Alla Reggia di Venaria, dal 17 aprile al 6 settembre 2026, 31 abiti d’autore raccontano la regalità tra cinema e teatro, tra mito, storia e fantasia, in un percorso immersivo e accessibile.

Alla Reggia di Venaria, alle porte di Torino, la mostra “Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro” porta in primo piano il potere evocativo degli abiti di scena. Dal 17 aprile al 6 settembre 2026, nelle Sale delle Arti, il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude riunisce 31 abiti che hanno definito nel tempo l’immagine della regina tra grande schermo e palcoscenico.

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Curata dal costumista Massimo Cantini Parrini, con la storica dell’arte Clara Goria, l’esposizione indaga la regalità come invenzione scenica: il costume non più semplice ornamento, ma dispositivo capace di costruire percezioni di potere, identità e visione. Un percorso che si inserisce nel filone della Reggia dedicato a moda e costume, attivo dal 2011.

Costume di Giancarlo Bartolini Salimbeni indossato da Gina Lollobrigida nel ruolo di Paolina Borghese Bonaparte duchessa di Guastalla (1780-1825), film Venere imperiale, 1962, di Jean Delannoy. Collezione Costumi d’Arte Peruzzi, Roma

Mito, storia, fantasia: tre atti per 31 regine

Il percorso espositivo è costruito attorno a tre nuclei narrativi – mito, storia, fantasia – che si intrecciano in un’unica grande drammaturgia visiva. Oro, argento e bronzo scandiscono le sezioni Fantasia in argento, Mito in bronzo e Storia in oro, trasformando l’allestimento in un’architettura prospettica in tre atti e undici scene, dove ogni abito diventa un personaggio.

Tra le presenze più iconiche spiccano la regina degli specchi/Monica Bellucci in I fratelli Grimm e l’incantevole Strega di Terry Gilliam, Ariadne, regina della luna/Valentina Cortese ne Le avventure del barone di Münchausen e Titania, regina delle fate/Michelle Pfeiffer in Sogno di una notte di mezza estate, nei costumi di Gabriella Pescucci. Accanto a loro le regine del mito, da Giocasta/Silvana Mangano a Medea/Maria Callas nel cinema di Pier Paolo Pasolini, fino alle sovrane storiche come Cleopatra/Liz Taylor, Elisabetta I d’Inghilterra/Rossella Falk, Maria Antonietta/Mélanie Laurent e la leggendaria Sissi/Romy Schneider.

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Il viaggio attraversa cinema, teatro e opera lirica fino alle serie televisive più recenti, mettendo in dialogo epoche, stili e linguaggi. In mostra compaiono i nomi che hanno fatto la storia del costume italiano, da Anna Anni a Giancarlo Bartolini Salimbeni, Milena Canonero, Giulio Coltellacci, Danilo Donati, Gabriella Pescucci, Piero Tosi, oltre agli stessi Cantini Parrini e ad artisti come Felice Casorati, Corrado Cagli, Giorgio de Chirico e Arnaldo Pomodoro.

Dettaglio del costume di Massimo Cantini Parrini per Salma Hayek nel ruolo della regina di Selvascura
Costume di Massimo Cantini Parrini, Sartoria Tirelli nel 2014, indossato da Salma Hayek nel ruolo della regina di Selvascura, film Il racconto dei racconti di Matteo Garrone – dettaglio. Collezione Tirelli Trappetti, Roma

Una Reggia femminile, accessibile e diffusa

La Reggia di Venaria diventa parte integrante della narrazione: le sue architetture amplificano la teatralità degli abiti, permettendo di coglierne silhouette, proporzioni, ricami e strutture grazie a un progetto illuminotecnico dedicato. Tessuti, parrucche, gioielli e ornamenti provenienti da sartorie e archivi storici delineano una vera geografia del saper fare che ha reso il costume italiano un linguaggio riconoscibile a livello internazionale.

Grande attenzione è riservata anche all’accessibilità: il percorso include pannelli visivo-tattili, audiodescrizioni, sottotitoli, traduzioni in LIS e testi ad alta leggibilità, con visite guidate e attività su prenotazione per esigenze comunicative complesse. In parallelo, i Servizi Educativi propongono l’itinerario “Femminile Plurale. Una nuova declinazione della Venaria Reale”, che mette al centro storie di regine, duchesse, pittrici e lavoratrici, in un percorso di empowerment femminile.

Costume di Titania interpretata da Michelle Pfeiffer esposto nella mostra Regine in scena alla Reggia di Venaria
Costume di Gabriella Pescucci, indossato da Michelle Pfeiffer nel ruolo di Titania regina delle fate, film Sogno di una notte di mezza estate, 1999, di Michael Hoffman. Collezione Tirelli Trappetti, Roma

La mostra dialoga inoltre con il riallestimento dell’appartamento della principessa Ludovica, realizzato in collaborazione con i Musei Reali di Torino, e con una rassegna cinematografica al Cinema Massimo curata con il Museo Nazionale del Cinema, che riporta sul grande schermo alcune delle pellicole presenti in mostra, da Medea a Cleopatra fino a Le Déluge e Marie Antoinette.

Completano il progetto un catalogo edito da Silvana editoriale, con fotografie di Leonardo Salvini, e un programma tematico diffuso nelle Residenze Sabaude del Piemonte, dedicato al tema della regalità femminile tra mostre, eventi e attività culturali. I biglietti per “Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro” partono da 12 euro (intero), con ridotti per gruppi, under 21, universitari e scuole, e ingresso gratuito per i minori di 6 anni.

Foto: Ufficio Stampa

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