Il Regno del Marocco debutta alle Artiglierie dell’Arsenale alla Biennale Arte 2026 con “Asǝṭṭa”, installazione monumentale di Amina Agueznay curata da Meriem Berrada, dedicata a soglie, memoria e artigianato.
Per la 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, il Regno del Marocco presenta per la prima volta all’Arsenale il suo padiglione nazionale, affidato all’installazione monumentale Asǝṭṭa di Amina Agueznay, a cura di Meriem Berrada. Il progetto si inserisce nel tema In Minor Keys, scelto da Koyo Kouoh, e mette al centro l’artigianato tradizionale e la memoria condivisa.
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Allestita nelle Artiglierie dell’Arsenale, Asǝṭṭa – termine in lingua Amazigh che indica la tessitura rituale – diventa una grande soglia da attraversare, evocando gesti, voci e materiali che tengono vive le tradizioni artigianali marocchine. La mostra sarà visitabile dal 9 maggio al 22 novembre 2026 all’Arsenale di Venezia.

Un padiglione tra soglie, gesti e memorie
Concepita appositamente per il Padiglione del Marocco, Asǝṭṭa è descritta come una seconda pelle per la Sala dell’Artiglieria: uno spazio che rivela strati di tempo, frammenti di narrazioni e memorie personali. Al centro della ricerca c’è la âatba, la soglia tra interno ed esterno, privato e pubblico, sacro e profano, elemento chiave dell’architettura vernacolare marocchina.
Intrisa di ritualità, questa soglia si trasforma in un ambiente abitato e in continua transizione, dove i saperi artigianali non sono feticizzati ma attivati come linguaggio e pensiero in azione. Nel solco di In Minor Keys, il padiglione privilegia narrazioni sottili, pratiche silenziose e memorie che si tramandano di mano in mano, dando visibilità a talenti spesso rimasti ai margini.
Come sottolinea Meriem Berrada, Asǝṭṭa rende omaggio a questi custodi di saperi antichi, riconoscendoli come risorse fondamentali e protagonisti di una vera e propria archeologia vivente dei gesti, capace di generare nuove forme a partire da un’eredità ancestrale.
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Amina Agueznay e il dialogo con le comunità artigiane
Da oltre vent’anni Amina Agueznay porta avanti una ricerca radicata nei saperi vernacolari marocchini, traducendo materiali tradizionali e pratiche collettive in installazioni che diventano spazi da abitare. Con una formazione in architettura, l’artista calibra scala, ritmo e materia in relazione ai luoghi, mantenendo sempre una monumentalità discreta che non tradisce l’essenza dei materiali.

Attraverso workshop, residenze e progetti in situ in diverse regioni del Regno, Agueznay lavora a stretto contatto con filatrici, ricamatrici, cestai, orafi, apprendisti e maestri artigiani. Installazioni come Noise, Curriculum Vitae, Aouinates e Fieldworks testimoniano una costante attenzione ai gesti ancestrali e ai fili invisibili del sapere tramandato di generazione in generazione.
Nel suo lavoro, ogni intreccio, spirale e cucitura custodisce storie ma anche silenzi, in una continua esplorazione del rapporto tra territorio, corpo, memoria e paesaggio. Non a caso l’artista definisce il patrimonio come una sostanza viva, per cui l’innovazione ne rappresenta la forza vitale.

La visione curatoriale e il ruolo del padiglione marocchino
La curatrice Meriem Berrada, direttrice artistica e curatrice attiva tra Africa e mondo arabo, concentra la propria pratica sulle intersezioni tra arte, artigianato e fotografia nelle narrazioni contemporanee. Il suo legame con Agueznay nasce nel 2018, con il progetto Noise ad Assilah, una vera e propria biblioteca di materiali sviluppata durante un workshop di tessitura, e prosegue oggi nel contesto della Biennale.
Guidato dal Ministero della Gioventù, della Cultura e della Comunicazione, il Padiglione del Marocco alla Biennale Arte 2026 celebra la scena culturale del Paese e ne rafforza la visibilità internazionale. Come sottolinea il commissario Mohamed Benyaacoub, la visione del padiglione intreccia i fili della tradizione e dell’innovazione, collegando narrazioni e memorie in uno spazio di ricerca, riflessione e dialogo pienamente inserito nelle dinamiche artistiche globali.
Foto: Ufficio Stampa