Sotheby’s, ‘An Italian Collecting Journey II’ a Palazzo Serbelloni

Con An Italian Collecting Journey – Chapter II, Sotheby’s Milano riporta al centro dell’attenzione una straordinaria collezione privata dedicata all’identità culturale italiana. Allestita nelle sale di Palazzo Serbelloni a Milano, la mostra è aperta al pubblico in vista dell’asta dal vivo del 25 marzo e della vendita in asta online dal 16-26 marzo.

Questo secondo capitolo prosegue l’itinerario immaginario iniziato nel 2025, avvicinando lo sguardo alle figure, ai luoghi e alle tradizioni che hanno modellato il profilo culturale del Paese. Come ricordano le parole di Goethe nel suo Italienische Reise, il viaggio in Italia diventa occasione per conoscere se stessi attraverso il rapporto con gli oggetti: un principio che guida l’intera raccolta.

Illuminismo, Grand Tour e il gusto del Sublime

Al cuore della selezione si collocano le personalità italiane e internazionali che, tra Settecento e Ottocento, ridefinirono la percezione della penisola durante l’Illuminismo. Tra queste spicca Sir William Hamilton, ambasciatore britannico a Napoli, collezionista e vulcanologo pionieristico. Le sue osservazioni sul Vesuvio, illustrate da Pietro Fabris nel volume Campi Phlegraei (lotto 64), restituiscono uno dei vertici della poetica del Sublime, dove scienza e meraviglia visiva procedono di pari passo.

La lezione di Hamilton si riflette anche nella raffinata presenza di ceramiche Del Vecchio e Giustiniani proposte nella vendita online, eco moderna della sua celebre raccolta di vasi greci ed etruschi. In questo dialogo tra antichità, arti decorative e cultura del viaggio si compone un mosaico che racconta il formarsi del gusto europeo per l’Italia.

Napoli, Venezia e l’Italia tra arti decorative e dipinti antichi

Un altro nucleo forte dell’esposizione guarda a Napoli borbonica attraverso la figura di Giuseppe Beccadelli, Principe di Camporeale. Il suo ritratto in biscuit della Real Fabbrica Ferdinandea, modellato da Filippo Tagliolini (lotto 66), testimonia il clima di rinnovamento che, a partire dal 1780, coinvolse arti e manifatture sotto la guida dell’archeologo Domenico Venuti e portò alla centralizzazione delle collezioni Farnese nel neonato Museo Borbonico.

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La sezione dedicata agli objets de vertu propone un vero Grand Tour in miniatura: micromosaici romani, pietre dure fiorentine, lavori in tartaruga piqué napoletani e preziose scatole in oro e smalto firmate da maestri europei come Blerzy, Le Bastier e Vachette. Tra questi spicca il bracciale micromosaico (lotto 87) con l’iscrizione latina DVLCIS VITAE, che richiama idealmente la Dolce Vita come ideale di eleganza e piacere radicato nell’antichità.

La bottega degli Embriachi

Il nucleo dei dipinti antichi costituisce il baricentro del progetto: paesaggi, nature morte e ritratti che raccontano la varietà delle scuole italiane. Tre opere sono state dichiarate di interesse culturale dallo Stato italiano: il Ritratto di nobildonna di Pierre Subleyras (lotto 38), la sontuosa Natura morta con dolci, tulipani e rose di Nicola Massa Recco (lotto 69) e un elegante capriccio di Canaletto (lotto 47). A completare il percorso intervengono la sezione dedicata alla bottega degli Embriachi, con cofanetti in avorio, un pluteo carolingio (lotto 2) e un raro medaglione trecentesco in verre églomisé, e un omaggio a Venezia tra console in arte povera, specchi muranesi e vedute dipinte su vetro che restituiscono l’incanto della città sospesa tra acqua e luce.

La mostra a Palazzo Serbelloni è visitabile da mercoledì 18 a domenica 22 marzo, con orari differenziati tra mattina e pomeriggio, mentre l’asta dal vivo è fissata per il 25 marzo alle 15:00 e la vendita online rimane aperta dal 16 al 26 marzo. Un’occasione per seguire da vicino l’evoluzione di una collezione che, tra memoria, studio e piacere della visione, ripercorre secoli di storia del gusto italiano.

Foto: Ufficio Stampa