Dal 23 aprile al 27 settembre 2026, Bologna ospita “History of a Method”, una retrospettiva monumentale sul duo che ha rivoluzionato la fotografia documentaria.
Alla Fondazione MAST di Bologna arriva la mostra “Bernd & Hilla Becher – History of a Method”, in programma dal 23 aprile – 27 settembre 2026. Il progetto espositivo ripercorre il lavoro del celebre duo di fotografi tedeschi, noto per l’attenzione ai paesaggi industriali e alle architetture tecniche, attraverso una selezione di immagini e materiali che mettono in luce la loro rigorosa metodologia di lavoro.
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I Bernd & Hilla Becher sono rappresentati in mostra con diverse serie che attraversano più decenni, dalle prime sperimentazioni grafiche e fotografiche fino alle celebri tipologie di torri di raffreddamento, torri di estrazione e case a graticcio. Le opere arrivano da importanti archivi e collezioni, tra cui Die Photographische Sammlung/SK Stiftung Kultur – Bernd & Hilla Becher Archiv di Colonia e altre istituzioni europee.
Paesaggi industriali e tipologie architettoniche
Il percorso espositivo si apre con la sezione dedicata ai paesaggi industriali, dove compaiono immagini come Bethlehem, Pennsylvania, USA (1986) e il Pozzo di Seven Sisters in Galles meridionale (1966), entrambe stampe ai sali d’argento. Qui emerge l’interesse dei Becher per le grandi strutture produttive, osservate con uno sguardo frontale e sistematico che ne esalta la dimensione quasi scultorea.

Una sezione specifica è dedicata agli impianti industriali, come la miniera di carbone Ewald Fortsetzung, con immagini delle Torri di raffreddamento (1985) e della Torre di estrazione, Pozzo 2 (1982-1985). Le stampe ai sali d’argento restituiscono l’impatto visivo di queste architetture tecniche, isolate dal contesto e fotografate in condizioni di luce controllata, secondo il metodo che ha reso inconfondibile la ricerca dei Becher.
Il tema delle tipologie è al centro di lavori come Torri di raffreddamento in Germania (1965-1993) e Torri di estrazione in Belgio, Francia e Gran Bretagna (1966-1979), serie di stampe ai sali d’argento che mettono a confronto edifici simili per funzione ma diversi per forma e collocazione geografica. La ripetizione del soggetto, organizzata in griglie, permette di leggere variazioni minime e costanti strutturali, trasformando le architetture industriali in un vero e proprio lessico visivo.
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Dalle case a graticcio alle “sculture anonime”
Accanto alle grandi strutture industriali, la mostra dedica spazio alle case e alle case a graticcio. Tra le opere in evidenza, una stampa ai sali d’argento come Essen-Schönebeck, Germania (1981) e il gruppo di 15 stampe Case a graticcio della regione industriale di Siegen (1959-1973). Qui il metodo tipologico dei Becher si applica all’edilizia abitativa, rivelando come anche le architetture domestiche possano essere lette come sistemi formali ricorrenti.

La sezione intitolata Sculture anonime richiama il celebre volume Anonyme Skulpturen. Eine Typologie technischer Bauten, presentato anche attraverso la copertina dell’edizione Art-Press di Düsseldorf (1970). Tra le immagini figurano il Gasometro, 1886, Tyldesley, dintorni di Manchester, Gran Bretagna (1966), un Altoforno dello stabilimento siderurgico di Esch in Lussemburgo (1969) e le Torri di estrazione della miniera Graf Bismarck nella regione della Ruhr (1967). Ogni soggetto è fotografato come una sorta di monumento tecnico, privo di retorica ma carico di memoria industriale.
La mostra include anche sezioni dedicate alle prime opere di Bernd Becher, come il disegno a matita della Miniera di carbone Eisenhardter Tiefbau (1955-1956) e gli acquerelli di paesaggio, oltre a lavori successivi come l’acquatinta Calatayud (2011). Per Hilla Becher sono esposte stampe ai sali d’argento degli anni Sessanta, tra cui la fotografia Lumaca di mare (pettine di Venere), studi di piante e una macrofotografia di schiuma, che testimoniano un’attenzione analitica anche verso soggetti naturali.

Completano il percorso alcuni materiali che restituiscono il lavoro congiunto dei due autori, come gli studi su Torri idriche, realizzati con grafite, inchiostro e penna a sfera su carta tra gli anni Sessanta e Ottanta, e la fotografia della miniera di carbone Ensdorf (1979). L’insieme delle opere permette di ripercorrere in modo articolato la costruzione di un metodo che ha segnato in profondità la fotografia dell’industria e del lavoro.
Fondazione MAST, centro culturale dedicato a industria e lavoro
Fondazione MAST (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia) è un’istituzione no profit nata a Bologna nel 2013 con l’obiettivo di sostenere una crescita economica, sociale e culturale condivisa. Il MAST è un centro culturale di livello internazionale che ospita servizi di welfare avanzati per le persone che operano nel gruppo industriale Coesia e propone alla comunità attività culturali gratuite, con un’attenzione particolare alle arti visive e alla fotografia legata all’industria e al lavoro.
Con un programma espositivo dedicato alla fotografia industriale, Fondazione MAST si conferma come uno dei luoghi di riferimento per chi vuole approfondire il rapporto tra produzione, territorio e rappresentazione visiva. La mostra su Bernd & Hilla Becher si inserisce in questa linea, offrendo al pubblico la possibilità di confrontarsi con un corpus di opere che ha ridefinito il modo di guardare alle architetture tecniche e ai paesaggi produttivi del Novecento.
Foto: Ufficio Stampa