Venezia torna a essere uno dei centri più forti della scena contemporanea internazionale con la nuova mostra dedicata a Lorna Simpson, in programma a Punta della Dogana dal 29 marzo al 22 novembre 2026. Un progetto che segna un momento importante nel percorso espositivo di Palazzo Grassi, portando in Italia una delle voci più incisive dell’arte contemporanea americana.

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Lorna Simpson, Three Figures, 2014
Ink and screenprint on clayboard panels
Overall: 296.5 × 247.7 cm (9 ft 8 3/4 in × 97 1/2 in)
Forman Family Collection
Lorna Simpson, Three Figures, 2014
Ink and screenprint on clayboard panels
Overall: 296.5 × 247.7 cm (9 ft 8 3/4 in × 97 1/2 in)
Forman Family Collection

Entrare nella mostra di Lorna Simpson significa confrontarsi subito con immagini che non vogliono essere semplicemente guardate. Sono opere che ti fermano, ti costringono a rallentare. Il suo lavoro ruota attorno a temi come identità, genere, memoria e rappresentazione, ma lo fa senza mai essere didascalico. Simpson lavora per sottrazione, per frammenti, lasciando spazio a interpretazioni aperte.

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Uno degli elementi più riconoscibili è l’uso del corpo femminile, spesso presente ma mai completamente rivelato. In opere come Head on Ice #3 (2016), il volto appare parzialmente nascosto, quasi dissolto. L’immagine non è mai stabile: è costruita attraverso stratificazioni di stampa, pittura e materia. Questo crea una tensione continua tra visibile e invisibile.

La mostra costruisce un dialogo tra lavori storici e opere più recenti, mettendo in evidenza l’evoluzione del linguaggio dell’artista. In lavori come Three Figures (2014), la composizione si espande nello spazio, creando una narrazione frammentata che richiama l’archivio, la memoria collettiva, ma anche il vuoto di ciò che non viene raccontato.

Un altro elemento centrale è il rapporto con l’immagine fotografica. Simpson parte spesso da fotografie d’archivio, che vengono rielaborate, manipolate e trasformate in qualcosa di completamente nuovo. Non si tratta di semplice appropriazione: è un processo di riscrittura visiva che mette in discussione il modo in cui le immagini costruiscono identità e storia.

A Punta della Dogana, questo approccio si amplifica grazie allo spazio. Le opere dialogano con l’architettura, con la luce naturale, con il ritmo delle sale. Non c’è un percorso lineare: ogni stanza apre una possibilità diversa. È una mostra che funziona per accumulo, per stratificazione.

SIMPSON_HeadOnIce#3_LSimpson_2016_PhotoCred_JamesWang
Lorna Simpson, Head on Ice #3, 2016
Ink and screenprint on gessoed fiberglass
170.2 x 127 cm (67 x 50 in.) 
The Modern Art Museum of Fort Worth, Gift of the Director’s Council and Museum purchase, 2017 
© Lorna Simpson; courtesy the artist and Hauser & Wirth; photo by James Wang
Lorna Simpson, Head on Ice #3, 2016
Ink and screenprint on gessoed fiberglass
170.2 x 127 cm (67 x 50 in.)
The Modern Art Museum of Fort Worth, Gift of the Director’s Council and Museum purchase, 2017
© Lorna Simpson; courtesy the artist and Hauser & Wirth; photo by James Wang

Tra le immagini più forti c’è anche Woman on a Snowball (2018), una scultura che rompe il piano bidimensionale e introduce una presenza fisica nello spazio. Qui il corpo diventa volume, ma mantiene la stessa ambiguità delle opere su superficie: è reale, ma allo stesso tempo distante, quasi sospeso.

Questa mostra conferma la direzione di Palazzo Grassi e Punta della Dogana: portare a Venezia artisti che lavorano in profondità sul linguaggio e sui temi contemporanei, senza cercare scorciatoie spettacolari. Lorna Simpson non offre risposte semplici, e proprio per questo il suo lavoro resta necessario.

Mostra: Lorna Simpson, Punta della Dogana, Venezia
Date: 29 marzo 2026 – 22 novembre 2026

Lorna Simpson wearing Bottega Veneta, March 2026.
The exhibition “Lorna Simpson. Third Person” is exclusively supported by Bottega Veneta.

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