Alla Reggia di Venaria, dal 17 aprile al 6 settembre 2026, 31 abiti d’autore raccontano la regalità tra cinema e teatro, tra mito, storia e fantasia, in un percorso immersivo e accessibile.
Alla Reggia di Venaria, alle porte di Torino, la mostra “Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro” porta in primo piano il potere evocativo degli abiti di scena. Dal 17 aprile al 6 settembre 2026, nelle Sale delle Arti, il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude riunisce 31 abiti che hanno definito nel tempo l’immagine della regina tra grande schermo e palcoscenico.
L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura
Curata dal costumista Massimo Cantini Parrini, con la storica dell’arte Clara Goria, l’esposizione indaga la regalità come invenzione scenica: il costume non più semplice ornamento, ma dispositivo capace di costruire percezioni di potere, identità e visione. Un percorso che si inserisce nel filone della Reggia dedicato a moda e costume, attivo dal 2011.

Mito, storia, fantasia: tre atti per 31 regine
Il percorso espositivo è costruito attorno a tre nuclei narrativi – mito, storia, fantasia – che si intrecciano in un’unica grande drammaturgia visiva. Oro, argento e bronzo scandiscono le sezioni Fantasia in argento, Mito in bronzo e Storia in oro, trasformando l’allestimento in un’architettura prospettica in tre atti e undici scene, dove ogni abito diventa un personaggio.
Tra le presenze più iconiche spiccano la regina degli specchi/Monica Bellucci in I fratelli Grimm e l’incantevole Strega di Terry Gilliam, Ariadne, regina della luna/Valentina Cortese ne Le avventure del barone di Münchausen e Titania, regina delle fate/Michelle Pfeiffer in Sogno di una notte di mezza estate, nei costumi di Gabriella Pescucci. Accanto a loro le regine del mito, da Giocasta/Silvana Mangano a Medea/Maria Callas nel cinema di Pier Paolo Pasolini, fino alle sovrane storiche come Cleopatra/Liz Taylor, Elisabetta I d’Inghilterra/Rossella Falk, Maria Antonietta/Mélanie Laurent e la leggendaria Sissi/Romy Schneider.
LEGGI ANCHE: Napoli, aprile 2026: cinque mostre per capire una città che non sta mai ferma
Il viaggio attraversa cinema, teatro e opera lirica fino alle serie televisive più recenti, mettendo in dialogo epoche, stili e linguaggi. In mostra compaiono i nomi che hanno fatto la storia del costume italiano, da Anna Anni a Giancarlo Bartolini Salimbeni, Milena Canonero, Giulio Coltellacci, Danilo Donati, Gabriella Pescucci, Piero Tosi, oltre agli stessi Cantini Parrini e ad artisti come Felice Casorati, Corrado Cagli, Giorgio de Chirico e Arnaldo Pomodoro.

Una Reggia femminile, accessibile e diffusa
La Reggia di Venaria diventa parte integrante della narrazione: le sue architetture amplificano la teatralità degli abiti, permettendo di coglierne silhouette, proporzioni, ricami e strutture grazie a un progetto illuminotecnico dedicato. Tessuti, parrucche, gioielli e ornamenti provenienti da sartorie e archivi storici delineano una vera geografia del saper fare che ha reso il costume italiano un linguaggio riconoscibile a livello internazionale.
Grande attenzione è riservata anche all’accessibilità: il percorso include pannelli visivo-tattili, audiodescrizioni, sottotitoli, traduzioni in LIS e testi ad alta leggibilità, con visite guidate e attività su prenotazione per esigenze comunicative complesse. In parallelo, i Servizi Educativi propongono l’itinerario “Femminile Plurale. Una nuova declinazione della Venaria Reale”, che mette al centro storie di regine, duchesse, pittrici e lavoratrici, in un percorso di empowerment femminile.

La mostra dialoga inoltre con il riallestimento dell’appartamento della principessa Ludovica, realizzato in collaborazione con i Musei Reali di Torino, e con una rassegna cinematografica al Cinema Massimo curata con il Museo Nazionale del Cinema, che riporta sul grande schermo alcune delle pellicole presenti in mostra, da Medea a Cleopatra fino a Le Déluge e Marie Antoinette.
Completano il progetto un catalogo edito da Silvana editoriale, con fotografie di Leonardo Salvini, e un programma tematico diffuso nelle Residenze Sabaude del Piemonte, dedicato al tema della regalità femminile tra mostre, eventi e attività culturali. I biglietti per “Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro” partono da 12 euro (intero), con ridotti per gruppi, under 21, universitari e scuole, e ingresso gratuito per i minori di 6 anni.
Foto: Ufficio Stampa