Al Palazzo Esposizioni Roma la mostra “In umbra et luce” ripercorre l’universo pittorico di Pierluigi Isola tra paesaggi, nature morte e vedute della Capitale, dal 2 aprile al 3 maggio 2026.
Al Palazzo Esposizioni Roma, nella Sala fontana, fino al 3 maggio 2026 va in scena “In umbra et luce”, ampia mostra dedicata all’universo pittorico di Pierluigi Isola. L’esposizione, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo, offre un’occasione per ripercorrere la ricerca dell’artista a trent’anni dalla sua partecipazione alla XII Quadriennale d’Arte del 1996.
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La curatela è affidata a Barbara Jatta, Direttrice dei Musei Vaticani, che guida il percorso tra luce e ombra, silenzio e intensità emotiva. La mostra si inserisce nel programma espositivo della Capitale come momento di dialogo tra la grande tradizione pittorica italiana e una sensibilità contemporanea attenta al tempo interiore dei luoghi.

Tra paesaggi, alberi monumentali e nature morte metafisiche
La pittura di Isola abita un territorio liminale, dove la precisione del dettaglio convive con una rara intensità emotiva: James Hillman, alla 54ª Biennale di Venezia, individuava nelle sue opere una “melanconica bellezza” capace di trattenere la “lenta gravità del tempo”, rivelando una luce interiore che emerge ai margini della condizione umana.
Il percorso espositivo si articola in sezioni dedicate ai principali soggetti affrontati dall’artista: dai paesaggi ancestrali della Maremma a quelli riarsi e quasi desertici della Basilicata, fino alle nature morte dal sapore metafisico. In queste ultime, l’ossessione quasi fiamminga per il particolare dialoga con il magistero di Morandi, in un equilibrio tra rigore formale e sospensione poetica.
Protagonisti assoluti sono anche gli alberi monumentali, come gli immensi eucalipti e i filari di pini che si ergono come propilei vegetali. Accanto a questi soggetti si collocano le vedute di Roma, in cui Isola cattura una luce meridiana e tagliente che scontorna edifici e cupole, restituendo alla Città Eterna una fisionomia quasi inedita, come se venisse nominata per la prima volta attraverso il gioco di ombra e chiarore.
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Opere su carta, commissioni vaticane e ritorno al Palazzo
Una sezione della mostra è interamente dedicata alle opere su carta, dove spicca l’ultima essenziale ricerca della serie a tecnica mista “Deserti”. In dialogo con queste, i disegni preparatori e le stampe realizzate per le importanti commissioni della Biblioteca Apostolica Vaticana e dei Musei Vaticani, che permettono di seguire il processo creativo dell’opera grafica dall’ideazione al ripensamento, fino alla tiratura finale.
L’artista, nato nel 1958, torna così al Palazzo delle Esposizioni dopo trent’anni, in una sorta di bilancio della propria maturità pittorica. “In umbra et luce” diventa un dialogo tra la memoria dei luoghi, la luce che li attraversa e la capacità della pittura di scandire il tempo attraverso dettagli minimi, paesaggi sospesi e oggetti ritrovati.

Informazioni pratiche
La mostra è ospitata al Palazzo Esposizioni Roma – Sala fontana, in Via Milano 13. L’esposizione è visitabile dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 20.00, con chiusura il lunedì. L’ingresso è gratuito
Foto: Ufficio Stampa