ISTANTI a Palazzo Massimo: teatrodanza e cura al museo

Una performance di teatrodanza che nasce in corsia e approda tra le statue antiche: martedì 17 marzo 2026 il Museo Nazionale Romano presenta a Palazzo Massimo ISTANTI, esito del laboratorio di arti sceniche condotto da Marco Paparella con i giovani ospiti del Day Hospital del centro di neuropsichiatria infantile del Policlinico Umberto I Centro Sabelli. Due repliche, alle ore 16.00 e ore 17.00, per un progetto che intreccia cura, creatività e patrimonio.

La performance è inserita nel più ampio progetto LA FERITA, a cura di Riccardo Vannuccini e realizzato da ArteStudio con il contributo dell’Otto per Mille della Tavola Valdese e la collaborazione del Museo Nazionale Romano e del Ministero della Cultura. Un percorso che guarda all’arte come strumento originale di comprensione dell’esistenza, con particolare attenzione alle persone più fragili.

Un viaggio tra le statue: quando le sculture prendono vita

ISTANTI è la tappa conclusiva di un lavoro iniziato a gennaio con la visita dei ragazzi alle opere di Palazzo Massimo. Da quelle sale è nata prima una rielaborazione in forma di graphic novel, poi una serie di azioni performative che hanno dato corpo a una drammaturgia originale. Nella V sala al primo piano, le sculture sembrano prendere vita immaginaria attraverso i corpi dei performer, in un esperimento di teatrodanza che mette insieme giovani del Centro Sabelli, artisti e musicisti professionisti e pubblico.

La performance si costruisce come un viaggio fantastico tra statue e frammenti di storie personali, con ISTANTI intesi come tasselli di vita vissuta davvero. Lo spazio museale smette di essere solo contenitore di bellezza per trasformarsi in un luogo contemporaneo di rigenerazione, dove le opere diventano interlocutrici silenziose di chi attraversa un percorso di cura.

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Musei, salute e welfare culturale

Il progetto si inserisce nel dibattito sempre più attuale sul rapporto tra musei e benessere. Il recente protocollo d’intesa tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute, che introduce in Italia la cosiddetta “prescrizione dell’arte”, riconosce infatti alle istituzioni culturali un ruolo di strumento complementare di cura. In questa prospettiva il Museo Nazionale Romano sta rafforzando la propria funzione di spazio di welfare culturale, come sottolinea la direttrice Federica Rinaldi, ringraziando ArteStudio e tutti i partecipanti per aver portato la loro arte più intima tra le sale del museo.

Per Riccardo Vannuccini, direttore artistico di ArteStudio, l’arte – nelle sue molteplici espressioni, dalla scultura al teatro, dalla danza alla musica – è una forma di tutela e cura di quel senso artistico che abita ognuno di noi, segno di buona salute, sapienza e consapevolezza del proprio esserci nel mondo. Una visione che LA FERITA declina in pratiche concrete, restituendo al pubblico il lavoro svolto con i ragazzi del laboratorio teatrale del Centro Sabelli.

ArteStudio tra scena, sociale e fragilità

Attiva da trent’anni, l’associazione culturale ArteStudio opera professionalmente tra arte e sociale, collaborando con teatri, istituzioni e realtà sanitarie. Il palcoscenico, anche quando si sposta in contesti extra teatrali come carceri, Centri di Igiene Mentale, ASL, centri di accoglienza per rifugiati o zone di guerra, diventa luogo di riflessione sulla contemporaneità e strumento per favorire l’integrazione delle fasce più deboli.

A Roma, con ISTANTI e il progetto LA FERITA, questo approccio incontra uno dei complessi museali più significativi della città. La performance, della durata di circa 20 minuti, è compresa nel biglietto del museo e offre al pubblico l’occasione di sperimentare il patrimonio archeologico di Palazzo Massimo attraverso uno sguardo inedito, guidato dall’immaginazione e dai corpi dei giovani performer.

Foto: Ufficio Stampa