Alla Casa dell’Architetto e Como Lake Hub di Como, dal 9 maggio al 7 giugno 2026, il progetto ‘Cantiere delle forme’ trasforma uno spazio domestico in laboratorio urbano dove il design si mostra come processo in continua evoluzione.
Alla Casa dell’Architetto e al Como Lake Hub di Como, dal 9 maggio – 7 giugno 2026, il progetto Cantiere delle Forme – Il valore dell’invisibile trasforma una casa-studio in un laboratorio urbano aperto. Ideato dall’architetto Christian Longa, il percorso non propone una mostra tradizionale, ma un cantiere in costante mutazione, dove il design è mostrato come processo più che come risultato finito.
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Negli spazi di Viale Masia 29, già attivati nel gennaio 2026 con le prime installazioni del cosiddetto palazzo parlante, l’iniziativa inaugura un nuovo capitolo del progetto La Casa dell’Architetto. Qui lo spazio diventa motore di relazione e trasformazione, con oggetti che cambiano funzione, si adattano e vengono reinterpretati nel corso delle settimane, invitando il pubblico a tornare più volte.

Un cantiere aperto tra design, artigianato e territorio lariano
Il primo capitolo, Il cantiere delle forme, è dedicato al design contemporaneo e al suo ruolo nella vita quotidiana. L’oggetto non è pensato come elemento permanente, ma come esito temporaneo di una continua evoluzione, rieditato in estetiche sempre nuove. In questa prospettiva, il cantiere diventa principio guida: non solo condizione fisica, ma metodo progettuale che rende visibile l’incompiuto e ne fa un tratto identitario.
Il territorio comasco, con la sua tradizione di saper fare, artigianato e cultura del progetto, offre il contesto naturale per questa riflessione. La Casa dell’Architetto si configura come un laboratorio urbano e sociale, dove le sale del Como Lake Hub, la facciata del palazzo parlante e gli appartamenti d’artista si trasformano in singoli progetti condivisi. L’hub, concepito da Longa, mette in relazione architettura, arte, design e partecipazione civica, facendo della casa-studio una piattaforma culturale aperta alla città.
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Designer, aziende e workshop: il valore dell’invisibile
All’interno di questo scenario si inserisce la presenza del designer Hanno Giesler, attivo da oltre trent’anni tra Germania e Italia con studio a Cantù. La sua ricerca, che unisce precisione funzionale, sensibilità estetica, artigianato e tecnologia, dialoga con quella di Longa e con il gruppo Architetto Vision, nato per interpretare il progetto come strumento di costruzione sociale oltre che formale.
Il Cantiere delle forme si presenta come dispositivo aperto: gli spazi del Como Lake Hub diventano luogo di produzione più che di semplice esposizione. Materiali grezzi, elementi di recupero, scarti di lavorazione e strutture temporanee costruiscono un ambiente volutamente non finito, dove l’impermanenza è parte del racconto. Il pubblico è invitato a vivere un’esperienza attiva e reiterata, seguendo il continuo cambiamento di oggetti e composizioni.

Una rete tra imprese, creativi e comunità
Il progetto si sviluppa come piattaforma di collaborazione tra designer, aziende e realtà artigianali, mettendo in luce la filiera del design come spazio condiviso di ricerca e innovazione. Tra le realtà coinvolte in questa prima fase figurano WeDo Art, Colico Design, Brightwood, Pacini & Cappellini, Walter Herchenbach, MT Arredamenti, Damatra e Olivardi, con un percorso curato da Longa anche in veste di art director, tra oggetti inconsueti e materiali di recupero a basso impatto ambientale.
A partire da giugno, il programma si amplia con i workshop di Essere progetto, momenti di confronto e coprogettazione che trasformano il cantiere in incubatore di idee e prototipi, sospeso tra serialità industriale e unicità dei pezzi. Cantiere delle forme – il valore dell’invisibile diventa così un punto di partenza per una rete radicata nel territorio lariano ma aperta a una prospettiva nazionale ed europea, con l’obiettivo di esportare questo modello di spazio urbano in trasformazione anche in altre città.
La manifestazione si inserisce in continuità ideale con il Fuorisalone della Milano Design Week e con la fiera Proposte di Villa Erba a Cernobbio, creando una soglia simbolica tra Milano, Como e Cantù. Qui il design torna a essere pratica culturale, economica e sociale, capace di mettere in relazione imprese, creativi e comunità, e di interrogare il modo in cui abitiamo lo spazio.
Foto: Ufficio Stampa