Dal 23 al 31 maggio 2026 Cremona Contemporanea porta in città opere e installazioni di artisti italiani e internazionali, tra scultura, pittura, performance e sperimentazione visiva.

Dal 23 al 31 maggio 2026 Cremona Contemporanea torna a raccontare il presente attraverso una selezione di opere che mette in dialogo linguaggi, generazioni e geografie diverse. Tra installazioni monumentali, pittura, ceramica e performance, il progetto riunisce artisti italiani e internazionali, offrendo uno sguardo sfaccettato sulle ricerche visive degli ultimi anni.

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Dalle atmosfere del Convent de Santo Domingo di Pollença, a Mallorca, immortalate da Albert Pinya, fino alle grandi installazioni presentate in contesti come Triennale Milano, NOOR Riyadh o la Quadriennale d’Arte di Roma, il percorso espositivo costruisce una costellazione di immagini e forme che arrivano da festival, musei e spazi indipendenti europei.

Installazioni, sculture e performance tra Italia ed Europa

La dimensione installativa è centrale nel programma di Cremona Contemporanea. Davide Allieri presenta AFTER ALL, lavoro esposto nel 2024 alla Triennale Milano, che si inserisce nella tradizione dell’installation view come dispositivo per ripensare lo spazio espositivo. Un approccio affine anima anche Almost di Federico Tosi, complessa struttura del 2021 fatta di componenti meccaniche e digitali, silicone, capelli sintetici, ferro, acciaio e resina, che lavora sul rapporto tra artificiale e organico.

Installazione Capitan Fragolone di Valerio Nicolai esposta alla Quadriennale d’Arte 2020
Valerio Nicolai Capitan-Fragolonen 2019 Installation view Quadriennale dArte Contemporanea 2020 Rome courtesy of the Artist and Clima Milan Photo DSL Studio

Nel segno della scultura-ambiente si muove Capitan Fragolone di Valerio Nicolai, grande installazione del 2019 esposta alla Quadriennale d’Arte Contemporanea 2020 a Roma. Accanto a lui, Lorenzo Scotto di Luzio con Ampelmann (2022), imponente figura in polistirolo, e Giulia Poppi con Compenetrazione Iridescente #1, costruita a partire da un divaricatore idraulico in ferro recuperato in cava e verniciato con finiture automotive, portano l’attenzione sui materiali industriali e sul loro potenziale plastico.

Lo sguardo di Cremona Contemporanea si apre anche alla performance e alla dimensione sonora. Lina Lapelytė è presente con What happens with a dead fish, documentazione di una performance presentata nel 2021 a Kunstenfestivaldesarts a Bruxelles, mentre Francesca Grilli con The Forgetting of Air, realizzata per Contemporanea Festival al Teatro Metastasio di Prato nel 2024, esplora la relazione tra corpo, respiro e spazio teatrale.

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Pittura, ceramica e luce: i diversi linguaggi degli artisti

La componente pittorica è rappresentata, tra gli altri, da Jimmy Milani con Le teknival (2019), grande acrilico su tela, e da Roberto de Pinto con Solleone (2023), in cui encausto, pastello, carboncino e olio si stratificano su una superficie di 135 x 180 cm. In dialogo con loro, la giovane ricerca di Emma Masut con Sleepers #3 (2025), piccolo formato ad acrilico su tela, e quella di Martina Rota con Don’t fight the Feelings, testimoniano l’attenzione alla pittura come campo ancora fertile di sperimentazione.

Installazione luminosa We Rise by Lifting Others di Marinella Senatore a NOOR Riyadh
Marinella Senatore We Rise by Lifting Others 2023 Installation vie at NOOR Riyadh Courtesy the Artist NOOR Riyadh and Mazzoleni Photo M.Buhasan

La scultura ceramica trova una voce nella piccola ma intensa opera Why me (2024) di Sara Ravelli, realizzata in ceramica e presentata con il supporto di BAR. Il percorso si arricchisce poi di riferimenti storici grazie alla presenza di Gio’ Pomodoro con Sole caduto per Galileo Galilei (1997), che mette in relazione la ricerca plastica dell’artista con la tradizione scientifica e filosofica italiana.

Un ruolo centrale è affidato alla luce e alla dimensione corale nel lavoro di Marinella Senatore. L’installazione We Rise by Lifting Others (2023), presentata a NOOR Riyadh e accompagnata dalle immagini di M. Buhasan, porta dentro Cremona Contemporanea l’esperienza di grandi progetti pubblici in cui testo, luce e partecipazione costruiscono una narrazione collettiva.

Opera di Albert Pinya ambientata nel Convent de Santo Domingo a Pollença, Mallorca
Albert Pinya Convent de Santo Domingo Pollenca Mallorca 2021 Photo David Bonet

Completano il quadro le ricerche di Angélique Aubrit & Ludovic Beillard con Besser ein gesunder Esel als ein krankes Pferd (Better a Healthy Donkey Than a Sick Horse), presentata nel 2025 alla rassegna Steirischer Herbst a Graz, di Jelena Jureša con il progetto Aphasia (2019) realizzato all’Argos centre for audiovisual arts di Bruxelles, e di Miriam Cahn con ME AS HAPPENING (2021), esposto a The Power Plant di Toronto. Insieme, questi lavori mostrano come Cremona Contemporanea 2026 intrecci archivi, memorie e nuove produzioni in un racconto condiviso dello scenario artistico attuale.

Foto: Ufficio Stampa

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