Una guida alle esposizioni da non perdere tra musei, fondazioni e spazi indipendenti della città.

Bologna continua a essere uno dei centri più vitali del panorama artistico italiano, con una programmazione che attraversa musei, fondazioni e spazi indipendenti. Anche maggio offre una selezione di mostre capaci di raccontare linguaggi diversi, tra grandi nomi, nuove ricerche e progetti espositivi che dialogano con la storia e l’identità culturale della città. Ecco una mappa essenziale per orientarsi tra le esposizioni da non perdere.

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I musei di Bologna si distinguono per una programmazione che unisce eredità storica e sperimentazione contemporanea.

Spazio neon

Caro Alberto
spazio neon –  via San Donato 24b – Bologna
24 aprile – 22 maggio

Dal 24 aprile 2026 lo spazio neon di Bologna ospita la terza tappa di Caro Alberto, progetto espositivo dedicato alla memoria di Alberto Garutti, artista e docente scomparso nel 2023 e figura centrale dell’arte pubblica italiana. La mostra, aperta fino al 22 maggio 2026 con ingresso gratuito, si inaugura venerdì 24 aprile alle ore 17.00.

Curata da Giacinto Di Pietrantonio, l’esposizione riunisce una costellazione di cartoline-opera nate dal dialogo tra numerosi artisti, molti dei quali ex studenti di Garutti. Dopo le tappe allo spazio non profit Tempesta di Recanati e ad Alvèus Studio a Roma, il progetto approda ora a Bologna, città con cui l’artista ha intrecciato un rapporto intenso anche attraverso l’Accademia di Belle Arti.

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Bernd & Hilla Becher alla Fondazione MAST

Bernd & Hilla Becher – History of a Method
Fondazione MAST – via Speranza 42, Bologna
23 aprile-27 settembre 2026
info sul sito

Alla Fondazione MAST di Bologna arriva la mostra Bernd & Hilla Becher – History of a Method, in programma dal 23 aprile – 27 settembre 2026. Il progetto espositivo ripercorre il lavoro del celebre duo di fotografi tedeschi, noto per l’attenzione ai paesaggi industriali e alle architetture tecniche, attraverso una selezione di immagini e materiali che mettono in luce la loro rigorosa metodologia di lavoro.

I Bernd & Hilla Becher sono rappresentati in mostra con diverse serie che attraversano più decenni, dalle prime sperimentazioni grafiche e fotografiche fino alle celebri tipologie di torri di raffreddamento, torri di estrazione e case a graticcio. Le opere arrivano da importanti archivi e collezioni, tra cui Die Photographische Sammlung/SK Stiftung Kultur – Bernd & Hilla Becher Archiv di Colonia e altre istituzioni europee.

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Bansky prima di essere Banksy

Banksy Archive 01 – The School of Bristol (1983–2005)
Palazzo Fava – Via Manzoni 2 – fino al 2 agosto 2026
per info consultare il sito.

Bansky

Il contesto storico e sociale nel quale il fenomeno Banksy è nato e si è sviluppato è al centro della mostra Banksy Archive 01 – The School of Bristol (1983–2005), a fino al 2 agosto al Palazzo Fava di Bologna, con la curatela di Stefano Antonelli e Gianluca Marziani: 300 opere che non vogliono glorificare il mito commerciale, ma tornare alle radici dell’artista e leggere in trasparenza il suo messaggio più attuale.

Non solo le opere, con le quali Banksy ha sempre avuto un rapporto particolare, ma anche materiali d’archivio, documenti inediti e ricerche accademiche indipendenti, per ricostruire il periodo compreso tra il 1983 e il 2005, fase decisiva per la formazione dell’iconografia e delle sue strategie visive, che hanno reso Banksy una delle figure più influenti dell’arte contemporanea

Frida Kahlo come non l’avete mai vista

Frida Kahlo. Lo sguardo come identità
Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna – fino al 27 settembre 2026
Per info consultare il sito.

Frida Kahlo Bologna

La mostra riunisce 70 fotografie originali dedicate a Frida Kahlo, firmate da alcuni tra i più importanti fotografi del Novecento, da Edward Weston a Nickolas Muray. Più che una biografia per immagini, il percorso prova a smontare la Frida trasformata in icona pop, merchandising e simbolo replicato all’infinito, restituendo la complessità di un’artista che ha usato il proprio volto come linguaggio politico, identitario e visivo.

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MATTIA MORENI, un progetto diffuso in Emilia Romagna

Mattia Moreni. L’antologica di Bologna
MAMbo-Museo d’Arte Moderna di Bologna – fino al 31 maggio 2026
Per info consultare il sito.

John Giorno al MAMbo

John Giorno: The Performative Word
MAMbo / Museo d’Arte Moderna di Bologna – fino al 3 maggio 2026
Per info consultare il sito.

La prima grande retrospettiva italiana, allestita nella Sala delle Ciminiere, che celebra uno dei protagonisti più radicali e visionari della cultura contemporanea. Epicentro della mostra è Dial-A-Poem, iconica opera interattiva con cui l’artista ha reso fruibili al pubblico, attraverso un numero di telefono da comporre, le registrazioni delle voci di poeti, artisti, musicisti e attivisti intenti a leggere le proprie composizioni.

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Pointing Nemo al CUBO

Pointing Nemo. Oltre lo spazio verso gli abissi
CUBO – fino al 26 maggio 2026
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Mostra personale del collettivo IOCOSE, a cura di Federica Patti, fa parte della nona edizione di das – dialoghi artistici sperimentali in occasione di ART CITY Bologna 2026. Il progetto espositivo si sviluppa nelle due sedi bolognesi di CUBO – Porta Europa e Torre Unipol – e propone una riflessione lucida e ironica sul movimento NewSpace.

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Immagini: Shutterstock e uffici stampa

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