel tempo attraverso incontri, affinità elettive e tensioni teoriche. La collezione si configura così come dispositivo critico, capace di interrogare il concetto stesso di opera, spazio e autorialità.

Un archivio dinamico tra concettuale, materia e corpo
Il percorso espositivo mette in dialogo ricerche eterogenee ma profondamente connesse. Dalle indagini sul linguaggio e sulla tautologia dell’arte concettuale di Joseph Kosuth alle strutture modulari e seriali di Sol LeWitt, la mostra evidenzia come il pensiero visivo abbia ridefinito i propri strumenti a partire dagli anni Settanta.
Accanto a queste presenze, la tensione materica e archetipica di Jannis Kounellis si confronta con la dimensione ambientale e percettiva delle installazioni di Cristina Iglesias. Il corpo, l’identità e lo spazio sociale diventano campo di indagine nei lavori di Vito Acconci e Jimmie Durham, mentre la riflessione sul segno, sulla superficie e sulla temporalità attraversa le opere di Carla Accardi ed Ettore Spalletti.

In questo orizzonte si inserisce anche la ricerca di Gianfranco Baruchello, descritta come un immaginario frammentato e lucidissimo, capace di trasformare il dettaglio minimo in mappa mentale e poetica. La collezione si rivela così un archivio dinamico che restituisce non solo opere, ma contesti, relazioni e momenti fondativi della storia recente dell’arte.
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La linea italiana e la dimensione politica della collezione
La mostra sottolinea una linea italiana fortemente radicata nella ridefinizione del linguaggio artistico, con figure come Giulio Paolini, Luigi Ontani e Remo Salvadori. Accanto a loro, la collezione si apre a prospettive interculturali e transnazionali, con artisti come Mirosław Bałka e Bizhan Bassiri, ampliando il campo verso geografie e sensibilità differenti.
La scelta curatoriale non segue un andamento cronologico lineare, ma privilegia risonanze, affinità e contrappunti, invitando il pubblico a costruire il proprio attraversamento critico. Più che documentare una singola stagione, “Opere dalla Collezione Pieroni – Stiefelmeier” attiva una riflessione sul ruolo della collezione come pratica culturale e politica, spazio di mediazione tra produzione artistica, sistema espositivo e memoria.

L’Assessore alla Cultura Simone Balsanti sottolinea come sia un orgoglio per l’amministrazione poter ospitare a Villa Pacchiani una mostra di questa rilevanza nel panorama dell’arte contemporanea, ringraziando la famiglia Pieroni Stiefelmeier per aver reso possibile la presenza di opere di artisti di respiro internazionale. Le opere, nella loro diversità, intendono offrire al pubblico la possibilità di riflettere su identità, spazio e ruolo dell’arte nella società.
Accogliere un progetto curatoriale di questo livello significa, nelle parole dell’assessore, proseguire nel lavoro di rendere la cultura uno strumento di crescita, dialogo e valorizzazione del territorio, confermando Villa Pacchiani come luogo di confronto attivo con le ricerche più significative dell’arte contemporanea.
Foto: Ufficio Stampa