Radio GAMeC torna con la nuova stagione “Pedagogy of Hope”, evento collaterale della Biennale Arte 2026: sei giorni di dirette da Venezia e una programmazione fino al 22 novembre su radio.gamec.it.

Radio GAMeC torna protagonista alla Biennale Arte 2026 con la nuova stagione Pedagogy of Hope, un progetto che trasforma la radio in strumento di educazione critica e partecipata. Dal 5 maggio la programmazione prenderà il via a Venezia come Evento Collaterale, per poi proseguire fino al 22 novembre in streaming sulla nuova web radio della GAMeC, accessibile all’indirizzo radio.gamec.it.

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A curare Pedagogy of Hope sono Lorenzo Giusti e Lara Facco, che impostano il palinsesto come un processo aperto, costruito nel tempo grazie agli incontri e alle relazioni che nasceranno nel corso della Biennale e nei mesi successivi. Al centro, una domanda chiave: quali conoscenze e competenze servono per comprendere e trasformare la realtà contemporanea, in un mondo in cui algoritmi e flussi digitali “educano” in modo automatico?

Allestimento dello spazio fisico di Pedagogy of Hope di Radio GAMeC a Venezia

Dirette da Radio Vanessa e una sede fisica aperta al pubblico

Dal 5 maggio a domenica 10 maggio Radio GAMeC sarà in onda dagli spazi di Radio Vanessa, storica radio libera cittadina fondata clandestinamente nel 1978 e ancora oggi unica emittente a trasmettere in FM dal centro storico, tra l’Arsenale e i Giardini. Per l’intera settimana veneziana, la sede fisica del progetto al civico 1923 di Fondamenta de la Tana, nel sestiere Castello, sarà aperta quotidianamente come spazio di ascolto, incontro e partecipazione.

Qui l’esperienza in presenza si intreccerà con la diffusione in FM su Radio Vanessa e con lo streaming sulla piattaforma radio.gamec.it, ripensando la radio come dispositivo di ascolto e apprendimento condiviso. Tutti i contenuti prodotti confluiranno nell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia e saranno poi resi disponibili online come risorsa pubblica.

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Un palinsesto globale tra arti visive, pedagogia e tecnologie

In dialogo con il tema della Biennale In Minor Keys, ideato da Koyo Kouoh, Pedagogy of Hope punta a valorizzare prospettive decentralizzate e forme di conoscenza non egemoniche. Il programma prevede dialoghi in italiano e inglese con ospiti provenienti da diversi ambiti di ricerca, dalle arti visive e performative alla filosofia, dalla scienza ai media studies, fino all’antropologia e alla musica.

Tra le artiste e gli artisti internazionali coinvolti figurano, tra gli altri, Ei Arakawa – Nash, Sammy Baloji, Éric Baudelaire, il collettivo blaxTARLINES KUMASI, Eglė Budvytytė, Bonnie Devine, Natalia Lassalle – Morillo, Guadalupe Maravilla, Nonument Group, Gala Porras – Kim, Tabita Rezaire, Himali Singh Soin & David Soin Tappeser, Kemang Wa Lehulere. Le loro narrazioni porteranno al centro le pratiche contemporanee e le urgenze educative del nostro tempo.

Ritratto della compositrice keniota Nyokabi Kariũki, autrice del brano Pedagogy of Hope

Dalla filosofia all’intelligenza artificiale: gli ospiti e la colonna sonora

Ad ampliare il confronto intervengono anche autrici e autori come Aliaskar Abarkas, Chiara Bersani, Chiara Camoni, Mohammad AlFaraj, Gabrielle Goliath, Dan Lie, Ahmet Öğüt, Hito Steyerl e Cecilia Vicuña, chiamati a esplorare temi come l’estetica della disabilità, la decolonialità e la mediazione digitale della realtà. Sul versante curatoriale e pedagogico interverranno, tra gli altri, il filosofo Federico Campagna, il professore di Scienze Cognitive ed Educazione Howard Gardner, la ricercatrice Els Silvrants – Barclay, le curatrici Ute Meta Bauer e Janna Graham e i curatori Philippe Pirotte e Sam Thorne.

L’ambito scientifico e tecnologico sarà affrontato grazie ai contributi dell’esperto di data science e intelligenza artificiale Georg Fuchs, del professore di Ingegneria Informatica Juan Carlos De Martin, del filosofo della scienza ed evoluzionista Telmo Pievani, della studiosa di semantica computazionale Aurélie Herbelot e del ricercatore di tecnologie quantistiche Tommaso Calarco. Non mancheranno gli sguardi critici sui media e sui cultural studies con Marie Moïse e McKenzie Wark, l’antropologo Tim Ingold e, sul fronte musicale, il trombettista Paolo Fresu e il cantautore Vasco Brondi.

Vista dello spazio di Radio GAMeC per Pedagogy of Hope alla Biennale Arte 2026

Ciascun episodio della stagione sarà introdotto dal brano Pedagogy of Hope, composto appositamente dalla musicista e performer keniota Nyokabi Kariũki, la cui ricerca attraversa musica classica contemporanea, elettronica sperimentale, sound art e tradizioni musicali dell’Africa orientale. La conduzione vedrà alternarsi diversi host che affiancheranno Lorenzo Giusti e Lara Facco, supportati da un team corale di professionisti tra cui Andrea Contin, Guia Cortassa, Micaela Deiana, Silvia Franceschini, Ilaria Gadenz, Valentina Gervasoni, Ilaria Gianni, Irene Guandalini, Alice Labor, Greta Martina, Barbara Meneghel, Nicola Ricciardi e Jelena Sofronijevic.

Nuovi collaboratori si uniranno progressivamente al progetto, mantenendo aperta la struttura del palinsesto e restituendo una pluralità di sguardi lungo l’intero arco della stagione. Con Pedagogy of Hope, Radio GAMeC consolida il proprio ruolo di piattaforma dove arte, pensiero critico e pratiche educative si incontrano, dentro e oltre la cornice della Biennale.

Foto: Ufficio Stampa

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