Il Padiglione della Repubblica Unita di Tanzania alla Biennale Arte 2026 presenta ‘Minor Frequencies: The Inner Life Of A Nation’, una coralità di voci che esplora l’interiorità della nazione oltre gli slogan.

Il Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia porta in laguna la mostra Minor Frequencies: The Inner Life Of A Nation, un progetto che sceglie di raccontare il Paese attraverso vibrazioni intime e laterali più che attraverso proclami ufficiali. L’inaugurazione è fissata per giovedì 7 maggio, con conferenza stampa alle ore 17:30 presso Supernova in Fondamenta della Sensa, nel sestiere di Cannaregio.

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Commissaria del Padiglione è Leah Elias Kihimbi, Vicedirettrice per lo Sviluppo delle Arti presso il Ministero dell’Informazione, della Cultura, delle Arti e dello Sport della Repubblica Unita di Tanzania, mentre la curatela è affidata a Lorna Benedict Mashiba e Martina Cavallarin. Attorno al nucleo di artisti tanzaniani si sviluppa un ampio coro di autori internazionali che espande la vita interiore della nazione in una dimensione condivisa.

Ritratto dell'artista tanzaniano Amani Abeid, espositore nel Padiglione Tanzania alla Biennale Arte 2026

Un coro di frequenze minori tra corpo, gesto, archivio e mente

In Minor Frequencies la Tanzania si accorda a un coro di voci che privilegia l’ascolto del rumore di fondo rispetto alle narrazioni dominanti. Il progetto curatoriale ruota attorno alle opere degli artisti tanzaniani, che incarnano linee di ricerca specifiche: il Corpo di Turakella Editha Gyindo, il Gesto di Lazaro Samuel, l’Archivio di Valerie Asiimwe Amani, la Mente di Amani Abeid. Da queste quattro direttrici si irradiano le pratiche di numerosi artisti provenienti da geografie plurali, chiamati a espandere la vita interiore della nazione.

Differenze formali e linguistiche si intrecciano in un impianto espositivo che privilegia interiorità, opacità e ascolto alla spettacolarizzazione. Nello spazio della mostra, le opere abitano una scenografia non lineare, scandita da quinte che accolgono installazioni multidisciplinari, collage, scritte poliglotte, luci, suoni, interventi grafici, pittura e scultura. L’obiettivo è spostare e moltiplicare le prospettive, assumendo lo sguardo laterale degli artisti tanzaniani come punto privilegiato di osservazione all’interno della totalité-monde.

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La partecipazione della Repubblica Unita di Tanzania alla Biennale Arte 2026 viene presentata come un segno di continuità con l’edizione 2024. Se in precedenza il Padiglione occupava uno spazio più limitato, quest’anno la mostra si sviluppa in una grande area di archeologia industriale, ponendosi sullo stesso piano delle principali nazioni presenti all’Esposizione Internazionale d’Arte.

Render dell'opera di Turakella Editha Gyindo per il Padiglione Tanzania alla Biennale Arte 2026

Sedi, orari e un percorso tra Supernova e Palazzo Canova

Il Padiglione si articola in due sedi espositive principali. A Cannaregio 3218/A, lungo le Fondamenta della Sensa, lo spazio Supernova ospita il cuore del percorso, con un impianto scenico orchestrato in ritmica sincopata e non lineare. Qui il pubblico potrà visitare la mostra dal 9 maggio al 22 novembre 2026: in orario estivo, dal 9 maggio al 27 settembre, dalle 11:00 alle 19:00; in orario autunnale, dal 29 settembre al 22 novembre, dalle 10:00 alle 18:00, con chiusura il lunedì (fatta eccezione per l’11 maggio, 1 giugno, 7 settembre e 16 novembre).

A completare il percorso è la Gervasuti Foundation – Palazzo Canova in Calle Lunga Santa Caterina (Cannaregio 4998), sede non presidiata ma liberamente fruibile dal pubblico negli stessi orari di Supernova. Qui il visitatore è invitato a proseguire il vagabondaggio tra opere e installazioni, in un’architettura mobile fatta di derivazioni e analogie che collegano idealmente la Tanzania a Venezia e viceversa.

Opera di Zhai Xudong esposta nel percorso Minor Frequencies del Padiglione Tanzania

La produzione del Padiglione è firmata da MilleEventi | Venice & Everywhere, con l’organizzazione di Techne Art Service e PRS Impresa Sociale e il coinvolgimento di numerosi partner e sostenitori. Per informazioni sull’organizzazione è attivo il contatto e-mail dedicato, mentre la curatela è raggiungibile direttamente tramite gli indirizzi di Lorna Benedict Mashiba e Martina Cavallarin.

Foto: Ufficio Stampa Lara Facco

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