Dagli “Eroi” degli anni Sessanta alle monumentali sculture in bronzo, Georg Baselitz torna a Firenze occupando i tre piani dell’ex-Leopoldine. Un viaggio nel “cuore operativo” di un artista che ha fatto del capovolgimento della figura e del conflitto tra costruzione e distruzione il suo segno distintivo nel mondo

Dal 25 marzo al 13 settembre 2026 il Museo Novecento di Firenze dedica una grande monografica a Georg Baselitz, tra i protagonisti assoluti dell’arte contemporanea. La mostra, dal titolo BASELITZ. AVANTI!, è realizzata in collaborazione con lo studio dell’artista e pone al centro una dimensione fondamentale ma meno indagata della sua pratica: la grafica.

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Curato da Sergio Risaliti in collaborazione con Daniel Blau, il progetto riunisce oltre centosettanta opere tra lavori su carta, dipinti e sculture, attraversando più di sessant’anni di attività. Il percorso restituisce una lettura approfondita della ricerca dell’artista tedesco, mettendo in dialogo incisioni, xilografie, linoleografie e grandi sculture in legno e bronzo.

Veduta della mostra BASELITZ. AVANTI! al Museo Novecento di Firenze con opere grafiche esposte
Installation View BASELITZ. AVANTI! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist. Ph Elisa Norcini

La grafica come laboratorio radicale dell’immagine

Per Baselitz la grafica non è un ambito secondario, ma un terreno autonomo di sperimentazione in cui l’immagine viene scomposta, analizzata e ricostruita. Fin dagli anni Sessanta incisione, xilografia e linoleografia diventano per lui uno spazio di libertà e rigore tecnico, dove i processi lenti e complessi si intrecciano con metodi di lavoro volutamente aggressivi e inediti.

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Il rapporto con Firenze è decisivo: durante il soggiorno in città negli anni Sessanta l’artista entra in contatto diretto con la tradizione grafica rinascimentale e manierista, studia le incisioni di maestri come Parmigianino e approfondisce tecniche calcografiche storiche. Da allora lo studio di stampa diventa uno strumento privilegiato per riflettere sulle proprie immagini, in un continuo confronto tra memoria e invenzione.

Come ricorda Risaliti, la mostra entra nel “cuore più operativo e meno scontato” della ricerca di Baselitz, dove ogni immagine è il risultato di un conflitto tra costruzione e distruzione, controllo e impulso. Il celebre capovolgimento delle figure, introdotto a partire dal 1969, non è un espediente formale ma un atto di pensiero che destabilizza lo sguardo e obbliga a riconsiderare il nostro modo di vedere il mondo.

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Scultura monumentale di Georg Baselitz nel chiostro del Museo Novecento a Firenze
Installation View BASELITZ. AVANTI! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist. Ph Elisa Norcini

Sculture, eroi e remix: il percorso sui tre piani

Per la prima volta il Museo Novecento dedica quasi tutti gli ambienti delle ex-Leopoldine a un’unica mostra monografica. Il percorso si apre con una serie di grandi linoleografie realizzate tra la fine degli anni Settanta e gli anni Duemila, dove ricorrono corpi isolati o in coppia, figure frammentate e soggetti legati alla dimensione dell’eros, segnati da un uso potente del nero incisorio.

Nella cappella dell’ex-Leopoldine la grafica dialoga con la scultura: qui è esposta Pace Piece (2004), originariamente realizzata per una mostra dedicata al David di Michelangelo alla Galleria dell’Accademia, accanto a una serie di acquatinte alla maniera dello zucchero con immagini di piedi e mani che evocano icone e reliquie. Nel chiostro campeggia la grande scultura bronzea 1965 (2024), affiancata da opere come Dresdner Frauen – Elke, Römischer Gruß e Gelbes Bein, che testimoniano l’evoluzione dal legno policromo al bronzo patinato nero.

Opere grafiche recenti di Georg Baselitz su fondo dorato esposte al Museo Novecento
Installation View BASELITZ. AVANTI! (2026), Courtesy Museo Novecento and the artist. Ph Elisa Norcini

Dagli Eroi alle opere recenti: sessant’anni di ricerca

Al primo piano una selezione di xilografie e linoleografie dialoga con alcuni dipinti, permettendo di cogliere le relazioni tra i diversi linguaggi. Tornano qui temi centrali dell’immaginario di Baselitz: il ciclo degli Eroi, realizzato a Berlino tra il 1965 e il 1966, con figure monumentali e isolate in paesaggi devastati, i celebri Orangenesser dei primi anni Ottanta, teste e profili isolati e le figure capovolte che sono diventate un segno distintivo della sua produzione.

Un intero ambiente è dedicato ai Remix, avviati dal 2005, in cui l’artista riprende opere storiche reinterpretandole con uno stile più libero e sintetico. La grande galleria al secondo piano presenta invece la produzione grafica più recente, con acquatinte del 2025 stampate su fondo dorato e cicli come la serie Avignon del 2014, già presentata alla Biennale di Venezia, dove figure nude e invecchiate appaiono sospese nello spazio.

Tra i motivi ricorrenti emergono il frammento di gambe tratto da Spaziergang ohne Stock, che nelle opere più recenti assume un valore autobiografico, l’immagine dell’aquila araldica rappresentata in caduta e i numerosi ritratti della moglie Elke. Attraverso oltre centosettanta opere, BASELITZ. AVANTI! restituisce la straordinaria capacità dell’artista di reinventare continuamente il linguaggio della figurazione, intrecciando pittura, grafica e scultura in un’unica indagine sui limiti dell’immagine.

Info mostra: Museo Novecento, Piazza di Santa Maria Novella 10, Firenze. Orario: lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 11:00 – 20:00, giovedì chiuso. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.

Foto: Ufficio Stampa

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