La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea dedica il programma “Artista alla GNAMC” 2026 a Marinella Senatore, tra disegni, collage, arazzi monumentali e pratiche partecipative.
Per il 2026 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea sceglie Marinella Senatore come Artista dell’anno, inaugurando un progetto che va oltre la tradizionale mostra temporanea. Dal 28 aprile 2026 al 31 dicembre 2026 una sala del museo di Roma ospiterà oltre quaranta opere tra disegni, collage, arazzi e una scultura luminosa, diventando il centro di un anno di attività pubbliche, incontri e workshop.
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L’iniziativa “Artista alla GNAMC”, promossa dalla direttrice Renata Cristina Mazzantini, si ispira ai programmi di visiting artist delle grandi istituzioni internazionali: un artista italiano è invitato per un intero anno, con un allestimento dedicato e un fitto calendario di appuntamenti rivolti a pubblico, studiosi e studenti delle Accademie e delle facoltà di Valle Giulia.

Un anno, un’artista, una sala: il progetto alla GNAMC
Nel caso di Marinella Senatore, tra le figure più influenti dell’arte contemporanea italiana, il museo mette a fuoco una pratica che da anni intreccia estetica, pedagogia e costruzione di comunità. Dal 2012, con la piattaforma educativa nomade The School of Narrative Dance, l’artista ha coinvolto oltre 8 milioni di persone in più di 23 paesi, trasformando workshop e performance collettive in dispositivi di autoformazione, dove il corpo diventa strumento cognitivo attraverso movimento, voce e presenza.
La sala alla GNAMC segna un momento di svolta nella sua ricerca: per la prima volta il paesaggio e la tessitura entrano in modo strutturale nel suo linguaggio. La serie di 32 disegni It’s Time to Go Back to the Street costruisce una vera e propria topografia dinamica fatta di mindful movement, parkour e coreografie collettive, mentre i 5 disegni dedicati alla Divina Commedia mettono in dialogo grafite e carboncino su carta antiacido con una riflessione sul corpo in azione nello spazio.

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Collage, arazzi monumentali e scultura luminosa
Accanto ai disegni, in sala compaiono due collage inediti della serie The Creation of a Context, realizzati con foglia oro e tecnica mista su tavola. Qui parola e immagine si intrecciano: i testi, generati nei laboratori con diverse comunità, emergono come condensazioni di esperienza su superfici stratificate, restituendo la dimensione corale alla base della poetica di Senatore.
Il nucleo centrale dell’allestimento è costituito dai quattro arazzi monumentali inediti The Theatre of Commons, ciascuno di 300 x 200 cm, realizzati con la Chanakya School of Craft di Mumbai. In queste opere la tessitura diventa pratica di autonomia e identità: ogni filo registra un passaggio, ogni livello nasce dalla negoziazione tra gesto individuale e dimensione collettiva, tenendo insieme tradizione e contemporaneità. A completare il percorso è la scultura luminosa Remember The First Time You Saw Your Name (2021), realizzata con lampadine a led e flex led su struttura in legno, cifra ormai riconoscibile dell’immaginario dell’artista.

Un teatro di esperienze collettive
Coerentemente con questa visione, la sala non sarà solo uno spazio espositivo, ma il fulcro di un programma che intreccia esposizione, formazione e confronto. Lecture, workshop e momenti di incontro – pensati anche per comunità che di solito restano ai margini delle istituzioni culturali – diventeranno parte integrante dell’opera, trasformando il museo in un ambiente in cui la conoscenza nasce dall’esperienza condivisa.
Il calendario si apre il 28 aprile con Io contengo moltitudini, incontro che Marinella Senatore terrà con le studentesse e gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma: una introduzione alla sua pratica seguita da un’esperienza comune di movimento somatico, dedicata a esplorare ascolto, presenza e relazione. Il progetto è sostenuto dagli sponsor istituzionali della GNAMC – tra cui Autostrade per l’Italia, Banca Ifis, Enel, Fondazione Roma, Gruppo Fs, Intesa Sanpaolo, Maire, Webuild – che hanno reso possibile la realizzazione e l’acquisizione in collezione dei collage The Creation of a Context e degli arazzi The Theatre of Commons, mentre l’opera luminosa Remember The First Time You Saw Your Name è stata generosamente donata dall’artista.
Foto: Mazen Jannoun / Courtesy GNAMC