Il Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania alla 61. Biennale Arte di Venezia presenta “Minor Frequencies: The Inner Life Of A Nation”, una mostra corale che esplora la vita interiore della nazione tra corpo, memoria e resistenza.
Il Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania torna alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia con la mostra Minor Frequencies: The Inner Life Of A Nation, in programma dal 9 maggio al 22 novembre 2026. Un progetto che posiziona la Tanzania come una delle frequenze che animano la Biennale Arte 2026, invitando a spostare lo sguardo sui registri più intimi e sommessi della vita di una nazione.
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La partecipazione, promossa dal Ministero dell’Informazione, della Cultura, delle Arti e degli Sport della Repubblica Unita di Tanzania, ha come commissaria Leah Elias Kihimbi, Vicedirettrice per lo Sviluppo delle Arti del Ministero, e come curatrici Lorna Benedict Mashiba e Martina Cavallarin. Dopo l’esordio del 2024 in uno spazio più contenuto, il Padiglione si espande ora in una grande area di archeologia industriale, ponendosi sullo stesso piano delle principali nazioni presenti alla Biennale.

Un coro di frequenze minori tra corpo, gesto, archivio e mente
Al centro del percorso espositivo ci sono le opere degli artisti tanzaniani, che diventano espressione di frequenze interne, ciascuna legata a una linea di ricerca specifica: il Corpo di Turakella Editha Gyindo, il Gesto di Lazaro Samuel, l’Archivio di Valerie Asiimwe Amani, la Mente di Amani Abeid. Intorno a questo nucleo, un ampio gruppo di espositori provenienti da geografie plurali – tra cui Alice Andreoli, Christian Balzano, Gheorghe Fikl, Maria Elisabetta Novello, Michele Tombolini, Sasha Vinci, Zhai Xudong e molti altri – contribuisce a espandere la vita interiore della Nazione Tanzania.
Il progetto curatoriale sceglie deliberatamente di ascoltare il rumore di fondo, oltre i grandi proclami. Qui il “minore” non è riduttivo, ma intimo e prezioso: porta con sé memoria, respiro e resistenza. La rappresentazione della Tanzania non passa attraverso slogan, ma attraverso percezioni sussurrate, facendo emergere la nazione come presenza sensibile e organica, in dialogo con un coro polifonico di linguaggi e provenienze.
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Nello spazio della mostra, le opere abitano un impianto scenico orchestrato con ritmica sincopata e non lineare, intervallato da quinte che accolgono installazioni multidisciplinari, collage, scritte poliglotte, luci, suoni, interventi grafici, pittura e scultura. L’obiettivo è posizionare lo sguardo laterale degli artisti tanzaniani come punto privilegiato di osservazione, moltiplicando le prospettive e accogliendo visioni alternative all’interno della totalité-monde. In questo modo le opere non solo rappresentano la Nazione, ma ne interpretano la dimensione più profonda, contribuendo ad amplificare il ruolo della Tanzania nel panorama internazionale dell’arte contemporanea.

Le sedi veneziane e le informazioni per la visita
Il Padiglione tanzaniano trova casa alla Gervasuti Foundation at Supernova, in zona Cannaregio 3218/A, Fondamenta della Sensa, e alla Gervasuti Foundation – Palazzo Canova in Calle Lunga Santa Caterina, sede non presidiata ma liberamente fruibile negli orari di apertura. Il percorso si sviluppa come un’architettura mobile, fatta di derivazioni e analogie che collegano simbolicamente la Tanzania a Venezia – e ritorno – in un nomadismo che si estende in reticoli.
Alla Gervasuti Foundation at Supernova l’orario estivo, dal 9 maggio al 27 settembre, è fissato tra le 11:00 e le 19:00, mentre dal 29 settembre al 22 novembre l’apertura è tra le 10:00 e le 18:00, con chiusura il lunedì (ad eccezione di alcune date segnalate dal Padiglione). Le stesse fasce orarie valgono per Palazzo Canova, che rimane accessibile come spazio di visita autonoma lungo tutto il periodo espositivo.

La mostra si inserisce nel programma ufficiale della Biennale Arte 2026, con pre-opening dal 6 all’8 maggio, dalle 10:00 alle 20:00, riservato alla stampa accreditata e ai visitatori muniti di invito nominativo e Biennale Card. La conferenza stampa e la cerimonia di inaugurazione sono in calendario per giovedì 7 maggio alle 17:30 presso Gervasuti Foundation at Supernova, seguite da una visita guidata con le curatrici e gli artisti e da un cocktail di benvenuto, fino a esaurimento posti.
Il Padiglione è realizzato in collaborazione con Rangi Gallery di Dar es Salaam e Gervasuti Foundation London-Venice, con la produzione di MilleEventi | Venice & Everywhere e l’organizzazione di Techne Art Service e PRS Impresa Sociale. Un progetto corale che, attraverso una costellazione di artisti e partner internazionali, costruisce un lessico condiviso per raccontare la vita interiore della Tanzania oltre ogni semplificazione.
Foto: Ufficio Stampa