Vasari e Roma, la mostra che riscopre il maestro della Maniera Moderna

Per generazioni di studenti di storia dell’arte il nome di Giorgio Vasari è legato soprattutto alle Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori, il primo grande racconto moderno sugli artisti dal Duecento al Cinquecento. La mostra Vasari e Roma, ai Musei Capitolini, ribalta questa prospettiva: dal 20 marzo al 19 luglio 2026 a Roma, nelle sale di Palazzo Caffarelli, oltre settanta opere tra dipinti, disegni, stampe, lettere e documenti restituiscono il profilo di un protagonista della Maniera Moderna, pittore e architetto oltre che scrittore d’arte.

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Promossa da Roma Capitale con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata da MetaMorfosi Eventi in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, la mostra curata da Alessandra Baroni segue i diversi soggiorni romani di Vasari, mettendo in luce come la città dei papi sia stata una vera officina creativa per la sua formazione e per la sua carriera, fino ai grandi cantieri vaticani per Pio V e Gregorio XIII.

Da biografo a protagonista della scena artistica romana

Chi conosce Vasari come autore delle Vite scopre qui anche un artista poliedrico, immerso nelle dinamiche culturali e politiche del XVI secolo. Il percorso documenta i suoi esordi umanistici ad Arezzo, la formazione a Firenze accanto a maestri come Michelangelo, Andrea del Sarto e Baccio Bandinelli, e il ruolo decisivo dei primi inviti a Roma, nel 1532, al seguito del cardinale Ippolito de’ Medici. Nella capitale Vasari studia sistematicamente antichità, sculture e architetture, disegnando – come lui stesso ricorda – tutto ciò che vede, dalle opere antiche alle pitture moderne di Raffaello e Michelangelo.

Le quattro sezioni della mostra seguono la cronologia dei soggiorni romani: dai primi studi sull’antico e su Raffaello, alla stagione farnesiana con la decorazione della Sala dei Cento Giorni alla Cancelleria, fino al “cantiere” delle Vite e agli anni in cui Vasari diventa interlocutore privilegiato di papi e cardinali, mediatore tra Firenze e Roma e raffinato collezionista e teorico del disegno, definito da lui stesso “padre” delle arti.

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Capolavori, cantieri vaticani e la nascita della Maniera Moderna

Grazie ai prestiti di istituzioni italiane e internazionali, da Palazzo Barberini alle Gallerie degli Uffizi, dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna alla Biblioteca Apostolica Vaticana, il progetto riunisce sedici dipinti autografi e sette disegni, accanto a medaglie, incisioni e documenti. Tra i vertici esposti spiccano la Resurrezione realizzata con Raffaellino del Colle, la Resurrezione di Cristo della Pinacoteca di Siena e il Ritratto di gentiluomo dei Musei di Strada Nuova di Genova, oltre alla celebre Natività del 1538 detta “Notte di Camaldoli” e all’Orazione nell’Orto del 1571, che testimonia la fase estrema della sua attività.

Un nucleo importante è dedicato ai cantieri vaticani per Pio V: le tre cappelle della torre Pia e la monumentale Sala Regia, dove Vasari interpreta in chiave politico-ideologica la storia recente della Chiesa, dalla battaglia di Lepanto alle guerre di religione in Francia. Gli approfondimenti audiovisivi sui luoghi vasariani a Roma e le audioguide, di cui una specificamente accessibile con tavole tattili e audiodescrizioni, completano un percorso che mostra come Vasari abbia saputo tradurre in immagini il nuovo ruolo della Roma post-tridentina.

Un omaggio al primo storico dell’arte moderna

Accanto al pittore e all’architetto, la mostra valorizza il ruolo di Vasari come primo grande storico dell’arte moderna. Le Vite sono presentate come esito di una fitta rete di viaggi, studi, raccolte di disegni e osservazioni dirette sulle opere e sulle collezioni romane, dalle statue del Cortile del Belvedere ai grandi gruppi antichi come il Toro Farnese. Roma diventa così, per Vasari, non solo un laboratorio di stile, ma anche la matrice del suo sguardo critico, che fissa per la prima volta una narrazione organica del Rinascimento culminante nella Maniera Moderna.

Come ricordano i promotori, senza il contributo di Vasari – artista e autore delle Vite – non avremmo l’immagine della Roma rinascimentale che ancora oggi conosciamo. “Vasari e Roma” rende giustizia a questa figura centrale, mostrando come l’esperienza romana sia stata decisiva non solo per la sua vicenda creativa e intellettuale, ma anche per la definizione dell’identità artistica della città, proiettata da allora in una dimensione prima nazionale e poi internazionale.

Foto: Ufficio Stampa