Dal 5 maggio 2026 la Chiesa dell’Abbazia della Misericordia a Venezia rinasce come Etnia House of Arts, piattaforma di residenze, mostre e incontri con le artiste Conxi Sane e Greta Pllana.

Dal 5 maggio 2026 la ex Chiesa dell’Abbazia della Misericordia nel sestiere di Cannaregio a Venezia riapre al pubblico come Etnia House of Arts, una piattaforma dedicata alla creazione contemporanea promossa da Etnia Eyewear Culture. Un nuovo centro di residenze artistiche, mostre e incontri che trasforma uno storico luogo di culto in spazio di produzione dello sguardo e di confronto culturale.

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L’apertura al pubblico segue un lungo intervento di restauro che restituisce alla città un organismo architettonico complesso, segnato da secoli di stratificazioni e di usi differenti. Qui la pratica artistica non è soltanto esposta, ma vissuta nel suo farsi: il visitatore entra in relazione diretta con i processi creativi, assistendo alle fasi di costruzione delle opere e alla nascita di nuove narrazioni visive.

Veduta interna della Chiesa dell'Abbazia della Misericordia che ospita Etnia House of Arts a Venezia

Un nuovo spazio per residenze internazionali e pratiche ibride

Come racconta il CEO e Owner di Etnia Barcelona David Pellicer, il progetto nasce dal desiderio di dare continuità al dialogo con gli artisti, trasformando la Misericordia in uno scrigno in cui la visione non è solo rappresentata, ma messa in scena. Etnia House of Arts si configura così come un ambiente vivo, attraversabile, in cui la temporalità del lavoro artistico si sovrappone a quella dell’esperienza pubblica.

Elemento centrale è il programma di residenze internazionali, in cui gli artisti lavorano a partire da un elemento volutamente anomalo: l’occhiale, assunto non come semplice oggetto funzionale ma come superficie minima di traduzione, dispositivo attraverso cui interrogare visione, identità e rappresentazione. Le prime due artiste coinvolte sono Conxi Sane e Greta Pllana, chiamate a espandere le possibilità percettive e simboliche di questo oggetto-soglia.

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Conxi Sane (Spagna, 1986), attiva tra Berlino e Málaga, sviluppa una ricerca astratta influenzata da Surrealismo e Cubismo. Nelle sue opere ritmo, colore e astrazione si intrecciano in paesaggi emotivi che indagano il subconscio, trasformando dialoghi interiori ed esperienze condivise in una riflessione collettiva sull’umano. Greta Pllana (Durazzo, 1992), che vive e lavora a Venezia, concentra invece la propria ricerca pittorica sui temi di identità e memoria, costruendo immagini sospese in cui la tradizione si condensa in forme essenziali e delicate, attraversate da una palette di verdi e rosa.

Dettaglio degli spazi restaurati della Misericordia trasformati in Etnia House of Arts a Venezia

Il restauro della Misericordia e il ruolo del pubblico

Il processo creativo delle residenze si sviluppa in dialogo diretto con lo spazio della Misericordia, con la città e con i visitatori, che entrano in contatto non solo con l’opera compiuta ma con le sue fasi di costruzione. Ogni visita diventa così un’esperienza situata e irripetibile, in cui il pubblico non è spettatore passivo ma parte di un sistema di relazioni che tiene insieme pratiche, visioni e comunità.

L’intervento architettonico, firmato dagli architetti Piero Vespignani e Alessia Semenzato di Studio Anfibio, mantiene e valorizza le stratificazioni storiche dell’edificio. Le indagini hanno riportato alla luce elementi di grande valore, dalla copertura lignea trecentesca alle tracce decorative fino a una rara finestra gotica, restituendo l’immagine di un organismo in continua trasformazione. Il restauro sceglie di preservare anche la fase ottocentesca, trasformando la chiesa in uno spazio pubblico non celebrativo ma generativo.

Dettaglio architettonico restaurato della Chiesa della Misericordia sede di Etnia House of Arts a Venezia

In occasione dell’apertura, la collaborazione con Skira darà vita a un calendario di incontri con artisti e protagonisti della scena culturale, ampliando il programma pubblico e rafforzando il dialogo interdisciplinare. Etnia House of Arts si inserisce così in una linea di ricerca che supera il modello espositivo tradizionale per orientarsi verso forme ibride: residenza, laboratorio, piattaforma culturale, luogo in cui produzione e fruizione coincidono.

In una città in cui l’arte è spesso custodita come memoria, la Misericordia torna a essere un luogo di presente, aperto gratuitamente al pubblico da martedì a domenica, dalle 10 alle 18 (chiuso il lunedì). Un nuovo presidio di sperimentazione che mette in relazione patrimonio storico e pratiche contemporanee, affidando allo sguardo – e all’occhiale come suo simbolico prolungamento – il compito di ripensare il rapporto tra identità, spazio e comunità.

Foto: Ufficio Stampa

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