In occasione della 61esima Biennale di Venezia, la Fondazione Bevilacqua La Masa ospita “Picasso, Morandi, Parmiggiani: Still Lifes”, dialogo inedito tra tre maestri moderni sul genere della natura morta.

In occasione della 61esima Biennale di Venezia, la Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa presenta la mostra Picasso, Morandi, Parmiggiani: Still Lifes, un progetto che mette in dialogo tre maestri della modernità attorno al genere della natura morta. L’esposizione, curata da Cécile Debray con la collaborazione scientifica della Fondazione Musei Civici di Venezia, sarà allestita dal 7 maggio al 25 luglio 2026 presso la Galleria di Piazza San Marco, sede principale della fondazione lagunare.

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Promossa e organizzata da Tornabuoni Art con la partecipazione eccezionale del Musée national Picasso-Paris, la mostra si inserisce nel calendario degli eventi collaterali alla Biennale, offrendo uno sguardo ravvicinato sul modo in cui Pablo Picasso, Giorgio Morandi e Claudio Parmiggiani hanno interrogato l’oggetto in studio, tra sperimentazione formale, meditazione sul tempo e riflessione sul tema della Vanitas.

Natura morta di Pablo Picasso con teschio di capra, bottiglia e candela in mostra a Venezia

Un dialogo a tre voci sulla natura morta

Il percorso espositivo riunisce quattordici capolavori provenienti dal Musée national Picasso-Paris, che ripercorrono l’indagine dell’artista spagnolo sull’oggetto dal Cubismo fino agli anni Cinquanta. Accanto a queste opere sono presentati un numero equivalente di dipinti di Morandi, selezionati da importanti collezioni pubbliche e private italiane e internazionali, costruendo un fitto intreccio di rimandi tra linguaggi e sensibilità differenti.

Tra i punti salienti del progetto spicca una natura morta cubista del 1914 proveniente dalle collezioni del Centre Pompidou, che segna un primo, significativo punto di contatto tra Picasso e Morandi. La mostra include anche una rara Natura morta di Morandi del 1945–46, esposta alla Biennale del 1962 e qui presentata nuovamente in città per la prima volta, insieme a un nucleo di oggetti del suo studio – caraffe, vasi, fiori secchi – mostrati al pubblico inediti, a testimonianza del meticoloso processo di costruzione del motivo pittorico.

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Se le bricolage, gli assemblaggi e le scomposizioni di Picasso reinventano il linguaggio pittorico e riattualizzano il tema del memento mori, le composizioni seriali di bottiglie di Morandi, continuamente disposte e ridisposte sugli scaffali, si offrono come motivi sospesi in una dimensione quasi metafisica. Su un altro versante, le opere di Parmiggiani, vere e proprie ombre di oggetti ottenute con il fumo, riflettono sull’assenza e sulla scomparsa, aggiornando in chiave contemporanea l’eredità del genere della natura morta.

Natura morta con otre di Giorgio Morandi esposta a Venezia

Parmiggiani, le «Delocazioni» e un viaggio contemplativo

La relazione tra Morandi e Claudio Parmiggiani è al centro della seconda parte del percorso: l’artista ha frequentato lo studio del pittore bolognese durante gli anni di formazione e ne condivide una profonda affinità spirituale, evidente soprattutto nelle celebri Delocazioni. Per la mostra veneziana Parmiggiani ha realizzato una monumentale Delocazione site-specific, affiancata da un gruppo di sculture provenienti dal suo studio che ripercorrono l’intero arco della sua ricerca dagli anni Settanta in poi.

Assemblaggi, bassorilievi e sculture dialogano con i temi e i processi dell’œuvre picassiana, creando corrispondenze poetiche e formali che la curatrice trasforma in un vero e proprio viaggio contemplativo attraverso il genere della natura morta. Il visitatore è invitato a interrogare il rapporto tra tempo, realtà e rappresentazione, seguendo il filo che unisce tre protagonisti di epoche diverse, ma accomunati da un’attenzione radicale all’oggetto quotidiano.

Opera di Claudio Parmiggiani con ombre di oggetti in mostra a Venezia

La mostra prosegue il percorso tematico avviato da Tornabuoni Art con i progetti dedicati a Alighiero Boetti, Emilio Isgrò e Alberto Burri, e con On Fire del 2022, che riuniva sei maestri moderni e contemporanei attorno al tema del fuoco come strumento di creazione. Anche a Venezia l’accento è posto sulla forza del confronto tra generazioni e linguaggi, mettendo in luce come il genere della natura morta continui a essere un campo privilegiato di sperimentazione, tra pittura, scultura e installazione.

Ad accompagnare l’esposizione sarà un catalogo illustrato pubblicato da Forma Edizioni e curato da Cécile Debray con il supporto di Elizabeth de Bertier per Tornabuoni Art. Il volume raccoglie saggi della stessa Debray, di Lorenzo Balbi, direttore del Museo d’Arte Moderna di Bologna (MAMbo), e di Bruno Corà, presidente della Fondazione Burri, offrendo ulteriori strumenti di lettura sulle opere in mostra e sul ruolo della natura morta nella storia dell’arte del Novecento.

Foto: Ufficio Stampa

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