Non solo “anni di piombo”: dal Piper all’RCA, la mostra rappresenta il racconto corale di una stagione irripetibile, fatta di radio libere, sperimentazioni artistiche e grande vitalità
Un percorso immersivo, nel senso più antico e piacevole del termine, accompagnerà dal 1 maggio al 12 luglio i visitatori della mostra ROMASUONA. La musica in Italia 1970-1979, al secondo piano di Palazzo Esposizioni: una mostra che fra note, luci e odori ripercorre un decennio cruciale della storia italiana attraverso la rivoluzione dei linguaggi musicali, in un’epoca segnata dall’espansione dell’industria discografica e dall’avvento pionieristico delle radio libere.
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Letteratura, arti visive e cinema si intrecciano e l’espressione musicale diventa un terreno di confonto fra istanze politiche e sperimentazioni artistiche: ROMASUONA dialoga infatti principalmente – e già dalla prima sala – con la grande mostra al piano nobile su Mario Schifano, richiamando la celebre serata Grande angolo, sogni & stelle, organizzata dallo stesso Schifano al Piper Club di Roma il 28 dicembre 1967, in cui si esibiva il gruppo rock progressive Le Stelle di Mario Schifano.

ROMASUONA, un’immersione negli anni ’70
Il cuore pulsante del progetto è un corpus di circa 700 scatti fotografici, in gran parte inediti, che catturano l’energia dei grandi palchi, l’intimità dei backstage e la spontaneità delle piazze. Ma l’esperienza non si ferma allo sguardo: c’è lo smellscape romano, formato da tre fragranze create da Giovanna Zucconi che ricostruiscono i profumi degli anni ’70, la soundtrack dinamica, una colonna sonora di 300 brani, che verrà aggiornata ogni due settimane, e infine le sequenze luminose ideate da Luca Bigazzi che contribuiscono ad accrescere la percezione delle molte anime che hanno attraversato il decennio, alcune delle quali raccontate in una serie di video-interviste realizzate appositamente per l’esposizione da Stefano Pistolini, con Renzo Arbore, Teresa De Santis, Federico Guglielmi, Carlo Massarini, Ettore Rosboch e Franco Schipani
ROMASUONA non è solo un’esposizione, ma un racconto corale che restituisce a Roma il suo ruolo di capitale artistica e musicale del tempo: come sottolinea il curatore Guido Bellachioma, negli anni ’70 Roma era un centro nevralgico unico in Europa, grazie alla presenza di oltre cento club e alla centralità dell’RCA italiana. “L’RCA era l’unica etichetta europea a ciclo continuo: faceva le produzioni, le registrazioni in studi all’avanguardia e, soprattutto, era l’unica che stampava. Solo a Roma facevi tutto, dalla A alla Z” ha dichiarato Bellachioma, ricordando come la città fosse anche il fulcro della distribuzione musicale radiotelevisiva prima dell’avvento dei network nazionali.

Non solo anni di piombo
L’Assessore alla Cultura del Comune di Roma, Massimiliano Smeriglio, ha voluto precisare come la mostra miri a superare la narrazione univoca del decennio: “Non sono stati solo esclusivamente anni di piombo. Sono stati anni di grande crescita, vitalità, libertà e autonomia”. Smeriglio ha tenuto a ribadire che l’esposizione evidenzia le rivoluzioni del costume e della cultura e come queste abbiano lasciato segni più profondi di quelle politiche, cambiando radicalmente il senso comune del Paese.
“È stata una complessa armonia riuscire a mettere tutto quanto d’accordo, perché qua non racconto quello che piace a Guido Bellachioma, ma racconto quello che storicamente Roma era, la capitale artistica e musicale d’Italia. E lo era perché nel 1970 a Roma esistevano tutti i club di cui si sono esposte le immagini, esistevano i casinò, i luoghi della musica ormai dimenticati. E non a caso abbiamo fatto una mappa, disegnata molto bene da Artonia, che sta proprio all’entrata della mostra, che racconta nella prima sala i 100 luoghi della musica a Roma. Roma era veramente incredibile in quel, in quel momento”
Un ponte fra i luoghi della cultura romana
E se il percorso si apre idealmente in continuità con la retrospettiva su Mario Schifano, ricordando la serata multimediale al Piper del 1967, come evidenziato dal Presidente Marco Delogu, la mostra crea un ponte tra i luoghi della cultura romana, dal Piper al Mattatoio, celebrando figure come Giovanna Marini e il Banco del Mutuo Soccorso.
La chiusura è affidata al Festival Internazionale dei Poeti di Castelporziano (1979), un evento che Bellachioma definisce un esempio di “complessa armonia” e che Smeriglio ricorda come un “magnifico disastro amministrativo” ma un immenso successo di costume, capace di riunire icone come Allen Ginsberg e Fernanda Pivano sul litorale romano.

ROMASUONA, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, ideata, prodotta e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo, sarà aperta al pubblico fino al 12 luglio. Orari: Martedì-domenica, 10.00 – 20.00. Lunedì chiuso Biglietti: Intero € 15,00; Ridotto (19-26 anni e over 65) € 12,00; Ragazzi (7-18 anni) € 7,00. Info: www.palazzoesposizioniroma.it.