Alla Biennale Arte 2026 il Padiglione della Santa Sede, curato da Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers, trasforma Venezia in una preghiera sonora ispirata a Santa Ildegarda di Bingen tra Giardino Mistico e Complesso di Santa Maria Ausiliatrice.
Alla Biennale Arte 2026 la Santa Sede torna a Venezia con il padiglione L’orecchio è l’occhio dell’anima, un progetto che sceglie il suono, più che l’immagine, per rileggere l’eredità di Santa Ildegarda di Bingen. Curato da Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers, in collaborazione con il collettivo Soundwalk Collective, il padiglione si sviluppa in due sedi complementari: il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi a Cannaregio e il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice a Castello.
L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura
Il punto di partenza è la figura di Ildegarda di Bingen, badessa medievale, poetessa, guaritrice e compositrice, proclamata Santa e Dottore della Chiesa nel 2012. La sua idea di suono come via di conoscenza – un passaggio dal respiro al canto fino alla comprensione – diventa la chiave per un percorso che invita a rallentare, ad ascoltare e a sostare in una dimensione contemplativa, lontana dalla “cacofonia ansiosa” del presente.

Un giardino che diventa partitura sonora
Nel Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi, spazio monastico seicentesco custodito dalla comunità dei Carmelitani, il padiglione prende la forma di una preghiera sonora collettiva. Ventiquattro tra compositori, musicisti, poeti e artisti – da Brian Eno a Caterina Barbieri, da FKA twigs a Patti Smith, fino a Terry Riley e alle monache benedettine dell’Abbazia di Santa Ildegarda di Bingen – rispondono ai canti, agli scritti e alle visioni della santa attraverso voce, strumenti e, talvolta, silenzio.
Le opere, fruibili tramite cuffie, sono intrecciate in un unico ambiente sonoro ideato da Soundwalk Collective: il giardino stesso viene “ascoltato” in tempo reale da uno strumento acustico su misura che trasforma i dati bioelettrici delle piante, la micro-acustica di vento, acqua, legno, insetti e suolo in una composizione in continua evoluzione. L’installazione privilegia interiorità ed equilibrio, facendo dell’ascolto un esercizio di presenza rituale e meditazione condivisa, in sintonia con la Viriditas ildegardiana, quella “verdezza” che indica una forza vitale capace di guarigione.
LEGGI ANCHE: Giornata Mondiale dell’Arte 2026: cos’è, perché si celebra il 15 aprile e cosa fare oggi

Uno scriptorium contemporaneo tra archivio e cinema
Attraversando la città si arriva al Complesso di Santa Maria Ausiliatrice, trasformato in uno scriptorium contemporaneo. Qui il padiglione prosegue il cantiere aperto con Opera Aperta (2025), progetto architettonico di Tatiana Bilbao Estudio, MAIO Architects e DOGMA, e si articola in tre poli: un archivio vivente dedicato a Ildegarda, la liturgia sonora delle monache di Eibingen e l’ultima monumentale installazione filmica di Alexander Kluge, 12 Stations to Hildegard of Bingen.
L’archivio, sviluppato con suor Maura Zátonyi OSB e l’Accademia di Santa Ildegarda, raccoglie una biblioteca multilingue dei testi della santa, i libri d’arte di Ilda David’ e il progetto di un nuovo monastero contemporaneo. L’opera di Kluge, articolata in dodici stazioni distribuite in tre ambienti secondo la logica del restauro in corso, dà anche il titolo al padiglione e intreccia immagini e cinema in un percorso che riflette sul vedere e sull’ascoltare come atti spirituali e politici.

Orari, sedi e un invito all’ascolto
Il padiglione è ospitato al Complesso di Santa Maria Ausiliatrice (Fondamenta S. Gioachin, Castello 450) e al Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi (Cannaregio 54). Per il giardino è richiesta la prenotazione tramite il sito www.coopculture.it/it/, mentre l’accesso al complesso non prevede prenotazione.
Orari di ingresso: 11-19 da maggio a settembre e 10-18 da ottobre al 22 novembre, con chiusura il lunedì (eccetto 11 maggio, 1 giugno, 7 settembre e 16 novembre). Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, www.dce.va.
Accompagnato dal sostegno di partner come Intesa Sanpaolo e dstgroup, il Padiglione della Santa Sede propone un’esperienza che, tra natura, tecnologia e memoria, rimette al centro l’ascolto come pratica estetica e spirituale. In linea con le parole di Papa Leone XIV, l’arte qui non replica ciò che “funziona”, ma apre a ciò che è possibile, cercando nella lentezza e nella cura del suono una risposta alle ferite del presente.
Foto: Ufficio Stampa