Lo Spazio HUS di Milano ospita la personale di Anna Chiara Gianuzzi, un percorso fotografico tra collage, corpi frammentati e identità in trasformazione, dal 7 maggio al 4 giugno 2026.
Dal 7 maggio 2026 lo Spazio HUS di Milano ospita la mostra personale della fotografa Anna Chiara Gianuzzi, dal titolo La grammatica del corpo, a cura di Francesca Bianucci e Chiara Cinelli. L’esposizione, a ingresso libero, sarà inaugurata giovedì 7 maggio alle 18.30 negli spazi di via San Fermo 19 e resterà aperta fino al 4 giugno 2026.
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La ricerca di Gianuzzi nasce da una formazione che intreccia fotografia, cinema e comunicazione, oltre che da una lunga esperienza nel mondo della fotografia di moda. Oggi questa competenza tecnica e visiva si traduce in una pratica orientata all’indagine interiore, in cui l’immagine diventa strumento per interrogare il rapporto tra identità, corpo e confine tra visibile e invisibile.
Un alfabeto sensibile tra frammenti e assenze
La mostra propone il corpo femminile come manifestazione delle pieghe dell’animo umano, un corpo spesso privo di volto che, proprio attraverso questa sottrazione, si fa specchio dell’interiorità. Lontano da rappresentazioni estetizzanti o da logiche di desiderio, il corpo diventa luogo sensibile in cui si depositano emozioni, memorie, ferite e trasformazioni, configurandosi come un vero e proprio alfabeto del sentire.
Elemento centrale del progetto è la frammentazione: il corpo non appare mai come unità compatta, ma come narrazione aperta, in continuo divenire. Tagli, slittamenti e sovrapposizioni restituiscono un’identità instabile, che si costruisce attraverso mancanze e discontinuità. Le immagini sembrano abitare una temporalità sospesa, più onirica che cronologica, dove la linearità del racconto lascia spazio a una sintassi emotiva e simbolica.
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La serie Impersona e i segni ricorrenti
Il nucleo principale dell’esposizione è costituito da una serie di collage fotografici, Impersona, che l’artista rifotografa dando vita a un corpus coerente, attraversato da un preciso fil rouge tematico ed estetico. La costruzione del collage introduce una grammatica fatta di frammenti e sovrapposizioni, mentre l’atto di rifotografare restituisce il corpo a una nuova unità, senza mai ricomporlo del tutto. Proprio in questo scarto si definisce la grammatica del corpo: una struttura visiva instabile che espone la fragilità come elemento costitutivo dell’immagine.
All’interno di questo linguaggio emergono alcuni segni ricorrenti. L’occhio, isolato dal volto, perde la funzione di riconoscimento per farsi strumento di percezione interiore, presenza vigile e talvolta inquieta. La mano, simbolo del contatto e della cura, accudisce, protegge, accarezza, accoglie e svela: un gesto poetico di rispetto verso il corpo e la sua intimità, che invita lo spettatore a una relazione di ascolto più che di semplice visione.
Corpi, stanze dell’anima e natura
Accanto alla serie principale, una sezione della mostra raccoglie opere provenienti da altre ricerche, ampliando il percorso fotografico di Gianuzzi. In alcuni lavori, corpi femminili quasi evanescenti abitano ambienti intimi, intrisi di memoria e dal sapore cinematografico, trasformati in vere e proprie stanze dell’anima. Qui i corpi si intrecciano con lo spazio, assorbono le sue tracce e, a loro volta, le depositano, fino quasi a confondersi con l’architettura domestica.
In altre immagini il corpo si fonde con la natura, fino a dissolversi in essa e a rendere labile il confine tra figura e contesto. Questa progressiva perdita di distinzione suggerisce una riflessione sulla transitorietà, sulla trasformazione e sul senso di appartenenza a una dimensione più ampia, in cui il corpo individuale si riconnette a un orizzonte collettivo e naturale.
Lo Spazio HUS, nato come luogo di incontro e contaminazione tra designer, artisti, fotografi e artigiani del panorama italiano e internazionale, conferma con questa personale la propria vocazione di casa aperta alla sperimentazione visiva. La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì con orario 10.30-13.30 e 15.00-19.00, mentre il sabato è aperta su appuntamento.
Foto: Ufficio Stampa