Dal 18 febbraio al 19 luglio 2026 il Centro Culturale Altinate – San Gaetano di Padova ospita M.C. ESCHER. Tutti i capolavori, la più grande e completa mostra mai dedicata all’artista olandese. Con oltre 150 opere, il percorso attraversa l’intera carriera di Maurits Cornelis Escher, dai primi disegni ispirati alla natura ai celebri mondi impossibili che hanno reso il suo immaginario riconoscibile in tutto il mondo.
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In mostra ci sono tutti i lavori più noti, da Mano con sfera riflettente a Giorno e Notte, da Metamorfosi II a Relatività, fino a Belvedere e Cascata. Un viaggio che mette insieme arte, matematica, geometria, illusioni ottiche e prospettive impossibili.
Dai paesaggi italiani alle tassellazioni
Il percorso parte dagli anni giovanili e dal periodo italiano di Escher, che visse tra Roma e il Mediterraneo dal 1922 al 1935. In quegli anni realizzò vedute di paesaggi, borghi, chiese e architetture medievali, trasformando i suoi viaggi in litografie e xilografie.
«Escher a Padova! Finalmente una mostra retrospettiva che descrive tutto il percorso artistico di questo artista olandese. – dichiara Federico Giudiceandrea, Presidente della M.C. Escher Foundation – Escher è nato in Olanda, ma ha vissuto tanti anni in Italia. È stato in Italia dal 1922 al 1935, faceva il paesaggista, quindi vedremo qui quella parte, cioè le opere del periodo giovanile. Soprattutto ci sono opere dell’Italia, dei paesaggi italiani».
«Escher poi lascia l’Italia per questioni anche un po’ politiche. – continua Giudiceandrea – In quel periodo il fascismo si stava inasprendo, soprattutto la politica nazionalistica un po’ ostile agli stranieri. L’artista fa un ultimo viaggio nel Mediterraneo, arriva a Granada e lì incontra l’arte dei mori di tassellare i loro palazzi con piastrelle regolari, geometriche. Si interessa molto a questa tecnica, suo fratello era cristallografo e lo introduce poi alla parte matematica della tassellatura del piano. Escher diventa così un artista tassellatore. Non si occupa più di paesaggi, ma crea queste figure geometriche e incontra l’interesse dei matematici».
La visita all’Alhambra di Granada nel 1936 segna infatti una svolta decisiva: da quel momento Escher inizia a studiare le tassellazioni, ovvero la ripetizione infinita di figure geometriche che riempiono lo spazio senza lasciare vuoti. Da qui nascono alcune delle sue opere più iconiche, tra metamorfosi, cicli e strutture impossibili.
Relatività, Belvedere e l’Eschermania
La parte finale della mostra è dedicata ai paradossi geometrici e alle opere che hanno consacrato Escher nell’immaginario collettivo. Scale che salgono e scendono nello stesso momento, edifici impossibili, prospettive che si ribaltano e mondi in cui la logica sembra improvvisamente smettere di funzionare.
«Vedrete tutto il suo percorso: sia la parte italiana, sia la parte delle tassellature. C’è poi la parte che lo ha reso famoso: gli edifici impossibili, le metamorfosi e il suo percorso rappresentato qui a Padova. Per finire, c’è la parte che noi chiamiamo Eschermania, in cui mostriamo che in realtà le immagini di Escher facevano già parte del nostro immaginario collettivo. Le conoscevamo già, solo non sapevamo che erano di Escher. Vedremo che nei fumetti, nella moda, nella pubblicità, le immagini di Escher erano pesantemente usate e scopriremo da dove sono nate e come la sua arte si è evoluta. Avremo una completa comprensione del percorso artistico di questo grande maestro».