Il Padiglione Ucraina alla 61. Biennale di Venezia presenta Security Guarantees di Zhanna Kadyrova: il viaggio della scultura The Origami Deer, tra memoria del Budapest Memorandum, guerra e fragili promesse di pace.

Alla 61. Mostra Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, il Padiglione nazionale dell’Ucraina presenta il progetto Security Guarantees, un’esposizione dedicata al lavoro dell’artista Zhanna Kadyrova. Dal 9 May – 22 November 2026, la mostra, curata da Ksenia Malykh e Leonid Marushchak, riflette sulla fragilità delle promesse internazionali e sulla resilienza del popolo ucraino.

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Al centro del progetto c’è la scultura The Origami Deer, installata per la prima volta nel 2019 nel parco Yuvileyniy a Pokrovsk, nella regione di Donetsk, sul basamento di un jet sovietico Su-7, un tempo vettore di armi nucleari. La trasformazione di un simbolo militare in un cervo di carta diventa il punto di partenza per interrogare il valore delle garanzie di sicurezza concesse all’Ucraina dopo il Budapest Memorandum.

L'artista ucraina Zhanna Kadyrova con la scultura The Origami Deer, protagonista del Padiglione Ucraina alla Biennale di Venezia 2026.

Dal Budapest Memorandum al viaggio di una scultura

Security Guarantees richiama l’accordo del 1994 con cui l’Ucraina rinunciò al proprio arsenale nucleare entrando nel Trattato di non proliferazione, in cambio di assicurazioni sulla propria integrità territoriale. Come ricordano i curatori, quelle garanzie si sono rivelate vuote dopo l’invasione su larga scala della Russia, lasciando il Paese senza strumenti di difesa alla pari.

La stessa Kadyrova sottolinea la dimensione simbolica dell’opera: il cervo è nato davvero da un foglio piegato seguendo le istruzioni, poi trasformato in modello e infine in scultura. In questa scelta formale, il riferimento alla “carta” su cui erano scritte le garanzie del Memorandum diventa metafora della loro inconsistenza. Nel 2024, con l’avvicinarsi della linea del fronte a Pokrovsk, l’artista, insieme all’ONG Museum Open for Renovation, a tecnici e lavoratori municipali, ha organizzato l’evacuazione della scultura.

Per il co-curatore e storico Leonid Marushchak, impegnato sin dall’inizio del conflitto nella messa in sicurezza del patrimonio culturale vicino al fronte, The Origami Deer non è una semplice scultura da parco, ma un simbolo di modernità e di trasformazione delle narrazioni storiche nello spazio pubblico. Il suo spostamento racconta, tappa dopo tappa, la storia recente dell’Ucraina.

Visualizzazione della scultura The Origami Deer sospesa su un camion, parte del progetto Security Guarantees del Padiglione Ucraina a Venezia.

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Venezia come tappa di un esilio forzato

A Venezia il progetto si articola in due sedi. La scultura è prevista in uno spazio pubblico, sospesa sul braccio di una gru montata su un camion lungo la Riva Ca’ di Dio. Questa condizione di sospensione, spiegano i curatori, restituisce l’incertezza che molti ucraini vivono oggi e diventa metafora di uno sradicamento forzato: il cervo ha lasciato il suo piedistallo e ora vaga nel mondo, con Venezia come una tappa del suo viaggio.

La seconda parte della mostra sarà ospitata nel padiglione ucraino all’Arsenale, nelle Sale d’Armi (edificio A, primo piano). Qui il pubblico troverà materiali d’archivio legati al Budapest Memorandum e la documentazione video dell’evacuazione e del percorso della scultura verso la laguna, realizzata con il contributo di Natalka Dyachenko, Pavel Sterec e Max Maslo.

Frame video che documenta l'evacuazione della scultura The Origami Deer da Pokrovsk verso l'Europa.

Un cervo di carta tra le città europee

Prima di approdare alla Biennale, The Origami Deer è destinata a essere presentata in sei città europee: l’8 marzo a Varsavia, il 10 marzo a Vienna, il 12 marzo a Praga, il 14 marzo a Berlino, dal 17 al 20 marzo a Bruxelles e il 23 marzo a Parigi. Ogni tappa arricchisce il corpus di immagini e video che confluirà nell’allestimento veneziano, rafforzando l’idea di un’opera in viaggio insieme al proprio Paese.

La commissaria del padiglione, Tetyana Berezhna, vice primo ministro per la politica umanitaria e ministra della cultura ucraina, sottolinea come il tema delle garanzie di sicurezza attraversi tutti i negoziati e le conversazioni sul futuro dell’Ucraina. Il passaggio da un potente jet militare a un fragile cervo origami interroga il senso stesso di protezione e invita a ripensare un ordine mondiale che ha mostrato tutti i suoi limiti.

Con Security Guarantees, il Padiglione Ucraina propone così una riflessione che unisce memoria, geopolitica e scultura contemporanea, trasformando un’opera pubblica in un racconto mobile di guerra, pace mancata e responsabilità internazionale.

Foto: Ufficio Stampa

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