Alessandria dedica a Umberto Eco un intero weekend di incontri, lectio e musica per ricordarlo a dieci anni dalla scomparsa. Il 13 e 14 marzo 2026 la città celebra il suo concittadino illustre con la kermesse “Umberto Eco alessandrino”, organizzata da Frame – Festival della Comunicazione in collaborazione con la Fondazione Umberto Eco, l’Università del Piemonte Orientale e l’ASM Costruire Insieme.
Il programma si articola in sei appuntamenti e oltre quindici ospiti, distribuiti tra l’Aula Magna dell’Università del Piemonte Orientale a Palazzo Borsalino e l’Associazione Cultura e Sviluppo. Dal tardo pomeriggio di venerdì fino all’evento musicale conclusivo, “Gli strumenti musicali di Umberto Eco”, il percorso ripercorre le radici alessandrine del semiologo e ne interroga l’attualità nel panorama della comunicazione contemporanea.
Dal legame con la città al decalogo di Marco Belpoliti
La giornata di venerdì 13 marzo si apre alle ore 17:00 nell’Aula Magna del DIGSPES con l’incontro introduttivo “Alessandria e Umberto Eco”. Intervengono il Sindaco della città, Menico Rizzi per l’Università del Piemonte Orientale, Luciano Mariano per la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Stefano Eco per la Fondazione Umberto Eco e Danco Singer per il Festival della Comunicazione. Il focus è sul ruolo della comunità alessandrina nel custodire la memoria di Eco e nel valorizzarne l’archivio e l’eredità culturale.
Nelle parole del Sindaco, la due giorni non vuole chiudere le celebrazioni ma avviarle, con momenti che nel corso del 2026 andranno dai focus universitari ai ricordi più intimi, fino a incursioni più pop nelle manifestazioni storiche della città. Un percorso condiviso con la famiglia di Eco, pensato per mantenere vivo nel tempo il binomio tra lo scrittore e la sua città natale.
LEGGI ANCHE: Fiere d’arte in Italia 2026: il calendario degli appuntamenti da non perdere
Alle 18:00 la parola passa a Marco Belpoliti con la lectio “10 cose che ho imparato da Umberto Eco”. Il saggista e critico letterario, che si laureò in Semiotica con Eco a Bologna, propone un ricordo attivo in dieci punti, un vero e proprio decalogo di ciò che ha appreso dal maestro. Un modo per restituire la lezione ecoiana come patrimonio vivo, da cui continuare a “rubare” metodo, ironia e sguardo critico sul mondo.
Eredità critica, nuove generazioni e omaggio in musica
Sabato 14 marzo la kermesse si sposta all’Associazione Cultura e Sviluppo in piazza Fabrizio De André. La mattinata si apre alle 10:00 con “Eco alessandrino: radici e futuro di un pensiero critico – in città”, introdotto da Mirko Canevaro e moderato insieme a Giorgio Barberis. La tavola rotonda coinvolge ospiti alessandrini per interrogarsi su come l’eredità di Eco possa diventare occasione di crescita, soprattutto per le nuove generazioni, tra vita comune, nuove forme della cultura, rapporto con i media e sfide poste dall’intelligenza artificiale.
Nel pomeriggio, alle 16:30, “Intorno a Umberto” riunisce Riccardo Fedriga, Valentina Pisanty, Maurizio Ferraris, Roberto Cotroneo e Danco Singer per esplorare l’eredità intellettuale di Eco tra semiotica, narrazione, nuovo realismo, sguardo letterario sul postmoderno e multimedialità. Le due successive lecture di Alessandro Provera e Stefania Irene Sini, alle 17:30, propongono itinerari inediti tra le pagine di Eco, dal rapporto tra nome e cosa fino alle “orecchiabili frequenze” che attraversano la sua opera.
La chiusura, alle 19:00, è affidata all’evento musicale “Gli strumenti musicali di Umberto Eco”, con Gianni Coscia, Gianluigi Trovesi e le studentesse e gli studenti del Conservatorio “Antonio Vivaldi”. Tra jazz, canzone popolare e citazioni colte, il concerto racconta Eco attraverso i suoni che ne hanno accompagnato vita e scrittura, trasformando il suo universo di segni in paesaggi sonori condivisi con il pubblico.
Foto: Ufficio Stampa